Salvate il soldato “Pipita”: la crisi Milan è soprattutto la crisi di Higuain

L’irriconoscibile Gonzalo

E’ un Milan in affanno. Una squadra che talvolta si inceppa e non “gira” come dovrebbe. Le responsabilità di Gattuso sono minime. Almeno secondo noi. Le “circoscriveremmo” alla “crisi” che sta attanagliando in “lungo e in largo” Gonzalo Higuain. Il centravanti argentino è l’emblema “negativo” di questo Milan. Gonzalo gioca male. Apatico, nervoso, involuto. Lontano parente di quel Gonzalo Higuain che stimiamo e amiamo ricordare sin dai tempi del Napoli. Lui ci mette del “suo”. Questo è evidente. Però è da tempo che si esprime male. Gioca fuori da ogni “contesto” tattico e schematico “usuale”. Non si è assemblato a dovere col resto del gruppo. E’ come se lui e la squadra non fossero ancora entrati in “alchimia”. A Gonzalo arrivano pochissimi palloni giocabili. Non c’è trippa per gatti.

Le responsabilità di Gattuso

E’ questa la grande responsabilità di Gennaro Gattuso. La stessa che ha “devastato” prima di lui Montella, Seedorf, Mihajlovic Inzaghi. L’argentino è in crisi nera. Indossa una maglia che gli va “stretta”. Il gioco del Milan lo tiene ai “margini” del gol. Non ci sembra coinvolto come sarebbe opportuno che fosse nella manovra complessiva della squadra. Il “nostro” è’ caduto nella stessa “morsa” tattica che ha fatto fuori diversi altri centravanti del Milan. Citiamo Destro, Torres, Pazzini, Bacca. Mica dilettanti. Eppure hanno fallito tutti. Solo colpa loro? Cambiano gli allenatori, cambiano i centravanti ma quando gli attaccanti vengono al Milan si spengono tutti come fiammiferi . Uno dopo l’altro. Solo Ibrahimovic ha mantenuto pure al Milan la sua proverbiale e “micidiale” attitudine al gioco e al gol. Ma Ibra è Ibra. Si sa. Basta la parola.

La “maledizione” della “9”

Molti parlano di “maledizione” della maglia numero 9. Quella che fu asciata libera da Pippo Inzaghi in occasione del suo “addio” al calcio giocato. Ci asteniamo da qualunque commento al riguardo. Noi disquisiamo di calcio. Ma è vero però che troppi allenatori sono caduti nello stesso “limbo” tattico che adesso sta avvolgendo Gattuso. E avevano tutti la stessa “caratteristica”: facevano giocare male i loro centravanti. Higuain talvolta è costretto ad arretrare troppo il suo raggio d’azione. Troppe volte si smarrisce. Troppe volte sembra un “corpo estraneo” all’interno di un gruppo da tempo in difficoltà. L’impressione ricorrente è che se ne voglia andare. Non ci sembra si stia spremendo troppo per onorare la maglia che indossa. Non ci sembra uno che voglia mettere radici al Milan. A tal riguardo non è un caso se Chelsea e Milan sembra stiano lavorando ad uno scambio che più clamoroso non potrebbe essere. Higuain da Sarri, Morata da Gattuso. La valutazione dei due è altissima e quasi agli stessi livelli. 35/40 milioni di euro. I problemi verrebbero dalla formula con la quale il “clamoroso” scambio di prestiti “onerosi” con diritto di riscatto si concretizzerebbe. Il Milan dovrebbe riscattare il centravanti argentino versando a giugno 35 milioni di euro alla Juventus. Morata varrebbe al momento 40 milioni di euro. D’accordo con la Juve il Milan dovrebbe girare ai blues il prestito integrale di Higuain e negoziare col Chelsea il prestito con diritto di riscatto di Morata. Domanda: ma se gli attaccanti al Milan non fanno gol, la colpa è solo loro? Ai posteri l’ardua sentenza. A occhio e croce non ci sembra che Morata sia meglio di Higuain.

Il “ruolo” di Gattuso

Gattuso spinge per la conferma di Higuain. Lui, in Gonzalo, ha sempre creduto molto. Il problema è che il Milan dovrebbe mettersi di corsa al servizio del centravanti argentino, altrimenti arrivare in Champions sarà impossibile. Gli attaccanti al Milan si trovano male. Giocano in “posizioni” a loro indigeste. Bisognerebbe capire il perchè di tutto questo per poter dare una soluzione a tutto il resto. Noi uno scambio Higuain – Morata non lo faremmo mai. Intanto perché non cambierebbe assolutamente nulla. Poi perché a nostro avviso il “vero” Higuain è molto più forte del “vero” Morata. Calma e gesso. Tocca a Gattuso uscire fuori dal “tunnel”. A lui spetta il compito di far giocare bene i suoi calciatori. E dovrà farlo prima possibile. Il calcio non aspetta nessuno. Elliott men che meno.

E’ tempo di mercato

Il Milan ha bisogno assoluto di potenziarsi. Il mercato invernale si concluderà il 31 gennaio. Non si può più sbagliare. Scaroni è stato fin troppo chiaro. Il Milan non può e non deve farsi sfuggire l’opportunità di partecipare alla prossima Champions League. A Gattuso fischieranno le orecchie. Ma l’Europa che “conta” è troppo importante per il “prosieguo” sportivo ed economico del nuovo Milan targato Elliott. Nessuno dice che questa squadra così come è stata costruita avrebbe difficoltà pure ad arrivare a centro Classifica. Purtroppo è così. Il mercato estivo è stato portato a termine con tanta fretta e alcuni criteri di valutazione sono gioco forza sfuggiti. Ora bisognerà correre ai ripari. Servono due centrocampisti e un attaccante. Sfumato Ibrahimovic per l’attacco il nome più caldo, oltre a quello di Morata, è quello di Kouamè del Genoa. Preziosi vende “cari” i suoi “giochi” e bisognerà fare molta attenzione. A proposito di mercato. Gattuso è stato chiaro. Il Milan cerca due giocatori. Un attaccante che sappia fare pure l’esterno e un centrocampista che giochi alla “Biglia”. Tutte le strade porterebbero a Kouamè del Genoa e a Fabregas del Chelsea. Meditate, gente. Meditate.

Claudio D’Aleo

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