Derby alle porte, il Milan rallenta e Gattuso fa il pompiere

Una rimonta da applausi

Il Milan è stanco. Gattuso sa ma fa il “pompiere”. Da buon padre di famiglia “Ringhio” sta gestendo il momento e il gruppo nel miglior modo possibile. Cioè dosando “ al massimo” le “energie” di ciascun calciatore. Lo “scopo” è quello di evitare fastidiose e poco utili “complicazioni”. O “ricadute”, se volete. Fate voi. La realtà è sotto gli occhi di tutti. Anche contro il Sassuolo, così come contro la Lazio, il Milan è parso poco reattivo e poco brillante. Troppo “carico” sulle gambe. Meno “convincente” nella “condivisione” della palla e nell’impostazione complessiva della manovra. Improvvisamente siamo tornati ai “tragici” tempi in cui la sfera tra i piedi di ogni nostro giocatore sembrava di “cemento”. Calma e gesso. Ne è passata di acqua sotto i ponti. Oggi il Milan è una squadra. Il poco “turn over” effettuato a causa degli infortuni che hanno “colpito” tutti, anche i “panchinari”, ha messo il “sigillo” su un momento che comunque prima o poi doveva arrivare. Il Milan non è in “ginocchio”. Il Milan ha bisogno di ricaricare le “batterie”. Mantiene intatta la propria “idea” di calcio e la propria “identità” di squadra. Però “arranca”. Soffre visibilmente. Questo non va bene. Bisogna correre ai ripari. Siamo al quarto posto e in piena zona “Champions League”. Abbiamo superato i “cuginastri” nerazzurri coi quali ci confronteremo a breve. Rosicchiati agli “Spalletti boys” 9 punti in 7 partite! Signori, già questo è un “miracolo”! Alzi la mano chi, a dicembre, avrebbe mai pronosticato o scommesso un centesimo sull’attuale posizione in Classifica dei “diavoletti” rossoneri. Il Milan è terzo a 48 punti. Ha vinto 13 partite, ne ha pareggiate 9 e ne ha perso 4. Ha segnato 39 gol e ne ha subiti 22. Piatek è terzo nella Classifica cannonieri con 18 gol dietro a Cristiano Ronaldo e a Quagliarella che ne hanno segnati entrambi 19. La squadra fino a due partite fa era un rullo compressore. Non dimentichiamolo.

L’umanità del nuovo “Paron” come “medicamento”

Gattuso è uno che sa di calcio. Lo sta ampiamente dimostrando. Talvolta “mente” ma nel “gioco delle parti” ci sta pure questo. Se “mente” lo fa nell’interesse del gruppo. Lui sa perfettamente che i “ritmi” espressi dai suoi calciatori in partita, al momento, non sono né possono essere quelli di poche gare fa. Sa che Suso soffre ancora per la pubalgia e per ora non può dare quello che tutti quanti, “Ringhio” in primis, si aspettano da lui. Conosceva e conosce i “turbamenti” del giovane Chalanoglu. Gattuso sa tutto di tutti perché “vive” ogni calciatore che allena come se fosse suo fratello o suo figlio. Non abbandona mai nessuno al proprio destino. Manco ci pensa. Non è nel suo “dna”. Gattuso ha difeso a spada tratta Chalanoglu. Ha “aspettato” Donnarumma, Abate, Musacchio, Zapata, Bakayoko, Biglia. Sta aspettando a braccia aperte Caldara. Aspetta e protegge tutti. Adesso fa lo stesso con Suso. Il Mister sa ma non “spara” mai nel mucchio. Non lo ha mai fatto. Non si esalta dopo una vittoria né consente a nessuno di esaltarsi. L’umiltà lo “pervade” in “lungo” e in “largo”. Anche questi particolari non di poco conto valgono a sottolineare la grandezza e la grande umanità del nuovo “Paron” rossonero. A proposito dei recenti accostamenti tra Rocco e Gattuso. Parecchia “stampa” ha iniziato a parlarne. Ne siamo lieti. Concedeteci un “applauso”. E’ da almeno tre mesi che noi di www.dnamiilan.net andiamo dicendo e “predicando” del nostro Gennaro Gattuso come del “nuovo” Nereo Rocco. Ringhio vive la “panchina” e lo “Spogliatoio” come l’indimenticabile, magnifico, immenso Rocco. Come Rocco ci mette sempre la faccia lasciando al riparo la squadra. Come Rocco amministra e governa il gruppo come una famiglia. Ironico come Rocco vive il Milan con passione e con amore.

Non siamo alla “frutta”

La squadra è un po’ “ferma” sulle gambe e mentalmente appannata. La palla non scorre fluida come dovrebbe ma per vie “scolastiche” e fin troppo prevedibili. Il Milan attacca e difende compatto come sempre ma rispetto a qualche settimana fa commette troppi errori di “valutazione” e di “lettura” riguardo alle varie fasi di gioco. Ciò potrebbe anche essere “colpa” della primavera ormai imminente o della preparazione che necessiterebbe magari, in questo momento, di qualche importante “richiamo” fisico/atletico. La sosta non è lontana ma intanto incombono Chievo e Inter. Contro i “Di Carlo boys” non è escluso che Gattuso faccia riposare qualcuno. Il che non significa certo sottovalutare i nostri prossimi avversari ma è chiaro che la partita con l’Inter si veste già di contenuti definitivi o quasi. Serviranno i migliori Paquetà e Piatek. Entrambi i nuovi acquisti avrebbero urgente bisogno di rifiatare. Come gli altri, del resto. Gattuso potrebbe dare dunque una “chance più unica che rara a Castillejo e a Cutrone. Patrik scalpita. Torino e Tottenham farebbero carte false per lui. “Radio mercato” racconta che Andrè Sìilva sarebbe pronto a ritornare in rossonero (pare che il Siviglia non intenda riscattarlo) e a prendere il posto di Cutrone qualora Leonardo mandi il “63” in prestito a maturare altrove. Le “vie” del mercato sono infinite. L’importante è che Cutrone rimanga un giocatore di proprietà del Milan. Su questo bisogna essere chiari. A scanso di equivoci.

Claudio D’Aleo

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