La Maglia

Storia della maglia.

Il Milan nacque il 16 dicembre 1899, presso la Fiaschetteria Toscana di Via Brechet. Quella notte, uno dei fondatori, Herbert Kilpin disse: “Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari.”. E così fu. Da quel momento il Milan ha sempre indossato una maglia a strisce verticali rosse e nere, più larghe o più strette a seconda dei periodi, abbinata a pantaloncini tendenzialmente bianchi. La prima maglia fu una camicia a strisce sottili con colletto e polsini su cui era cucita la bandiera di Milano, una croce rossa su un campo bianco. Nel 1910/1911 la camicia venne sostituita da una polo, le strisce divennero più larghe e scomparse la bandiera. Nel 1912/1913 le strisce rimasero larghe ma si tornò alla camicia e tornò la bandiera di Milano, che resterà sulla divisa fino al 1942. Nel 1918/1919 si passò alla maglia vera e propria, con dei lacci a chiudere il colletto. Nel 1926/1927 fu abbandonato il colletto: il collo divenne a V bordato di nero. Nel 1941/1942 fu la volta del girocollo, sempre bordato, e delle strisce ancor più larghe. Nel 1943/1944 ci fu un ritorno al collo a V e alle strisce medie, per poi tornare al girocollo nel 1947. Dal 1952/1953 si alternarono stagioni con il collo a V chiuso o meno da laccetti e altre con il girocollo, fino al 1961/1962, anno in cui comparve una maglia a righe sottili con il collo a V nero, che durò per 18 anni. Nel 1979/1980 tornarono le strisce larghe, i numeri sulla schiena diventarono piccoli per lasciare il posto ai nomi e comparve un diavolo stilizzato sul petto, che rimarrà solo 2 stagioni e mezzo. Per la prima volta il club legittimò il diavolo come suo simbolo. Nel 1981/1982, stagione in cui approdò il marchio dello sponsor sulle maglie, la squadra, su iniziativa dell’allenatore Radice, scese in campo per 3 partite con i pantaloncini rossi. Negli anni successivi si tornò alle strisce sottili e al collo a V, prima e al colletto, poi e cambiò lo sponsor. Nel 1985/1986 le maniche avevano le strisce orizzontali e lo sponsor tecnico era Gianni Rivera. Con l’arrivo di Berlusconi ci fu anche un cambio della divisa: le strisce tornano ad essere larghe, il collo a V con un colletto rossonero e per alcune stagioni i calzettoni sono bianchi. Nel 1995/1996 tornò il logo del club sulla maglia: questa volta si tratta di un ovale metà rossonero e metà biancorosso meneghino. Nel 1999/2000, per festeggiare il centenario, si ebbero le strisce sottili e la bandiera di Milano sul petto.

Nelle ultime stagioni si susseguono maglie con colletti di tutti i colori e strisce di tutte le dimensioni.

La seconda maglia è sempre stata bianca con il collo o gli inserti rossoneri.

A partire dalla metà degli anni ’90 gli sponsor tecnici hanno imposto anche l’uso della terza maglia a fini commerciali, spesso caratterizzata da abbinamenti cromatici imbarazzanti, come quella gialla indossata durante la finale di Supercoppa Europea del 1995.

La maglia del portiere è sempre stata nera con il colletto rosso, fino all’arrivo di Ricky Albertosi, che nel campionato 1974/1975 sfoggiò una maglia gialla con lo stemma del club sul petto.