Zvonimir Boban

Arrivò in Italia nell’estate del ’91. Fu prestato al Bari per poi tornare ad indossare la maglia del Milan che vestirà fino alla stagione 2001. Vanta 251 presenze e 30 goal. Munito di piede raffinato e grande visione di gioco.


Ad Imoschi , Jugoslavia , nasce l’8 ottobre 1968 Zvonimir Boban . Appena dieci anni dopo , le sue gracili gambette svolazzano per un campo da calcio . Non è un prato qualunque ma quello della Dinamo Zagabria , squadra croata dove Zvone cresce calcisticamente fino a diventare una delle più giovani promesse del calcio Jugoslavo . Il suo tocco di palla sembra una carezza perchè Boban sviluppa un altissimo tasso tecnico non essendo dotato di un fisico da gladiatore . La leadership della squadra però gli scorre nel sangue fin dal suo giovane debutto in prima squadra (a soli 16 anni) e il talentuoso centrocampista conquista la sua prima fascia da capitano quando è poco più che diciannovenne . Nel frattempo molte squadre europee iniziano come rapaci a svolazzargli attorno in attesa di affondare gli artigli sulla “preda” dai piedi di fata . Boban arriva a collezionare 109 partite e 45 gol in campionato e conquista un Mondiale under20 con la nazionale Jugoslava . La carriera di Zvone è ben avviata ed il calciatore è lanciatissimo verso un futuro ricco di soddisfazioni nello sport da lui amato quando , nel maggio del 1990 , prima del calcio d’inizio del match tra la “sua” Dinamo e la Stella Rossa di Belgrado scoppia una tra le più violente risse della storia del calcio jugoslavo . I tifosi delle due squadre invadono il campo dando vita a scontri sanguinosi che costringono ad intervenire la Polizia Federale che inizia a disperdere gli ultras a suon di manganellate alla cieca . Durante i tafferugli , Boban sferra un calcio “marziale” ad un poliziotto per difendere un ragazzo croato dalle cariche . Il polverone dura fino a tarda notte , impedendo lo svolgimento della partita e al termine della “guerriglia” gli arresti ed i feriti si contano a centinaia . L’immagine di Zvonimir e della sua semirovesciata sull’agente di polizia fa il giro dell’Europa e causa al calciatore l’esclusione dai convocati per i campionati del mondo di Italia ’90 dopo aver rischiato addirittura l’arresto . La stangata punitiva , arriva anche in campionato con sei mesi di squalifica che ovviamente spengono il fuoco dell’interesse che le big europee nutrono per lui . Nel frattempo però , un paio d’occhi molto selettivi , non hanno calato il loro interesse . Fabio Capello , guarda oltre l’immagine che i giornali hanno trasmesso del giocatore e ne vede le qualità tecniche , l’intelligenza tattica e il potenziale margine di miglioramento vista la giovanissima età . Il tecnico rossonero ottiene l’acquisto di Boban che viene girato in prestito al Bari per la stagione 1991-92 a maturare l’esperienza del calcio italiano . Al termine del campionato , Zvone , soprannominato Zorro per una certa assonanza con il nome e l’eleganza da spadaccino , torna al Milan per rimanerci fino all’estate del 2001 . In questi 9 anni vince 4 scudetti , 1 coppa dei campioni e vari titoli secondari tra cui una supercoppa europea . All’inizio della sua esperienza rossonera , Zorro fa parte di quel gruppo di calciatori considerati “da turn over” in una fase storica del nostro campionato in cui solo il Milan poteva permettersi la panchina lunga . Le sue giocate incantano la platea esigente di San Siro e presto diventa un idolo indiscusso della tifoseria . Le sue qualità sul campo purtroppo trovano un amaro rovescio della medaglia nella sua fragilità fisica . Gli infortuni caratterizzano molte fasi della carriera di Zvonimir e proprio questa sua intermittenza gli impedisce di blindarsi un posto da titolare . Nel 1993-94 conquista con il Milan la sua prima Coppa dei Campioni e risulta fondamentale in alcune sfide di campionato . Nel frattempo la sua nazione (la Jugoslavia) non esiste più .Si è sgretolata dopo una guerra molto sanguinosa e divisa in tanti piccoli stati indipendenti . Boban diventa così una colonna della nazionale croata . Nel 1995 segna una rete decisiva nella finale di Supercoppa contro l’Arsenal (vinta per 2 a 0 dai rossoneri) e uno splendido gol dopo un’azione di Dejan Savicevic all’ultimo minuto della semifinale di coppa dei campioni contro il Paris Saint Germain vinta per 1 a 0 al Parco dei Principi . Durante l’estate del 1998, il terzo posto ottenuto con la nazionale della Croazia ai mondiali di Francia , rappresenta il massimo obiettivo raggiunto in maglia a scacchi da Zvone . Il risultato è sorprendente . Mai una nazionale all’esordio in una fase finale ha ottenuto un simile risultato . Davor Suker con i suoi gol e Boban con le sue giocate rendono possibile il miracolo . Dopo tre scudetti seguiti da due anni disastrosi del Milan dal 1996 al 1998 , con l’arrivo di Zaccheroni in panchina , il diavolo cambia faccia e passa dal classico 4-4-2 al 3-4-3 con un gioco molto più offensivo e fantasioso che sembra sposarsi perfettamente con la classe di Zorro Boban . Il croato inventa e illumina il centrocampo . Sembra sempre in grado di estrarre qualcosa dal cilindro. Nella partita pareggiata dal Milan a Firenze per 0 a 0 semina bellezza per tutto il rettangolo di gioco con numeri da capogiro che per un soffio non risultano decisivi . Contro la Juventus a Torino crea uno splendido assist a “cucchiaio” filtrante per George Weah (sulla rete del 2 a 0) che resta nella storia di quel campionato vinto per un solo punto sulla Lazio in maniera esaltante nel maggio del 1999 . Il Boban trequartista insomma piace al popolo rossonero e continua a far godere i tifosi con qualche magia tra un infortunio e l’altro . Si arriva così all’estate del 2001 con l’arrivo di Rui Costa e lo scambio delle “chiavi del centrocampo” tra i due . Zorro viene salutato con il calore che solo i grandi rossoneri hanno saputo meritare . La Spagna fa da cornice alla sua ultima piccola esperienza calcistica . Boban termina la carriera al Celta Vigo con solo 4 presenze stanco di troppe panchine . Ora fa il commentatore per Sky e nei suoi giudizi è sempre serio e preciso come in campo . Durante un’intervista , alla domanda del giornalista : “Qual’è la cosa che ti manca di più della tua esperienza al Milan ?” , Zvone , senza riflettere , istintivo e deciso dice : “San Siro” . Anche tu ci manchi Zorro . Vederti commentare seduto su di una poltrona riaccende tutti i bei ricordi ma ammirarti in campo è stato un privilegio di cui tutti noi rossoneri andiamo fieri .
Enrico Bonifazi

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