Gattuso sempre più “Paron”. Il suo Milan non si arrende mai

Gattuso sempre più “Paron”. Il suo Milan non si arrende mai.E’ un Milan “operaio”. Un Milan per “cuori forti”. Un Milan che lotta, suda, sbuffa e non si arrende mai. E’ il Milan di Rino Gattuso. Tolto l’abito di lusso, indossa la tuta di fabbrica. Al momento seve quella. All’Olimpico, contro la Lazio, come spesso accade ultimamente con le squadre che affrontiamo, non siamo stati fortunati. Il pareggio per 1 a 1 all’ultimo minuto ci va stretto. Simone Inzaghi ha ben poco da “elettrizzarsi”. Ai “punti” avremmo meritato la vittoria. Correa agli sgoccioli della partita ci ha “sottratto” quei 3 punti che sarebbero stati basilari per la nostra Classifica e per il prosieguo del nostro Campionato. Fa nulla. Abbiamo giocato bene e lo abbiamo fatto da “squadra”. Leonardo alla fine della partita si è complimentato con tutti. Ha fatto sentire a tecnico e giocatori la vicinanza e la stima sua e della Proprietà. Alla vigilia della partita tutti quanti avremmo “firmato” per un pareggio. Naturale. La Lazio gioca un bel calcio, è una bella squadra e tra le mura amiche diventa un avversario parecchio problematico. Calma e gesso. Abbiamo raccolto un punto fuori casa. Non male. Guardiamo il bicchiere “mezzo pieno”. Il gruppo va identificandosi sempre più nel suo allenatore.

I reparti migliorano

Ringhio sta trasmettendo alla squadra tutte le sue “doti” e tutte le sue “qualità”. I giocatori lo seguono fedelmente, ne rispettano le consegne, si aiutano reciprocamente in campo e non lesinano nessuno sforzo per conseguire la vittoria o “avvicinarsi” ad essa. Decimati ma mai domi. E’ il marchio aziendale del nuovo Milan “gattusiano”. Contro la Lazio la squadra ha fatto vedere buone cose. Soprattutto ha mostrato compattezza e coesione in ogni reparto. I giocatori sanno occupare bene le varie zone del campo e leggono senza difficoltà le vari fasi di gioco. Si muovono con disinvoltura sulle fasce laterali, pungono il giusto in attacco e con la coppia Bakayoko e Kessiè amministrano con sufficiente padronanza la zona nevralgica del rettangolo verde. E’ un gruppo che non le manda a dire a nessuno. Bakayoko cresce di partita in partita. Funge da “frangiflutti” davanti alla difesa. Non disdegna né le proiezioni in avanti né le uscite “palla al piede” dalla sua area di rigore. L’assenza di Biglia pesa moltissimo. Ovvio. Lucas è il nostro “metronomo”. Nessuno come lui sa “dettare” alla squadra i giusti “tempi” della manovra. Gattuso stravede per lui. Però il “Baka” migliora a vista d’occhio. Vuole rimanere al Milan e si vede. Si sta impegnando per questo. Lavora per tenersi cucita addosso la maglia rossonera. Kessiè è la nostra “anima” in mezzo al campo. Non solo “diga invalicabile” ma anche propulsore e facitore di gioco. Non lo butti a terra manco a “cannonate”. Il tocco di palla non è quello dei grandi fuoriclasse. Però quando parte in progressione diventa inarrestabile. Difetta un po’ nelle “aperture” immediate” verso il compagno meglio piazzato e in talune “verticalizzazioni” fatte un po’ a “casaccio”. E’ giovane, lavora già da “leader” e possiede margini di miglioramento notevolissimi. Siamo contenti e orgogliosi di lui. E’ già una “colonna” del Milan.

Zapata stupisce

Consentiteci una riflessione su Zapata. Il colombiano spesso è lacerato da critiche anche feroci che gli piovono addosso un po’ dappertutto. Contro la Lazio Cristian è stato quasi “perfetto”. Attento nelle “chiusure”, buono nelle fughe in avanti verso l’altrui area di rigore, concentratissimo in marcatura, attento nei “contrasti”. Zapata ha concesso pochissimo a Immobile e compagni e ha sostituito più che degnamente Musacchio, Caldara e Romagnoli. Mancava mezza difesa ma in coppia con Abate e supportato da Rodriguez il difensore colombiano ha messo in campo determinazione e attenzione concedendo pochissimo agli avanti bianco celesti e fornendo una prestazione più che convincente. Il Milan è vivo. Decimato in ogni “dove” ma vivo.

Gattuso sempre più “Rocco”

Lazio Milan ha rivitalizzato di colpo Gattuso novello “Paron” non finisce mai di stupire. La squadra è “sua” e lui la “vive” gara dopo gara con “frenesia”, acume tattico e determinazione. Non è facile esprimersi senza un vero regista. Eppure lui come un “sarto” provetto ha cucito e ricamato un centrocampo che si muove senza cedimenti e preoccupazioni di alcun genere e gode di ottima personalità. In attacco, senza Higuain accanto, il baby Cutrone ha fatto il possibile per spingere in avanti la squadra. Lazio Milan non poteva essere la sua partita. Patrick è giovane, è bravo ma ancora inesperto. Deve crescere. Non può reggere da solo il peso di un intero reparto. Nessuno può chiedergli questo. Anche lui, come tutti gli altri, dovrà stringere i denti fino a gennaio.

Ibra si avvicina

Presto sarà il tempo di Zlatan Ibrahimovic. Ibra in coppia con Gonzalo fa già pregustare “sfracelli”. Lo svedese è anche lui un Fuoriclasse “senza tempo”. Uno di quelli capaci ancora oggi di fare reparto da solo e di impaurire qualunque avversario. Dietro alle punte o accanto ad una di esse farà come sempre la differenza. Zlatan è unico. Meditate gente. Meditate.

Claudio D’Aleo

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