Il veleno era quarto

Indovinate un po’? Abbiamo perso. Sì, perché era difficile che, dopo due partite senza subire gol, ne arrivasse una terza e soprattutto era ancor più complicato che una squadra senza gioco, senza gambe, senza testa, segnasse un gol, cosa che ormai non riesce da ben tre gare, giocate contro Torino, Bologna e Fiorentina (ho per caso scritto Real Madrid, Barcellona e Giuventus?). Vi anticipo subito la conferenza stampa di Gattuso, senza che perdiate tempo a guardarla: “è mancato il veleno”. Secondo me il veleno questi lo hanno, e ne hanno pure parecchio che circola nei loro corpi, perché una squadra senza senso come questo Milan difficilmente la ricordo, è simile se non peggiore di quella di Montella dello scorso anno. Ma i difensori di mister Ringhio, ora che non siamo più quarti, cosa si inventeranno? Perché finora si era tutto retto sul fatto che, pur facendo letteralmente schifo, grazie ad un andamento ridicolo della concorrenza, i rossoneri fossero dove ci si prefissava di essere. Da stasera non sarà più così, certo, niente di irreparabile, ad inizio dicembre l’unico obiettivo che mi prefiggevo era di rimanere attaccati al treno e poi giocarsela grazie ad un sontuoso mercato di gennaio. Ebbene, è cambiato tutto, in pochi giorni. Primo: quello che preoccupa ora non sono i punti, il quarto o quinto posto, ma le condizioni di una squadra che coralmente è patetica e a livello di singoli orrenda. Il Milan attuale non ha un’idea di gioco, se non 40 passaggi al secondo a Donnarumma sperando che qualche volta si liberi Suso, il resto è zero. Caro Rino, se manca il veleno, come ami ripetere, sarà pure colpa tua? Se le condizioni atletiche di praticamente tutta la rosa sono pietose, c’entri qualcosa o è un puro caso? Se, dopo un anno, non c’è uno straccio di gioco, forse qualche colpa ce l’hai? E non venitemi a parlare di infortuni e squalifiche. Ma con quell’armadio senza ante con la tecnica di un posacenere come Kessie oggi cosa sarebbe cambiato? In questi giorni la stampa ci ha assillato con Mortovivo: ma davvero fate? Ma cosa cavolo cambiava con quella moviola dentro il campo? Ma che droga usate? La rosa fa schifo, dai titolari alle riserve, quindi è inutile che si rimpianga l’assente di turno perché poi, ogni volta che gioca, si fa insultare esattamente come tutti gli altri. Detto questo, in teoria per segnare un gol, non dico vincere perché forse pretendo troppo, contro Bologna, Fiorentina e Torino (due in casa tra l’altro), questa rosa può bastare? In avanti non mancava praticamente nessuno, allora gli infortuni c’entrano relativamente. Chi difende Gattuso allo stato attuale delle cose o, come scritto sopra, si droga, o ha problemi mentali piuttosto seri che andrebbero valutati da uno specialista. Detto ciò, passiamo ai singoli, perché è vero che Gattuso non ci sta capendo nulla, ma è pur vero che in campo si vede della gente che, se la portassi a giocare a calcetto la sera, verrebbe umiliata pure là. In settimana si è fatto una gran parlare del possibile scambio Morata-Higuain: io non lo farei, ma non perché l’argentino mi stia entusiasmando, ma perché lo spagnolo è uno da massimo 10 gol l’anno e con la personalità di un fermacarte, quindi in una situazione come quella del Milan attuale farebbe peggio di Kalinic. Certo è che il Pipita, dopo i primi due ottimi mesi, sembra abbia mandato in campo il gemello scarso, ma scarso davvero. Non ricominciate la solita favoletta del “è colpa del centrocampo che non lo serve”: ok, sarà pur vero, ma è colpa del centrocampo se non gli riesce uno stop, sbaglia praticamente tutti i passaggi e non vince un contrasto che sia uno? A proposito di favole, in settimana sulla Gazzetta c’era un articolo, a dir poco esilarante, dove si scriveva che Donnarumma quest’anno non aveva commesso alcun errore, che non aveva responsabilità in nessun gol subito dal Milan. Allora, non posso farvi l’elenco di tutte le cappelle di Donnarumma perché il file che sto scrivendo non può superare i due Tbyte, quindi mi limito all’attualità: ma il tiro di Chiesa da 65 metri, un primate con il pollice opponibile, lo avrebbe parato? Purtroppo noi in porta abbiamo un mobile dell’Ikea che si tuffa con la stessa agilità di un capodoglio spiaggiato. Dopo due gare in cui non aveva fatto danni, sapevo che in qualche modo si sarebbe rifatto, mister sei milioni. Di chi altro vogliamo parlare? Di Calhanoglu? Ma non doveva spaccare la porta? Io credo che il tiro più potente del turco raggiunga a malapena i 20km/h. Come già scritto, ero un suo estimatore, ma adesso basta, a pedate nel sedere in Germania, sempre che qualcuno ti si prenda. Vogliamo parlare del bimbominchia biondo tatuato? Avevo invocato un suo utilizzo più costante dopo le prestazioni incolori del turco, ma questo qua è riuscito a fare peggio: zero dribbling, zero passaggi azzeccati, una sessantina di palloni persi. Smettendo di parlare di singoli, perché tanto parliamo di scandali in ogni ruolo, mi voglio riagganciare al discorso che facevo i primi di dicembre: rimanere in scia per dare l’assalto con un grande mercato. Ecco, i segnali che arrivano in tal senso sono poco incoraggianti. Sono tornati i discorsi sui paletti, sul progetto giovani e tutte le minchiate varie con cui ci avevano riempito gli zebedei zio Fester e il presidente innamorato. Ripeto, aspetto gennaio, ma se sarà il solito mercato con il Muriel di turno e altra gente a caso sotto la scusa del fpf, avrò già chiaro che il cambio di proprietà non è servito a nulla. Il pareggio di bilancio non lo raggiungi venendo più magliette grazie al genio Gazidis, ma rivalutando un marchio attraverso i risultati e i giocatori, e i risultati non arrivano senza questi ultimi e questi ultimi non arrivano senza investimenti. Ma va beh, con questa rosa, questo allenatore e il veleno eravamo quarti, di che mi lamento?

 

Alessio Scalzini

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