Derby Milan-Inter, si avvicina la partita delle partite

Archiviata la pratica Chievo

E’ il Milan delle grandi “rimonte”. Un Milan di “lotta” e di “governo”. Una squadra che ha ritrovato se stessa, che gioca bene al calcio e sa dove vuole arrivare. Il “timbro” di Gattuso si nota partita dopo partita. Il Milan da qualche settimana c’è. Di Carlo ha poco da lamentarsi. Lo capiamo ma i “valori” tecnici tra il suo Chievo e il nostro Milan sono quelli che conosciamo. E sono stati debitamente sciorinati anche stavolta. Noi siamo il Milan. Loro una buona squadra. Di Carlo allena un gruppo che profonde sempre il massimo impegno ma i cui limiti “strutturali” sono fin troppo evidenti. Il Chievo è un “team” che produce un calcio sano e concreto. Il calcio che può. Vanno elogiati tutti. Lottano dal primo all’ultimo minuto senza risparmiarsi mai. La Classifica è quella che è. Parla per tutti. Anche per loro. Calma e gesso. Il Milan è “vivo”. I rossoneri hanno vinto meritatamente perchè sono più forti e più squadra dei “clivensi”. Il gol di Piatek era regolare. Senza “se” e senza “ma”. Il “19” rossonero ha realizzato un gol da centravanti vero e “spietato”. Le “moviole” esistono per questo. Tutte hanno evidenziato la bontà della rete realizzata dal pistolero. Nessun fallo commesso, nessun fuorigioco.

Il derby è alle porte

Non sarà un derby come tutti gli altri. Sarà un derby con veduta sulla“Champions League”. Il Milan grida “vendetta”. All’andata i nerazzurri ci hanno castigato oltre ogni ragionevole dubbio. A nostro modesto avviso, immeritatamente. L’Inter ci aveva messo magari più qualità ma il Milan aveva profuso ogni sforzo possibile e immaginabile. I rossoneri non volevano perdere quella partita. Proprio no. Erano quasi riusciti nell’intento. Invece sappiamo come è andata a finire. il derby è andato ai “cuginastri” nerazzurri. Quel gol di Icardi realizzato all’ultimo secondo utile di quel “maledetto” recupero, con un colpo di testa tra le belle statuine Musacchio, Abate e Donnarumma, lo ricordiamo ancora oggi con immutata amarezza. Ora però vogliamo la rivincita. Vogliamo il derby. Vogliamo vincere la partita delle partite. Spalletti parla ora di “sorpasso” come di sorpasso ha parlato ultimamente Gattuso. Tra i due però solo Gattuso il “sorpasso” lo ha costruito e portato a termine per davvero. Certi dati sono incontrovertibili. Entrambi ci vanno molto cauti con le dichiarazioni prima della partita. Fanno bene. Se c’è una gara che da sempre sfugge ad ogni pronostico quella è proprio il derby. Il Milan si presenta con un bel terzo posto in graduatoria. 51 punti contro i 50 dell’Inter. Il Milan ha vinto 14 partite, ne ha pareggiate 9 e perse 4. 23 i gol fatti, 18 quelli subiti. L’Inter occupa la quarta postazione in Classifica con 50 punti. Ha vinto 15 partite, ne ha pareggiate 5 e ne ha perse 7. 40 i gol fatti, 22 quelli subiti.

Chi si presenta meglio alla stracittadina?

Domanda realistica ma imbarazzante. A prima “botta” verrebbe da dire il Milan. La squadra rossonera non perde in campionato dal 22 dicembre scorso e si presenta al derby forte dei dieci risultati utili consecutivi con cinque vittorie in altrettante partite. Manca da troppo tempo in Campionato, ai “Gattuso boys”, una bella vittoria contro una “big”. A eccezione della Coppa Italia, l’ unico successo milanista contro una delle cosiddette “grandi” risale alla seconda giornata di campionato. Un 2-1 in casa contro la Roma che aveva dato la “stura”a tante speranze. Gattuso potrà contare finalmente su quasi tutti i titolari disponibili e potrà mettere in campo la migliore formazione possibile. Conteniamo ogni facile entusiasmo e limitiamoci all’analisi nuda e cruda della fase di preparazione alla partita. I comparti del Milan sembrano tutti a posto. Difesa imperforabile, centrocampo di “protezione” e di “manovra, attacco “atomico”. Tra Bakayoko e Biglia almeno inizialmente dovrebbe giocare il primo. Forse entrambi se Paquetà, parecchio stanco, non dovesse farcela. I dubbi di Gattuso sembrano più che altro legati alla tenuta fisica dei suoi esterni. Suso è il nostro “faro”. Lo spagnolo procede a fasi alterne a causa della pubalgia non del tutto guarita. Ce lo ritrovassimo nel derby pimpante e tirato al lucido come ai bei tempi, gran parte del “lavoro” sarebbe compiuto. Giudicando dal di fuori e dalle ultime gare giocate verrebbe da pensare a un tridente composto da Chalanoglu, Piatek e Castillejo con Suso in panchina pronto a subentrare. Vedremo. L’Inter si presenta all’appuntamento con la stracittadina poco brillante e abbastanza incerottata nei vari settori. In più con la patata bollente Icardi tra le mani. Icardi è un grande centravanti ma è stato “degradato” pubblicamente per motivi non certo di poco conto ed è andato in contrasto con parecchi compagni di squadra. Lui rivuole la fascia di Capitano. Difficile faccia sconti a qualcuno. La Società da quell’orecchio non ci sente. Non tutto lo spogliatoio riabbraccerebbe l’ex Capitano con convinzione. Stavolta una accordo sembra difficile, L’impressione è che Icardi a giugno lascerà l’Inter. La “partita delle partite” ce la giocheremo con coltello tra i denti e da protagonisti. Che ci sia o meno Icardi arrivati a questo punto non ci interessa più di tanto. Quello che conta è che ci sia il Milan. Tutto il resto, parafrasando Califano, è noia.

Claudio D’Aleo

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