Al via il mese decisivo

E la prima è andata. Non me lo aspettavo sinceramente: dopo un primo tempo abbastanza dominato ma con un solo tiro in porta pericoloso, sapevo che avremmo preso gol visto che, la legge fisica del Milan di Gattuso, prevede che si subiscano reti sempre e comunque, anche contro il dopolavoro ferroviario del Lussemburgo.  Puntualmente ciò è accaduto, tra l’altro con una delle nostre specialità, la difesa su palla inattiva. A quel punto ho visto le streghe, perché tutti la pensano un poco come Gattuso in conferenza stampa: in questo mese è importante non far danni, poi con il mercato di gennaio si può pensare di dare l’assalto al tanto agognato quarto posto. La gara di oggi rappresentava l’inizio di questo mese da “non danni”, e quando Inglese ha timbrato la pluritimbrata difesa rossonera, ho iniziato davvero a vederla buia. Anche perché, come già detto, nella prima frazione il costante dominio territoriale aveva portato solamente un tiro di Suso, mentre dall’altro lato il Parma ci ha graziato prima con un controllo da oratorio di non ricordo chi, poi con un colpo di testa di Gagliolo che poteva sicuramente fare meglio. La costante è che ogni palla che piove in area è per noi motivo di tremore, dato che mister 6 milioni non esce mai e anzi, fa finta di uscire e poi si trova a metà strada, e di grandi saltatori dietro non ne abbiamo. Fortunatamente l’abbiamo ribaltata, con i nervi, con un rigore di cui nessuno si era accorto (e che io forse non avrei dato, ma ‘sti cazzi), e con la capacità di soffrire che dovrà accompagnarci per tutto questo mese, data anche la situazione di estrema emergenza in difesa, ma in generale ovunque. Dal punto di vista tecnico rimane la sensazione che questa squadra vada rinforzata per bene in ogni reparto. La batteria dei terzini per me rimane una delle peggiori del sistema solare. Ho sentito molti elogi di Gattuso per Ritardo Rodriguez, e sui social noto come questo qua venga spesso esaltato dai tifosi rossoneri: facciamo chiarezza. Secondo me ha ragione il mister nel dire che lo svizzero è molto bravo nel pulire le palle sporche, è vero. Sapete però qual è il problema? Che dopo pulite queste palle passano nell’80% dei casi a Donnarumma e nel restante 20% a Zapata, in avanti praticamente non ci va mai. Sulle sue qualità difensive preferisco non esprimermi perché a parlare sono i numeri: a non molte partite dal termine del girone di andata siamo riusciti a finire una gara senza subire reti una sola volta, quindi, in un modo o nell’altro, tutti hanno qualche colpa. Sull’altra fascia spero rientri in fretta Conti perché, allo stato attuale delle cose, è meglio Abate di Calabria, e con questa affermazione credo di aver esaurientemente spiegato la pochezza dei nostri terzini. C’è poco da fare, Calabria proprio non va, né in difesa né soprattutto in attacco dove è vero che il suo apporto non manca mai, ma è anche vero che se tocca 15 palloni ne sbaglia 16, è un dato di fatto. A centrocampo mi garba sempre di più Bakayoko che, da qualche partita, sta giocando decisamente meglio di Kessie, e non ci vuole molto. Proprio su Kessie apro una parentesi: ok bravo, hai segnato il rigore, ma ci sono un paio di cosette che vorrei far notare. Ventesimo del primo tempo: gli arriva un pallone da Calhanoglu, si addormenta nel controllo esattamente come in occasione del gol di Pellissier in Milan-Chievo e, invece di correre in difesa per rimediare, si incazza con il turco e si pianta a centrocampo, costringendo al ripiegamento Bin Laden abbronzato. Nel finale poi, i contropiedi vanificati dai suoi piedi di marmo, mi hanno fatto rivivere i fantasmi di Milan-Atalanta dove, a forza di sprecare occasioni, ci hanno ripreso all’ultimo minuto. Dicono che giochi imbottito di farmaci a causa delle carenze del nostro centrocampo, certo è che sbagliare praticamente tutte le scelte in occasioni 4 contro 1 mi fa pensare che sia sotto morfina e stupefacenti vari. Capitolo attacco: ma davvero c’è gente che si lamenta di un eventuale ritorno di Ibra quando inseriamo Borini una volta passati in svantaggio? Poi Gattuso dovrà spiegare questa insistenza verso quella sottospecie di bidone dell’umido, fatto sta che, con Higuain ormai in preda a crisi ormonali e mal di schiena, vivere del solo Cutrone, attaccante da finalizzazione e sacrifico ma con qualità nella gestione della palla degne di un tombino, non è ipotizzabile. Quindi ben venga Ibra, in un campionato dove un fenomeno vero ha 34 anni (CR7), dove segna ancora Quagliarella (35 anni), e dove ha vinto la classifica dei marcatori, non molto tempo fa, Luca Toni a 37 anni. Chi continua a deludere è Calhanoglu, purtroppo: la seconda parte della scorsa stagione era diventato uno dei miei preferiti, quest’anno non riesce proprio a carburare. Tentativi di tiro da dimenticare, poche iniziative, francamente non so cosa abbia. La squadra è molto Suso dipendente, ed oggi è un bel segnale essere riusciti a ribaltarla in un secondo tempo dove lo spagnolo si è visto pochino. Come detto più volte, e come ormai ammesso pure da Gattuso, questo mese serve a rimanere in scia, la storia, se la società vorrà, si scriverà a gennaio.

 

Alessio Scalzini

P.S.: ogni sarei dovuto essere a San Siro ma poi, per impegni di lavoro, ho dovuto rinunciare. Ringrazio comunque l’amico Daniele per i numerosi contributi dallo stadio, con la promessa di salire presto a tifare insieme.

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