Gattuso in bilico: la stagione del Milan rischia di finire alle ortiche

Analisi di un momento complicato

Dopo l’Inter il buio. Non è la prima volta che accade. I “cuginastri” anche al ritorno ci hanno strapazzato a dovere. Colpa nostra. A seguire abbiamo progressivamente perso tutto, non solo la partita. Abbiamo perso la tranquillità, la “memoria”, la fiducia in noi stessi e nei nostri mezzi. Ci siamo spersonalizzati; non sappiamo più gestire nulla, né la palla né il gioco. Tattica, voglia di vincere, moduli. Tutto svanito. Non sappiamo di cosa esattamente soffra questo gruppo, ma notiamo in esso una fragilità disarmante, sia emotiva che fisica. I nostri, nei momenti di crisi, sembrano “squagliarsi” come neve al sole; Inferiori atleticamente ai loro avversar, arrivano sempre dopo sulla palla e la perdono con troppa facilità, Nell’uno contro uno cascano a terra quasi fossero birilli. La palla, trai loro piedi, diventa di marmo. Tutto quello che era stato fatto prima del “baratro” non esiste più. Gattuso è uno che non le manda a dire e che non soffre di timore reverenziale verso nessuno. Eppure se il Milan è così fragile anche lui dovrebbe addossarsi le sue responsabilità e correre ai ripari. Ad esempio: siamo certi che Montolivo in questo momento non servirebbe? Meditate, gente. Meditate.

Una crisi annunciata

Un punto in 3 partite è bottino amaro , da squadra che deve salvarsi non certo primeggiare. Con le ambizioni di chi reclama da anni un posto in Champions League è un ruolino di marcia che non ci azzecca nulla. Vero è che con gli arbitri non siamo fortunati. Vero che la sfortuna pare ci perseguiti, ma sarebbe ingiusto e ingeneroso non rimarcare in questa sede quelle che sono le nostre evidenti e lampanti responsabilità. Il Milan di Gattuso non cresce e se lo fa lo fa a “intermittenza”. Non è costante dal punto di vista dei risultati prodotti, ha serie difficoltà a gestire se stesso in partita. Spiace dirlo, ma talvolta sembra che difetti in personalità. La partita con l’Inter doveva essere la svolta verso posizioni di classifica più congeniali. E’ stata la nostra Waterloo. Gattuso e i suoi hanno peccato di presunzione, quasi fossero dei dilettanti. Hanno pagato amaramente quello sbaglio. Anche nelle partite successive. Non avevano previsto la ferocia che i nerazzurri hanno messo in campo per vincere pure il derby di ritorno. Errore gravissimo. L’eclissi ha colpito tutta la squadra. Il Milan ha perso meritatamente con la Sampdoria e ha meritatamente pareggiato in casa contro l’Udinese. Con i “se” e con i “ma” non si vince nulla. Al momento tra Gattuso e la squadra vige una distanza siderale. Molto simile a quella che divide il “nuovo” Paron da gran parte della sua dirigenza. Leonardo in primis.

Sabato sera l’ultimo verdetto

Sabato sera andremo a Torino a giocare contro la Juventus. Mancheranno Donnarumma, Paquetà e Conti. Kessiè dovrebbe essere della partita. Saremmo partiti spacciasti pure se avessimo vinto tutte le precedenti partite e goduto di una “rosa” in salute e al completo . Figuriamoci in che condizioni fisiche e mentali ci presenteremo domani al cospetto die più forti e dei più fortunati. Eppure bisognerà fare tutto il possibile e oltre per non perdere altri punti preziosi. Solo giocando al 100% delle nostre possibilità riusciremo a contrastare lo strapotere bianconero. Se ci presenteremo all’ Allianz Stadium nelle condizioni fisiche e mentali che registriamo adesso i bianconeri faranno di noi un solo boccone. Ci sbraneranno. Perdere sabato sera significherebbe abbandonare definitivamente ogni sogno di Champions League. Non solo: se non ci riprendiamo subito anche la Coppa Italia potrebbe diventare utopia. Insomma ancora una volta ci giochiamo l’intera stagione contro l’avversaria sbagliata.

Gattuso deve per forza inventarsi qualcosa

Gli uomini sono quelli che sono ma adesso Gattuso dovrà tirare fuori dal cilindro l’idea giusta. Il momento è troppo delicato. Difficile pensare che a Torino giochino ancora Cutrone e Piatek in coppia. Non sembra il momento né del 4-3-1-2, né del 4-4-2. Più facile immaginare un 4-3-3 con in avanti Chalanoglu, Piatek e Suso. A centrocampo Biglia dovrebbe giocare avendo ai lati Bakayoko e Kessiè. In difesa l’unico interrogativo rimane il terzino sinistro. Al momento non è dato sapere se Rodriguez giocherà dal primo minuto o no. Potrebbero giocare Calabria e Laxalt. O Calabria e Borini. Vedremo. In porta Reina, vista indisponibilità di Gigio Donnarumma. Quello che conta è presentarsi a Torino con i giusti argomenti fisici, emotivi e caratteriali. Torino, Lazio e Atalanta sono avversari ostici. Squadre in forma pronte a toglierci l’attuale posizione in classifica per subentrare al nostro posto. Quanto a Gattuso tutti i “tam tam” di mercato sostengono andrà via. Qualunque sarà il risultato finale conseguito a fine stagione.

Claudio D’Aleo

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