Budino e panna cotta

Nulla di nuovo sotto il sole: appena c’è la possibilità di dare una svolta al campionato, appena qualcuno rallenta e puoi dare uno strappo, il Milan di Gattuso fa il Milan di Gattuso. Da una squadra mediocre non puoi attenderti altro che partite mediocri, e questo Milan-Torino rientra a pieno titolo nel concetto di mediocrità. Quelli che lodano il lavoro di Gattuso, sottolineando i 5 punti più rispetto allo scorso anno e il quarto posto in classifica, non si sono accorti che gran parte del merito è di una serie di squadre che quest’anno viaggiano una decina di punti sotto al campionato passato. Con gli stessi punti del buon Rino l’anno scorso saremmo al sesto posto, cioè esattamente il posto che una rosa del genere può sperare di ottenere. Lo ripeterò fino alla nausea: se non si interviene a gennaio con elementi di comprovata classe e personalità, quest’anno rivivremo né più né meno le lotte per i preliminari di Europa League di tutte le ultime disastrose stagioni. A quelli che non vorrebbero un attaccante di primo livello perché continuano a vomitare l’idiozia della “crescita de Cutrone” dico di davvero di andare a ritirare il modulo della 104, ne hanno un infinito bisogno. Questo continuo dire che l’arrivo di un top davanti toglierebbe spazio al giovane Cutrone, mi fa ripensare ad una frase di Leonardo appena arrivato o giù di lì. Disse, più o meno, che era importante soprattutto ricostruire la mentalità vincente al Milan che, gli ultimi anni di patetica gestione zio Fester-Berlusca, avevano sepolto sotto tonnellate di mediocrità. La mentalità, invocata da Leonardo, riguarda non solo chi va in campo, ma tutto l’ambiente Milan, tifosi compresi. Uscirsene con “non prendiamo un grande attaccante altrimenti Cutrone gioca meno” è il simbolo eloquente di quanto la mediocrità abbia penetrato tutti i rossoneri fin dentro le ossa, da chi va in campo a chi va in tribuna. Alla Giuventus qualcuno si lamenta del poco spazio di Kean? Fatemi sapere. Tornando alla gara, ciò che mi delude maggiormente di una squadra dagli evidenti limiti tecnici, è soprattutto l’atteggiamento, e qua sfido chiunque a difendere Gattuso. Ti presenti in una gara casalinga con dei risultati maturati nel weekend strafavorevoli, con la possibilità di allungare in classifica in un mese che tu stesso hai definito decisivo in vista del (si spera) corposo mercato di gennaio, e come scendi in campo? Come delle porzioni di budino e panna cotta: molli, svagati, distratti, senza un minimo di voglia. L’unico che sembrava aver capito che oggi era da vincere è sembrato proprio il già menzionato Cutrone, che andava ad inseguire tutti ovunque. Gli altri? Suso il primo pallone azzeccato credo sia arrivato al 70esimo, Calhanoglu è un tale ectoplasma che, nonostante io sia un suo estimatore, mi sono rotto davvero le balle di vedere in campo e forse sarebbe il caso di dare un pochino di spazio in più ad un volenteroso Castillejo, Higuain è talmente nervoso che ormai ogni scelta che compie è una fesseria, vedere i contropiedi gettati per egoismo nel primo tempo, Kessie secondo me è il giocatore più sopravvalutato degli ultimi anni. Proprio sull’ivoriano voglio aprire una parentesi: mi sapete contare quanti palloni recupera? E il saldo con quelli persi secondo voi è attivo? Francamente vedo cento volte meglio Bakayoko da un mese a questa parte, ma qua preme sottolineare che il nostro centrocampo ha un disperato bisogno di qualità. La squadra ha un unico modo di uscire palla al piede: sfera a Suso che, spalle alla porta, o inventa qualcosa o non si fa un metro. Gli altri si limitano tutti al compitino che, il più delle volte, consiste nel passare il pallone dietro a Donnarumma che, dopo aver tentato due volte di servire i terzini ed essersi visto recapitare due volte il pallone, lancia lungo a casaccio. Ma tutto ciò avrà un responsabile o no? Gattuso non c’entra nulla? Sarebbe inutile cambiare ora, ma sono convinto che se il Milan in futuro vorrà fare il salto di qualità dovrà iniziare a farlo dalla panchina. Per ora rimaniamo all’obiettivo prefissato per questo dicembre: rimanere in vista del quarto posto. Vincere oggi sarebbe stato fondamentale, ma se approcci alla gara in questo modo, come pretendi di far tre punti? Anzi, è andata di lusso non aver perso. Nella ripresa mi aspettavo dei leoni al rientro in campo, sono scesi dei conigli di marzapane per un inizio di secondo tempo addirittura più imbarazzante del primo. Ma davvero questo è il Milan che vogliamo vedere? Quante volte ci siamo incazzati per gli approcci alle gare? Ma se pure con il Dudecoso abbiamo rischiato di finire nella storia. Fortunatamente, ribadisco, le altre vanno più piano di noi ma sperare che siano loro a far cagare per arrivare quarti non è certo una tattica vincente. Prima di gennaio abbiamo, partita in Grecia a parte di cui sinceramente ora mi sta fregando relativamente, Bologna, Fiorentina e Spal, gare da non sbagliare assolutamente, considerando che la prossima vede la Lazie impegnata a Bergamo che non è per niente un campo facile. Ribadisco, per l’ennesima volta: tutto passa dal mercato di gennaio. Basta cazzate tipo “la crescita de Cutrone” o il progetto giovani (antico cavallo di battaglia del presidente innamorato), è ora di buttare dentro classe e personalità anche solamente per sei mesi perché, se non ci si qualifica per la champions, qua non si riparte mai.

 

Alessio Scalzini

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