Graziano Mannari. Infilò Real Madrid e Juve per poi perdersi tra serie B, C e D.

Battezzato da Gullit “Lupetto” si presentò con un gol al Bernabeu e due gol alla Juve ma non riuscì a sfondare causa numerosi infortuni.

Può un giocatore di fede interista fare cose straordinarie nella primavera del Milan? La risposta è immediata: Graziano “Lupetto” Mannari sì!

Quel soprannome dato dall’amico Gullit lo portò con sé durante la sua lunga carriera contrassegnata più dai numerosi infortuni che dalle gesta atletiche.

Eppure nei due anni passati a fare da cornice in un Milan stellare, Sacchi decise di darli la grande possibilità, dopo averlo visto costantemente impegnato nella primavera rossonera.

Amava il suo pressing alto, la sua capacità di mettere in difficoltà l’avversario fino a sfiancarlo.

Quando capitò l’occasione, “lupetto” fu ben felice di ripagarlo con un gol, ma la squadra di fronte, lo scenario, lo stadio non era quello della chiesa ma bensì il “Santiago Bernabeu” di Madrid dove il Real decise di sfidare il Milan per l’assegnazione del trofeo.

 Graziano Mannari bucò la retroguardia spagnola (suo il secondo centro per lo 0-3 finale) con un’azione che portò all’applauso degli 85.000 presenti.

 Debutto fortunato anche nelle competizioni che contano: a Monza in coppa Italia con la Lazio timbrò la rete del 2-1 finale.

In campionato si permise il lusso di battere la Juventus e il portiere Tacconi con due gol d’autore. Un colpo di testa strepitoso dopo un tuffo volante con la sfera  indirizzata nel sette e un’azione trasformata da lui in gol dopo aver scartato l’estremo ospite.

Quando il ragazzo sembrava pronto per l’ascesa del successo qualcosa intoppò il proseguimento della sua carriera. In un Milan stellare il ragazzo non trovava molto spazio, nonostante il debutto nella massima serie con il Cesena (3-0) e in Coppa Campioni contro la Stella Rossa (vittoria rossonera ai rigori) i minuti giocati erano pochi.

La strada era quella di vedere crescere il ragazzo in provincia, magari non troppo distante, per vederlo successivamente protagonista con questi colori. Como, Parma, Avellino, Pisa, Ravenna, Fiorenzuola, Siena, Pistoiese, Pontedera, Sorianese, Rosignano, Follonica le tappe in una carriera bersagliata da infortuni dove il Milan rimane e rimase un lontano ricordo da rivedere solo col binocolo. Peccato!

Un ragazzo che tra i grandi aveva dimostrato colpi da leone ma che causa numerosi infortuni non riuscì più ad essere protagonista e a governare il proprio corpo mostratosi fragile ogni qualvolta rientrava dall’infermeria per rimettersi in gioco.

Quando il pallone viaggia e tu non riesci a raggiungerlo tanto vale smettere. Ci ha pensato più di una volta. Tenacia e speranza l’hanno accompagnato durante i suoi trascorsi, la gente ha imparato ad amarlo perché  a quella faccia d’angelo – protagonista anche in uno spot Fininvest contro la violenza – nessuno poteva  dire di smettere e di lasciar perdere quel maledetto pallone.

Per uno che amava paragonarsi a Boninsegna ma che nonostante la fede era divenuto protagonista col Milan non poteva che correre contro il tempo mostrando quel suo solito fiuto per il gol e quella corsa da Lupetto per divorarsi il pallone.  Gli inizi veniva soprannominato “Speedy Gonzalez” appellativo che tirò fuori solo quando capì definitivamente che la sua carriera era passata cosi velocemente davanti ai propri occhi senza aver avuto il modo di essere protagonista come il “Lupetto” che era divenuto sotto le ali di protezione di Ruud Gullit e di Arrigo Sacchi.

Stagioni al Milan: 2, dal 1987-88 al 1988-89

Esordio nel Milan in gare amichevoli il 02.08.1987: Milan vs Solbiatese 7-0

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Campionato (Serie A) il 07.02.1988: Milan vs Cesena 3-0 

Ultima partita giocata nel Milan il 25.06.1989: Bologna vs Milan 1-4 (Campionato) 

Totale presenze in gare ufficiali: 24 Reti segnate: 8 

Palmares rossonero: 1 Scudetto (1987-88), 1 Supercoppa Italiana (1989), 1 Coppa dei Campioni (1989)

I video dei gol di Graziano Mannari

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