Decimati ma mai arrendevoli, il Milan di Gennaro Gattuso

E’ un Milan che sa soffrire

La nostra è una squadra che lotta. Chiamatelo pure Milan “operaio” o Milan “gattusiano”. Fa lo stesso. La sostanza è quella che conta. E i fatti dicono che seppur decimati i rossoneri non mollano mai. Sudano e “sbuffano” fino alla fine ma non indietreggiano di fronte a nessuno. Il “verbo” di “Ringhio” Gattuso ha fatto “breccia” laddove altri, prima di lui, avevano fallito. Negli anni scorsi parlavamo di un Milan senza personalità. Di una squadra senza gioco, senza idee calcistiche spendibili, senza identità. Oggi non più. Oggi il Milan si muove e lavora da “gruppo”, da “squadra”. Oggi tutti sanno cosa significa “soffrire”, aiutarsi reciprocamente l’un l’altro, ragionare da gruppo unito e coeso.

Abbiamo Abate che gioca “centrale” e lo fa con dovizia di particolari. Abbiamo Bakayoko che sta fungendo da vice Biglia e sta giocando più che bene (il suo riscatto dal Chelsea è praticamente definito). Abbiamo Kessiè che sa fare tutto ma proprio tutto a centrocampo. Abbiamo un centravanti giovanissimo, Cutrone, che segna come un attaccante “navigato” e non sta facendo rimpiangere il grande Gonzalo Higuain.

La rinascita di Zapata

Soprattutto abbiamo ritrovato Christian Zapata. Il colombiano, spesso considerato l’ “Egidio Calloni” dei nostri difensori, sta sbalordendo tutti. Fuori Romagnoli, Musacchio e Caldara si è preso il Milan sulle spalle e sta giocando con la disinvoltura dei grandi giocatori. Zapata oggi è più che mai un punto fermo della nostra difesa. In coppia con Abate, ma anche con Simic e talvolta con Rodriguez si sta superando. Leonardo e Maldini “assaporano” la piacevole e convincente “metamorfosi” del difensore colombiano. Una sorpresa inaspettata e proprio per questo assai gradita. Da “dubbio feroce” a “certezza” il passo non è stato né semplice né breve. Ma adesso così è e bisogna tenerne conto. Zapata c’è. Non è detto che ci si diriga su un difensore centrale a gennaio.

L’acquisto di un nuovo difensore viene tenuto in debita considerazione dai nostri dirigenti ma non è più una priorità come lo era le scorse settimane. Il Milan sta lavorando forte su Ibrahimovic e Fabregas. Questo è risaputo. Allo stato, non ci risultano nomi nuovi per la difesa. L’unico potrebbe essere Rodrigo Caio. Il brasiliano potrebbe arrivare anche per la sua ben nota “duttilità” tattica. Non solo difensore centrale. Anche centrocampista alla bisogna.

Milan e Chelsea si “parlano”

L’asse Milan – Chelsea è “caldo”. In ballo non c’è solo l’acquisto a titolo definitivo da parte dei rossoneri del “Baka”. In ballo c’è anche Cesc Fabregas. Leonardo stravede per questo centrocampista tutto classe ed effervescenza. Sarri non considera Fabregas un “intoccabile” e Leonardo ha iniziato a battere con ancora più convinzione la “pista” che porta al centrocampista spagnolo. Andreas Christensen, il giovane difensore danese dei “blues”, sembra invece essere sparito dai “radar” milanisti. Il Chelsea lo considera incedibile. Il discorso sembra chiuso.

Le assenze sono ben digerite

Il Milan è penalizzato da tante assenze. Tutte in ruoli “nevralgici” del campo. Però gioca e, soprattutto, vince. La struttura è tutt’altro che trascendentale. Gattuso ha lavorato forte anche sulla “testa” dei suoi calciatori. Il suo Milan oggi sa cambiare modulo a partita in corso. La squadra sa giocare con il 4-3.-3, con il 4-4-2, con il 3-4-3, con il 4-3-1-2. Offre prestazioni sempre positive e convincenti. Soffre e lavora ai fianchi i suoi avversari. Una volta in svantaggio la squadra non molla gli “ormeggi “ma tesse con calma la tela che la porterà prima al pareggio e poi (ove possibile) alla vittoria. Col Parma in altri tempi avremmo perso. Il gol di Inglese ci avrebbe tagliato le gambe. Rimontare sarebbe stata ancora una volta la nostra “missione impossibile”. Invece abbiamo vinto. Ricordiamoli quei tempi non troppo lontani. Ci aiuterà a crescere e a migliorarci sempre di più.

E’ un Milan “camaleonte”

Il Milan di Gattuso è sa adattarsi ad ogni avversario. Il che non guasta. Studia i propri “interlocutori per trarre le debite, opportune “considerazioni”. Cioè per “colpire”. I “Gattuso boys” si muovono in “blocco” tra difesa e attacco. Il “metodista” funge da collante tra i difensori e gli “avanti”. Il centrocampo “allarga” bene la manovra e protegge la difesa. Pressing e verticalizzazioni non mancano. Gli attaccanti “tornano” e stanno “vigili” nei paraggi delle altrui aree di rigore pronti a “castigare” i portieri. Sulle fasce le “coppie” non “scoppiano”. Rodriguez e Calhanoglu a sinistra e Calabria e Suso a destra offrono un movimento continuo e costante anche senza palla.

Andrea Conti è pronto al rientro in gruppo. Sarà come averlo acquistato una seconda volta. Suso non di rado crea la superiorità numerica necessaria per aggredire in velocità le difese contro le quali giochiamo e far “male” in area di rigore. E’ un buon Milan. Un Milan che ha delle lacune ben “precise” e proprio per questo note ai nostri dirigenti. Un Milan migliorabile e pronto a lottare per la zona Champions League. Un Milan pronto a potenziarsi a gennaio.

Claudio D’Aleo

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