Napoli vs Milan

Se Napoli-Milan non è una partita come tutte le altre lo si deve senz’altro ad una serie di fattori. Sicuramente lafine degli anni ottanta ha influito molto sulla rivalità “divampata” tra le due squadre; la geografia (classica è la rivalità tra nord e sud) ha contribuito a scaldarne l’essenza, inoltre, alzi la mano chi, da qualunque parte dell’Italia stia leggendo queste righe, non abbia almeno un vicino di casa, il pizzaiolo di fiducia o un banale conoscente proveniente da Napoli, che venera Insigne, danna e maledice il “fu” San Gonzalo e beatifica Diego Armando Maradona. Sicuramente le mani alzate saranno poche. Tanto di cappello agli emigranti comunque, ma qui si parla di calcio. E’ un bel salto fin da quel 1° maggio del 1988, quando il San Paolo strapieno e colorato d’azzurro come un anello di cielo, accoglie lo squadrone di Sacchi (team spettacolare ma fino a quel pomeriggio “umana”). Nel quartiere spagnolo e lungo tutto il golfo, autotreni di “botti” d’artificio riforniscono gli ottimisti intenti a pre-celebrare il secondo scudetto della storia calcistica napoletana. “Fuoco e fiamme” in campo però provengono solo da Ruud Gullit e dall’aquila dalla testa bianca, alias Pietro Paolo Virdis. La squadra di “Arrighe” vince 3 a 2 e riesce nell’impresa del sorpasso a due giornate dalla fine scucendo di fatto il tricolore dal petto dei napoletani per appuntarlo al proprio. L’anno successivo, gli azzurri si vendicano e spappolano un Milan ricco di rincalzi per le numerose assenze con un netto 4 a 1. Maradona segna di testa dal limite dell’area. In panchina il labiale di Arrigo è eloquente “Ma che c…. fanno ?”, una frase che ben si presterebbe al “Cosa ha detto?” della Gialappa’s Band. La vendetta viene consumata così, ma il Napoli resta all’asciutto, troppo distante dall’Inter di Trapattoni. L’ennesimo capitolo del duello tra Milan e Napoli va in scena nel 1989-’90 quando i rossoneri, subiscono un’altra pioggia di “nespole” e finisce 3 a 0 con i campioni d’Europa staccati anni luce dalla vetta. Incredibilmente però, i rossoneri infilano una striscia di risultati utili (compreso lo stellare 3 a 0 subito dai partenopei a San Siro che permise l’aggancio) e si portano al 1° posto in classifica. L’inerzia sembrerebbe trascinare il diavolo verso l’ennesimo titolo ma a Bergamo, un tifoso dell’Atalanta (forse più che tifoso è meglio definirlo un cretino) colpisce Alemao con una monetina e al brasiliano viene “saggiamente” consigliato da un Carmando intriso di fair play di starsene giù. La partita termina 0 a 0 ma, puntuale, arriva la vittoria a tavolino assegnata dal giudice sportivo. Il contestatissimo arbitraggio di Lo Bello in Verona-Milan (due rigori non concessi a Massaro e Van Basten e tre espulsioni a giocatori rossoneri oltre a Sacchi) e la conseguente sconfitta per 2 a 1, permettono al Napoli di portarsi al comando e di rimanerci fino alla fine. Chiaramente resta l’amara sensazione dello “scippo” considerando le modalità della sconfitta nella volata finale mentre alla squadra di Diego Maradona rimane la profonda convinzione di essersi ripresi quello scudetto che, nel 1988, già sentivano loro. Il nuovo capitolo del duello viene scritto domenica 21 ottobre 1990. Siamo all’inizio del campionato quando, al San Paolo, a meno di dieci minuti dalla fine viene fischiato un rigore davvero poco credibile al Napoli. Naturalmente El Pibe de Oro non sbaglia e la sconfitta sembra davvero inevitabile. Il Milan però, con una grande reazione trova una splendida rete del pareggio con destro potentissimo dell’olandesone Ruud Gullit. Il peso specifico della sfida nel frattempo è cambiato. Gli azzurri lasciano le alte sfere della classifica (non vi faranno ritorno per un ventennio). Maradona inizia a fare un po’ di “bizze” e viene spesso lasciato in panchina per Zola e nel match di ritorno, Giovanni Galli, l’ex portiere delle Coppe dei Campioni vinte dal Milan di Sacchi (ora difensore della porta azzurra), raccoglie per ben 4 volte la palla nel sacco. Finisce 4 a 1 ma la sensazione è che qualcosa stia terminando per davvero. Nel 1991-’92 altra “grandinata” di reti a Milano e vittoria per 5 a 0 del diavolo e lo “smacco” definitivo della certezza matematica del 12° titolo raggiunta proprio a Napoli, in uno stadio gremito e ostile, pronto ad esplodere in tutta la propria rivalsa, quando Blanc di testa pareggia l’iniziale rete di Rijkaard. Il pareggio tuttavia è sufficiente per la festa del primo scudetto dell’era Capello. Nel 1992, mi trovo in caserma a discutere con un certo Oliva (omonimo del grande pugile ma fortunatamente senza gli stessi avambracci) e intento a difendere e sottoscrivere la netta superiorità del Milan di Capello nei confronti del Napoli di Ranieri (come se servissero conferme). La promessa di una bevuta allo spaccio della caserma, è quel che suggella la nostra stretta di mano; bevuta, che pochi giorni dopo, l’artigliere Oliva, si accinge ad offrire mesto mesto, dopo le cinque purghe rifilate dai rossoneri al Napoli in trasferta. Van Basten ne segna addirittura quattro, costringendo Oliva a mettersi “in riga” senza alcun bisogno del comando di un sergente. Signori miei, anche queste sono soddisfazioni, quando la realtà emerge in un così chiaro verdetto è sempre un piacere. La rivalità, nel frattempo si affievolisce. Il Napoli demineralizzato del dopo Dieguito, diviene sempre più debole, retrocede nel 1998 e piomba nelle grane economiche che porteranno dopo la risalita in serie A e la successiva ricaduta tra i cadetti, al fallimento e alla perdita del titolo sportivo. Nel 2007, con il ritorno nella massima serie sotto la presidenza dell’attuale Aurelio De Laurentis , il Napoli disputa un bellissimo campionato compiendo lo sgambetto finale al Milan, lanciato verso il quarto posto (valido per i preliminari di Champions League). La squadra di Ancelotti incassa un pesantissimo 3 a 1 senza mai entrare in partita. E’ l’aperitivo che stuzzica un nuovo capitolo del “conflitto”. Nel 2009 il Milan, con una straordinaria partenza e grazie agli scatti di Pato e Inzaghi sul filo del fuorigioco, si porta sullo 0 a 2. Purtroppo Abate, al 90° commette un’ingenuità e l’arbitro gli sventola in faccia un cartellino rosso. Si materializza così uno degli incubi peggiori per noi tifosi del diavolo. Il Napoli segna due reti oltre il tempo regolamentare e nella seconda (firmata da Denis) la telecamera di Sky, dondola come esposta a un tifone che non è altro che il sisma (per fortuna passionale) del popolo napoletano, mentre io ricordo quella sensazione di venire risucchiato dal divano e polverizzarmi per la delusione. L’ultimo glorioso atto a tinte rossonere, il Milan lo recita alla perfezione vincendo in trasferta per 2 a 1 con le reti di Robinho e Ibrahimovic, prima di quello rocambolesco di Lavezzi. Al ritorno a San Siro arriva anche il resto con un 3 a 0 spettacolare che lancia i ragazzi verso il 18° scudetto. Sulla storia recente meglio calare un velo pietoso, eccezion fatta per un effimero gol di Taarabt, un paio di perle di El Shaarawy(calciatori con la a stereofonica in comune) e l’espulsione record di De Sciglio nel match di due campionati fa, grazie all’espulsione più veloce della storia di questo sport, che merita menzione soprattutto in chiave comico-imbarazzante. Insomma, Napoli–Milan ha davvero tante componenti. Le tifoserie che si beccano a distanza dalla fine degli anni ottanta (benché si preveda uno stadio semivuoto) sono pronte a far da cornice ad una partita che torna a dire la sua in chiave scudetto. Maradona, Van Basten, Careca, Gullit, Zola, Baresi e tanti altri nomi faranno sempre parte dell’indelebile storia di uno splendido dualismo. Questa sera, al San Paolo, si serve l’antipasto del campionato (siamo all’inizio) e comunque vada, la montagna resta da scalare e la strada è lunga anche se chi parte bene è a metà dell’opera. Andiamo ai piedi del Vesuvio allora, sperando di vederlo fumare …di rabbia.

Precedenti recenti :
1984-85 Napoli – Milan 0-0
1985-86 Napoli – Milan 2-0 Giordano, Bagni
1986-87 Napoli – Milan 2-1 Carnevale (N), Maradona (N), Virdis (M)
1987-88 Napoli – Milan 2-3 Virdis (M), Maradona (N), Virdis (M), Van Basten (M), Careca (N)
1988-89 Napoli – Milan 4-1 Maradona (N), Careca (N), Francini (N), Virdis (M) rig., Careca (N)
1989-90 Napoli – Milan 3-0 Carnevale, Carnevale, Maradona
1990-91 Napoli – Milan 1-1 Maradona (N) rig., Gullit (M)
1991-92 Napoli – Milan 1-1 Rijkaard (M), Blanc (N)
1992-93 Napoli – Milan 1-5 Van Basten (M), Van Basten (M), Eranio (M), Van Basten (M), Van Basten (M), Zola (N)
1993-94 Napoli – Milan 1-0 Di Canio
1994-95 Napoli – Milan 1-0 Agostini
1995-96 Napoli – Milan 0-1 Panucci
1996-97 Napoli – Milan 0-0
1997-98 Napoli – Milan 1-2 Leonardo (M), Ganz (M), Bellucci (N)
2000-01 Napoli – Milan 0-0
2007-08 Napoli – Milan 3-1 Hamsik (N), Domizzi (N) rig., Garics (N), Seedorf (M)
2008-09 Napoli – Milan 0-0
2009-10 Napoli – Milan 2-2 Pato (M), Inzaghi (M), Cigarini (N), Denis (N)
2010-11 Napoli – Milan 1-2 Robinho (M), Ibrahimovic (M), Lavezzi (N)
2011-12 Napoli – Milan 3-1 Aquilani (M), Cavani (N), Cavani (N), Cavani (N)
2012-13 Napoli – Milan 2-2 Inler (N), Insigne (N), El Shaarawy (M), El Shaarawy (M)
2013-14 Napoli – Milan 3-1 Taarabt (M), Inler (N), Higuain (N), Higuain (N)
2014-15 Napoli – Milan 3-0 Hamsik, Higuain, Gabbiadini
2015-16 Napoli – Milan 1-1 Insigne (N), Bonaventura (M)

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