Sotto con il Bologna. Gattuso medita lo “sgambetto” all’amico Pippo

Cosa ci ha detto il pari tra Milan e Torino

Milan Torino di domenica scorsa ha dato corpo e sostanza a un “pareggio” a reti inviolate che molti di noi, compresi tanti ”analisti”, già si aspettavano. Non tanto per la forza delle due squadre alle prese con similari problemi di “tenuta” tattica e tecnica, quanto per la “preparazione “ dei due allenatori tra i migliori del nostro Campionato. Rossoneri e granata si sono “scontrati” nel comune ricordo di Gigi Radice, che fu giocatore e allenatore del Milan e tecnico del Torino dello Scudetto nel 1976. Gattuso fa ad ogni partita di necessità, virtù. I suoi meriti sono indiscutibili anche perché sta traghettando il Milan verso i piani alti della Classifica nonostante le non poche difficoltà. Fare la formazione diventa, ad ogni partita, sempre più complicato. E’ il Milan delle “riserve” in attesa dei titolari. Romagnoli e Musacchio tra tutti sembrano quelli più prossimi al rientro. Per Bonaventura la stagione è finita. Caldara dovrebbe rientrare a febbraio, Biglia in Primavera. Le sorprese continuano a chiamarsi Abate e Zapata. I due stanno giocando molto bene ma soprattutto stanno interpretando i loro ruoli difensivi in maniera superlativa. Zapata sta superando se stesso. Abate centrale è la vera, gradita sorpresa di questo “scorcio” di Torneo.

Gazidis blocca l’arrivo di Ibrahimovic

Ibra sembrava ad un passo dal Milan. Sentendo Leonardo tempo fa ci avevamo creduto. Sempre Leonardo al termine della partita con i granata ha spazzato via ogni dubbio: Ibra non arriverà. Gazidis avrebbe messo egli stesso più di un paletto tra lo svedese e la maglia del Milan. Ibrahimovic è FORTE. La sua carta di identità è “pesante” e non consente l’esborso di quei milioni di euro, tanti, che servirebbero per portare Zlatan di nuovo a Milanello. Il Milan punta a valorizzare al massimo Patrick Cutrone. Ma punta anche al pieno recupero di Gonzalo Higuain.

Il momento delicato dell’attaccante argentino

Gonzalo è nervoso. Cerca la rete con insistenza ma anche con un nervosismo non usuale per un Campione come lui. Il centravanti tra l’altro si trascina appreso un fastidioso mal di schiena che ne condiziona parecchio le prestazioni. Higuain non è certo un problema ma serve averlo al massimo delle su potenzialità per difendere il quarto posto in Classifica. La rinuncia a Ibrahimovic non significa che Leonardo e Maldini non faranno di tutto per portare a casa un centravanti valido e arruolabile che possa dare il cambio ai titolari. Cutrone è molto bravo. Ha voglia di emergere e fiuto del gol. Però è giovane e coi giovani non si “scherza”. Va lasciato crescere con calma e senza condizionamenti di sorta.

Il momento della “difesa”

Il pareggio interno coi granata ha pure evidenziato che in difesa non stiamo malissimo. Zapata non sta facendo rimpiangere i titolari. Abate sta superando se steso in un ruolo per lui davvero inedito. Gli “arrangiamenti” del nuovo Paron alias Gattuso non si fermano solo ai due già citati giocatori. A centrocampo lo “Zapata” di turno è Bakayoko passato in poco tempo da giocatore “misterioso” a titolare inamovibile o quasi. Il Baka non è solo un valido frangiflutti davanti alla difesa. Il Baka si sta facendo apprezzare anche in fase di costruzione del gioco. L’ex Chelsea sta sostituendo Biglia come meglio non potrebbe. Nonostante le ottime prestazioni sia del Baka che di Kessiè, il Milan interverrà pesantemente proprio a centrocampo una volta iniziato il mercato di gennaio. Mauri, Bertolacci e Montolivo andranno via quasi certamente. Mantenerli in rosa senza farli giocare è un “lusso” che nessuno potrebbe permettersi. Men che meno noi.

I pregi di questo Milan “operaio”

Questo Milan è la dimostrazione lampante di come si possa fare ugualmente “strada” pur mancando di tanti titolari. Gattuso è riuscito a creare un gruppo forte e coeso che sa mantenere inalterati carattere e vocazione al bel gioco a prescindere da chi scende in campo. E’ un “copione” che tutti hanno assimilato e che tutti sanno interpretare in campo. Il Milan gioca semplice ma concreto. Nessuno dei calciatori si “guarda” allo specchio ma tutti si aiutano reciprocamente per centrare l’obiettivo comune: andare più avanti possibile in ogni competizione. Dietro a tanta sostanza c’è anche “qualità”. Il Milan gioca, cresce, lotta. Verticalizza. “Pressa”, cerea superiorità numerica e si muove da squadra qualunque siano gli schemi e le tattiche sciorinate dagli avversari di turno. A gennaio ci rafforzeremo. Elliott vuole la Champions.

Claudio D’Aleo

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