Matematica e fisica milaniste

Niente, non c’è niente da fare, siamo più scontati di una penetrazione in un film con Valentina Nappi, siamo più rigorosi della matematica e più ricorrenti delle costanti fisiche: prima legge del Milan di Gattuso, “qualunque sia il minuto della gara, qualunque sia il campo, qualunque siano le condizioni, si deve prendere gol”. In realtà a questa legge bisognerebbe aggiungere un postulato, visto che il gol che subiamo è praticamente sempre lo stesso: respinta alla cazzo di cane di difensore o portiere e tiro di qualcuno completamente libero al limite dell’areao addirittura dentro. Abbiamo preso questo tipo di rete contro Roma, Atalanta, Napoli, Giuve e sicuramente ne dimentico altri, è sempre lo stesso. Detto ciò, devo dire che per un pareggio all’Olimpico, vista la situazione della nostra infermeria, avrei firmato con il sangue, rimane il fatto che siamo agli ennesimi punti gettati nel recupero, come contro l’Inda, per qualche cappella o errore di superficialità (anche se altri ne abbiamo guadagnati proprio oltre il 90esimo, ad essere onesti). Oggi il rinvio sbilenco è toccato a Zapata, a conferma di quanto detto all’inizio: le costanti fisiche milaniste sono immutabili e sappiamo bene come il colombiano possa giocare da fenomeno 90 minuti ma poi debba sempre, in qualche modo, rovinare tutto. Ma partiamo dall’inizio, e in particolar modo dai primi 10 minuti di gara. Oggi, prima delle 18, sono andato ad un mercatino di natale e, per strada, ho incrociato una partita in un paese, probabilmente terza categoria, il paese si chiama Fossa. Dopo i primi 600 secondi di Lazie-Milan ho subito pensato a quel match, chiedendo a me stesso, ed ora vi giro la domanda, se Borini avrebbe trovato spazio in una quelle due squadre. Secondo voi? Francamente io non riesco ancora a credere che uno come Borini possa scendere in campo in serie A, è qualcosa che va al di là di ogni mio ragionamento e, tornando alla matematica e alla fisica, al di là di ogni risultato scientifico conosciuto. Vorrei entrare nel cervello di Gattuso e chiedergli come sia possibile che, appena c’è bisogno di un rimpiazzo in ogni ruolo, il primo nome che gli salti in mente sia quello di Borini, oppure come mai non abbia effettuato nessun cambio né per spezzare un attimo il ritmo né magari per togliere un inguardabile Cutrone. Qui devo aprire una parentesi perché, nella settimana in cui le voci di un ritorno di Ibrahimovic si sono fatte più insistenti, ne ho lette di tutti i colori e, riassumendo, di questo tipo qua: “a che serve Ibra?”, “Ibra bloccherebbe la crescita di Cutrone”. Perfetto, allora agiremo come segue: avete il decoder sky? Perfetto, registrate la replica di Lazie-Milan e riguardatela armati di taccuino. Su di esso mi dovete segnare i seguenti dati riguardanti la prova di Cutrone: stop azzeccati, contrasti vinti, tiri in porta, passaggi azzeccati. Appena completate le vostre statistiche, ripensate alle frasi “a che serve Ibra” e “Ibra bloccherebbe la crescita di Cutrone” e compilate il modulo per la 104. Leggo pure che l’arrivo dello svedese non sia in ottica costruzione, ma solo per un apporto immediato: e quindi, porca miseria? Dobbiamo arrivare quarti o settimi pure quest’anno? Vi entra nel cervello che se non arriva il risultato immediato, vale a dire il posto champions, col cacchio che costruiremo qualcosa? O vogliamo andare avanti a suon di Calabria, Cutrone, Locatelli e pippe varie di un vivaio che non ne sforna uno decente da decenni? Ormai il poraccismo è diventato endemico nel tifoso milanista. Chiusa parentesi, torniamo alla partita. Copione piuttosto scontato: Lazie che attacca e Milan che spera in qualche ripartenza. Tutto sommato il piano funziona, visto che prima Calahanoglu prende il palo, poi lo stesso turco invece di tirare a 5 metri dalla porta decide di andare a dribblare il raccattapalle dietro i cartelloni pubblicitari, poi Kessie mostra la sua abilità nel tiro buttando la palla fuori di 200 metri ma incappando nella provvidenziale deviazione di Wallace che frutta il vantaggio. Poi, come detto, è intervenuta la fisica a farci prendere gol, ma purtroppo contro le leggi dell’universo non puoi lottare. Sono qua a commentare in un misto tra delusione e gioia, perché, come già scritto, avrei firmato per un pareggio contro la Lazie, anche in virtù dei risultati odierni. Il quarto posto rimane un punto sopra, il terzo è a 6 ma vorrei ricordare che la grande Inda di Spalletti deve ancora affrontare Riomma, Giuve e Napoli. Il calendario di dicembre rossonero non è impossibile, anche se noi riusciamo a complicarci la vita contro qualunque avversario. Come più volte sottolineato, la missione rossonera da qui a gennaio deve essere quella di rimanere in scia, il più possibile attaccati, al quarto posto, in vista di un mercato che deve portare qualità e carisma. Ben vengano gli Ibra, ben vengano i Vidal, qua non dobbiamo programmare 7 stagioni, serve un contributo immediato per ottenere un posto champions che, visto anche come vanno le concorrenti, deve essere assolutamente centrato. Il resto sono chiacchiere da poracci che ancora si preoccupano se giochi titolare Cutrone in una squadra che una volta acquistava Papin come riserva di Van Basten.

 

Alessio Scalzini

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