Milan, dalle “ceneri” del derby verso la Sampdoria

Anatomia di un derby incredibile

Il derby perso ha lasciato su ogni rossonero ferite di non poco conto. Inutile nascondersi dietro il “dito” o fare finta di nulla. E’ stata una sconfitta pesante che brucia assai. Nessuno si aspettava un’Inter così feroce e indomabile. Nessuno si aspettava un Milan così pieno zeppo di “vittime sacrificali”e rimasto negli spogliatoi per gran parte della partita. Quando si dice il derby! E’ tutto vero. Vince chi è sfavorito. Vince chi sembra destinato a perdere. Vince, però, chi ha davvero voglia di vincere. Ha vinto l’Inter. Meritatamente. Ha vinto la squadra che tutti davano per “spenta”, in crisi. Ha vinto la squadra che doveva essere rifondata, scossa, ripensata. Ha vinto la squadra “dilaniata” da ogni genere di polemica sia in campo che fuori. Il “caso” Icardi non ha influito per niente sulla prestazione dei nerazzurri. Anzi è servito per caricarli a mille e per vincere una partita che nessuno mai avrebbe immaginato potessero giocare così bene e con così tanta veemenza. Icardi, non giocando, ha fatto ai milanisti più male di quanto avrebbe potuto farne scendendo in campo dal primo minuto con la sua tradizionale maglietta numero 9. Maurito ha deciso il derby di ritorno dopo aver deciso quello dell’andata. Ha riempito di “esplosivo” le gambe e i piedi dei suoi compagni che hanno profuso il massimo impegno possibile per dimostrare a tutti, Icardi compreso, che l’Inter è una grande squadra formata da ottimi giocatori a prescindere dal proprio centravanti di riferimento. Detto e fatto. Il Milan ha fatto poco o nulla per evitare quella che è stata una terribile “Waterloo”. I rossoneri hanno giocato il derby mentalmente sconfitti. Il Milan è stato travolto da una squadra che mai e poi mai si sarebbe aspettato di dover fronteggiare. Sta tutto qui l’errore di Gattuso. Ringhio ha preparato male la partita e l’ha letta peggio. Anche la formazione che ha mandato in campo ci ha convinti poco. Lo “tsunami” interista ha travolto lui per primo. Errori di gioventù. Fatto sta che il Milan non ha ancora battuto una grande, Roma esclusa. E questo deve far riflettere.

I meriti del “toscanaccio”

Spalletti ha fatto il suo. Ha letto benissimo il derby e lo ha giocato meglio. Non poteva fare altro che prevalere vista la pochezza dei suoi avversari e i notevoli errori di impostazione di Gattuso. “Lucianone” ha caricato i suoi a “dovere” infondendo loro una energia devastante che i rossoneri hanno patito durante tutta la partita. Gattuso no. Come detto stavolta Ringhio ha peccato di inesperienza. Succede. I derby vanno prima giocati, poi vinti. E’ una regola ferrea. Il Milan ha rinviato nuovamente la vittoria contro l’Inter. I nerazzurri quest’anno con noi hanno fatto bottino pieno. Sei punti su sei. Non può essere un caso. Sbagliato pensarlo. Non puoi pensare di regalare un tempo ai nerazzurri e poi andare a caccia del miracolo di “turno” alla fine. Proprio no. Non con L’Inter. Peccato. Il gruppo era in salute, veniva da un filotto di partite giocate bene, gli ingredienti per non disunirsi contro i nerazzurri c’erano tutti. Invece niente. Il Milan ha perso di brutto e senza attenuanti. Ha mandato alle ortiche quasi tutto quello che aveva guadagnato nelle partite precedenti. Adesso bisogna leccarsi le ferite alla svelta e ripartire. Perché non solo nella vita ma anche nel calcio chi si ferma è perduto.

I limiti del Milan

Non sappiamo se si tratti di mancanza di maturità o mancanza di concentrazione. Se questa squadra pecchi o no in “fisicità”. Certo che avevamo capito subito che piega avrebbe preso la partita. Sin dalle battute iniziali. Ci è sembrato di rivedere Juventus -Atletico Madrid di Champions con piccole ma “inevitabili” differenze. Stavolta la parte degli “assatanati” l’hanno recitata non i bianconeri ma i nerazzurri, mentre quella degli “sconvolti dentro” non gli spagnoli ma i rossoneri. Gattuso ci perdoni ma farebbe bene a imparare in fretta la lezione. Spiace dirlo, ma Spalletti non ha sbagliato nulla. L’Inter ha vinto perchè voleva vincere. I suoi giocatori sono scesi in campo per dare il 100% delle loro possibilità come era giusto e normale che fosse. Il Milan ha perso perché di quel derby e di quella partita non ci ha capito nulla. Gli interisti erano ovunque. Verticalizzavano bene, raddoppiavano sui nostri portatori di palla, saltavano l’uomo, facevano un pressing asfissiante, erano moti perpetui che si accanivano sulle seconde palle senza perderne una e nei contrasti fisici avevano sempre o quasi sempre la meglio. Martinez e Vecino (genialata quella di Spalletti che ha spostato più in avanti il raggio d’azione del suo centrocampista) hanno sparso l terrore nella nostra difesa. Anche su questo bisognerebbe riflettere. E molto. Fisicamente siamo scarsi? Perché nei contrasti di gioco non abbiamo mai o quasi mai la meglio? Ai posteri l’ardua sentenza (anche se ci auguriamo molto prima). Il loro centrocampo, seppur privo di qualche pezzo importante, ha dominato il nostro. Piatek come Higuain: ha visto la partita direttamente in campo. Calma e gesso. Piatek è un Fuoriclasse. A differenza di Higuain è capace di decidere le partite da solo. Però va servito bene e meglio. Il centravanti polacco sa partire da dietro e fraseggiare coi compagni. Sia di testa che di piede sa il fatto suo. Sa saltare l’uomo e crea superiorità numerica. Aggredisce gli spazi e in area è una sentenza. Tecnicamente non è un pivello ma va innescato a dovere. E’ un problema, quello del centravanti e di come assecondarlo, che il Milan si trascina dietro da anni. Dai tempi di Pazzini. Va risolto prima possibile.

Radio mercato incalza

La lite incredibile e inimmaginabile tra Biglia e Kessiè durante il derby ha dato la stura a voci inevitabili di calcio mercato. I “tam tam” parlano di un Kessiè finito prepotentemente nella lista dei sacrificabili per ben tre motivi: 1) fair play finanziario. 2) riscatto di Bakayoko. 3) acquisto di Sensi e Duncan dal Sassuolo. Vedremo. Assieme a Kessiè dovrebbero lasciare il Milan anche Plizzari, Laxalt, Mauri, Bertolacci e Montolivo. In arrivo oltre ai due del Sassuolo anche uno tra Saint Maximin e Deulofeu per rimpolpare il reparto avanzato che non dovrebbe perdere Cutrone e Suso. Il Milan che punta a ben figurare in Europa non può non proiettarsi verso una campagna acquisti di spessore. Come il suo blasone merita e pretende.

Claudio D’Aleo

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