Empoli e Lazio. Le due “facce” di un Milan che rimane in crescita

Uno 0 a 0 da ricordare

Diciamola tutta: contro la Lazio non abbiamo fatto una buona partita. Può accadere. Pause e distrazioni sono sempre dietro “l’angolo”. Questo vale per tutti. Il pareggio all’Olimpico premia più noi che loro. Va detto. Ai punti forse la Lazio avrebbe meritato qualcosa di più. Il Milan pur non giocando bene ha comunque respinto tutti o quasi tutti gli attacchi dei biancocelesti stringendosi attorno ai suoi difensori. Calma e gesso. Noi abbiamo Donnarumma. Gigio è un grandissimo portiere. Non tutti possono vantare un numero 1 forte come il nostro. Ne è venuta fuori una gara non per “esteti” del calcio ma di grande e granitica “sostanza”. La spiegazione è semplice. Si giocava la prima delle due partite della Semifinale di Coppa Italia. Non era né poteva essere una gara qualsiasi. La tensione era tanta in ogni giocatore. La voglia di vincere pure. Sono cose che possono capitare specie quando si pensa che a metà maggio si potrebbe finalmente sollevare al cielo una Coppa (la Coppa Italia n.d.r.) che non sarà la Champions League e neppure l’Europa League ma che rimane pur sempre una Coppa parecchio ambita e parecchio prestigiosa. Detto tra di noi, Elliott sarebbe felicissimo se la vincessimo. Il che non è poco. Anzi ha il suo enorme “peso”.

Suso va recuperato

A prescindere dal risultato dell’Olimpico Gattuso dovrà fare l’impossibile per recuperare e tirare a lucido anche lo spagnolo. Suso era e rimane il nostro fuoriclasse di riferimento. L’unico calciatore in grado con le sue giocate deliziose di creare “superiorità numerica” e di farci sognare ad occhi aperti. Lui sa bene come “scatenare” lo scompiglio tra le maglie delle difese altrui. Lo spagnolo fa la differenza. E’semplicemente fondamentale per il nostro gioco. Come tutti i Fuoriclasse anche lui vive di “alti” e “bassi”. Questo è innegabile e va considerato. Però Suso è e rimane un grande Campione. Con le sue “serpentine” e le sue “plastiche sterzate” può condizionare ogni volta che lo voglia una partita a nostro precipuo vantaggio. Il nostro magnifico “numero 8” sembra abbia la pubalgia. Dobbiamo armarci di tanta pazienza e di tanta considerazione. Soprattutto dobbiamo attenderlo con fiducia e affetto. Non può esserci Milan senza Suso. Questo deve essere chiaro a tutti.

La strada del successo

Il sonoro successo sull’Empoli (3-0) ha aperto le strade a parecchie riflessioni. La prima è che mai come in questo momento tutte le componenti che fanno capo al Milan, dallo staff tecnico ai quadri dirigenziali, stanno recitando lo stesso “copione”. Quello della chiarezza e dell’amalgama tra i vari comparti. Al Milan ognuno dice la sua ma tutti hanno il massimo rispetto di quello che gli altri sostengono e mai le versioni “ufficiali” divergono le une dalle altre. Anche da questi particolari “sostanziali” e parecchio significativi si evince la solidità e la serietà di un Club che vuole tornare a essere protagonista in Italia e nel Mondo. “Oggi” il Milan ha una Proprietà e una squadra. Il caso Higuain, che a nostro avviso è stato gestito male da Leonardo e company e peggio dal giocatore argentino, ci aveva fatto dubitare sulla bontà delle fondamenta societarie. Adesso i fatti ci impongono di fare una “marcia indietro” convinta, immediata e risoluta. A Leonardo va riconosciuta una campagna acquisti da grande professionista. Piatek e Paquetà le “ciliegine” sulla torta. Tutto da decifrare il ruolo di Paolo Maldini. Il “grande” Paolo non si sta certo “sperticando” in dichiarazioni ufficiali “sostanziose” e/o da ricordare. Ci vuole pazienza. E’ giusto che impari il più possibile e che anche da Dirigente acquisisca la giusta e necessaria “padronanza” del ruolo. Quella che aveva da giocatore. La stessa che lo ha reso celebre in tutto il Mondo.

Come ti trasformo una squadra

Gattuso è il trionfatore in campo. Sta gestendo la squadra e lo Spogliatoio come un allenatore navigato e vincente. Leonardo, come detto, è il trionfatore fuori dal campo. Piatek è l’affare in assoluto. Forse l’affare dell’anno. Il Milan ha pagato al Genoa 35 milioni di euro per un Fuoriclasse giovane e promettentissimo che sta segnando a ripetizione e che in Classifica cannonieri è già a ridosso di Cristiano Ronaldo. 19 i gol al momento segnati da Ronaldo, 18 quelli realizzati da Piatek. Il centravanti polacco segna, diverte, trascina squadra e tifosi. E’ temuto e rispettato da ogni avversario. E’già un leader e possiede margini di miglioramento notevolissimi. Paquetà è un Fuoriclasse anch’egli. Un Campione che sa tenere ben strette le redini della squadra e che pur non giocando nel suo ruolo naturale sta dando un’impronta decisiva al gioco del Milan. Occhio a Chalanoglu. Accanto a Paquetà il turco è rinato. Mica quisquilie. Al contrario, dati di fatto.

Claudio D’Aleo

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