Non ti reggo più

Non ti reggo più, davvero, e non sto scherzando. Ora mi verrete a dire che sono un ingrato, dopo una vittoria e con il quarto posto distante un solo punto. No, perché io non guardo solo i risultati, ma ben altro quando tifo per una squadra che si chiama Milan e, una squadra che si chiama Milan, non può avere un allenatore come Gattuso, mi dispiace ma, nonostante tutto l’affetto che provo per Rino, se uno non è all’altezza non è all’altezza, punto. Il mio giudizio odierno, e sto tralasciando tutto lo schifo visto nel girone d’andata e in Europa League, riguarda l’assurdo finale di partita contro la Spal. Sì, assurdo, perché, qualunque sia la situazione, qualunque sia il momento, io non accetterò mai che una squadra di nome Ac Milan si metta a difendere in casa contro la Spal, nemmeno se giocasse in 9 contro 11, non lo tollero. Fino al gol del 2 a 1 una sola squadra in campo, se non fosse stato per il gol a puro sedere di Pignatone (a proposito ma questo qua quanto pesa? Manco io dopo il pranzo di Natale) probabilmente saremmo stati sopra ben prima. Ok, trovi la rete del 2 a 1 e che fai? Fuori un galvanizzato Higuain e dentro quell’assurdo scandalo di Borini, un giocatore che farebbe fatica a rendersi presentabile anche in terza categoria. Quale segnale dai alla tua squadra e agli avversari? Tutti dietro, c’è da difendere. Non si può, davvero non si può, anche perché il Milan non sa fare nulla e difendersi meno che mai. A conferma di ciò arrivano tre occasioni a dir poco clamorose per il pareggio, dove solo la dea bendata permette alla palla di non entrare ed uscire di un soffio. Nel frattempo l’attacco non esiste più e Borini trova il tempo di perdere due palloni banali, uno dei quali porterà alla seconda ammonizione di Suso che salterà la supercoppa. Gattuso non può allenare il Milan, se davvero questa società vorrà svoltare dovrà partire da un allenatore, ma uno vero, non l’ennesimo cuore rossonero che sta alla panchina come un pezzo di sterco essiccato al David di Michelangelo. Chiusa parentesi Gattuso, ne apro una breve su Abisso, l’arbitro di stasera: ma dove lo hanno pescato questo fenomeno? Punizioni a senso unico, Suso espulso per proteste e un falletto (ma va beh, c’è la Giuve da affrontare, tutto torna) quando la Spal ha picchiato dal primo all’ultimo minuto, mah.  Passiamo alla gara, o almeno al pezzo prima del finale in cui Gattuso ha voluto ribadire che non c’entra nulla col mestiere di allenatore. Aver cambiato la sua solita frase in conferenza, quella sul veleno che ormai sentiamo da 4 mesi, trasformandola in bava alla bocca, ha almeno portato ad un approccio finalmente convinto alla partita. Il primo tempo infatti è stato molto buono, non fosse stato per il colpo di chiappa di Pignatone probabilmente lo avremmo chiuso in vantaggio. Tutti abbastanza bene, un Calhanoglu meno fantasma delle ultime apparizioni è stata una lieta novella: l’anno scorso iniziò a svegliarsi subentrando nel derby di Coppa Italia a dicembre, che replichi quest’anno? Me lo auguro, perché dal fronte mercato di gennaio vedremo pochino, ma ci tornerò tra poco.  Bene anche Bakayoko, ma questa ormai non è una novità: gioca 10 volte meglio di Kessie, ma se non si fossero infortunati tutti il buon Gattuso avrebbe giocato sempre con gli stessi e Kessie titolare inamovibile, a dimostrazione di quanto capisca il calabrese di calcio. Unica nota stonata della prima frazione Higuain: apro una piccola riflessione sull’argentino. Fino alla gara con la Giuventus stava facendo benissimo, tanto è vero che aveva medie superiori alla sua esperienza torinese. Dopo quella partita è impazzito, e francamente non ne ha azzeccata più una. Sento spesso dire che la colpa sia del non gioco e della scarsa qualità dei compagni, il che non è che sia totalmente errato, ma è anche vero che non indovinare un passaggio, perdere tutti i contrasti e tirare sempre in curva non può essere colpa degli altri. Mi auguro che il gol di oggi segni un nuovo inizio perché i gol di Higuain ci servono come il pane e pensare di prendere un budino flaccido come Morata mi da’ i brividi. Tornando alla gara, nella ripresa la pressione rossonera è un poco calata, ma per fortuna la rete è arrivata lo stesso. Il finale ve lo ho già raccontato, non mi ripeterò. Si va alla pausa con un punto di ritardo dal quarto posto, ma con una marea di squadre nei pressi: tutto sommato era l’obiettivo che mi ero prefissato per dicembre, purtroppo le premesse erano diverse. Mi auguravo infatti un mercato di gennaio da protagonisti, ma le ultime dichiarazioni di Leonardo hanno spento ogni entusiasmo. A questa storia del fpf ormai credete solo voi tifosi che ancora pensano che esista la fatina dei denti: andate a chiedere del fpf a PSG, City o la maggior parte delle grandi del calcio europeo, e si vi rispondono con qualcosa di diverso da una pernacchia fatemi sapere. Per non parlare della letterina dell’Uefa dopo l’acquisto di Paqueta: il fondo speculativo Elliott, uno squalo della finanza più aggressiva al mondo, spaventato per il richiamo dell’Uefa? Ma per favore, la verità, e mi auguro di venire smentito a gennaio, è che non vi è alcuna volontà di spendere, punto. Dalla gestione Berlusca-Galliani cosa è cambiato? Il discorso di Leonardo è lo stesso di zio Fester: ci sono i paletti, non possiamo spendere, la famigerata, anche se rivisitata, “se non esce nessuno non entra nessuno”, manca solo “ultracompetitivi” e la gallianizzazione di Leonardo sarà completa. Ripeto, aspetterò gennaio e, se andrà come da premesse, darò il bentornato al duo presidente innamorato- cravatta gialla. Buon anno amici rossoneri.

 

Alessio Scalzini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *