“Davide” ci ha tentato ma ha vinto “Golia”: Milan, ora sotto con la Lazio

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La sconfitta contro la Juventus “brucia”. Brucia tanto. Inevitabile. Dopo il Napoli e l’Inter anche la Juve ha fatto “man bassa” dei nostri limiti a nostre “spese”. Roma esclusa, non riusciamo a vincere uno “scontro diretto”. Questo non ci piace. E non piace a nessuno. Leonardo e Maldini compresi. E’ un “difetto” che va “corretto”. Meglio se dopo la “sosta”. Magari a cominciare dalla difficile trasferta romana. Gattuso sa. Gattuso soffre più di noi. Gattuso non sta nella “pelle”. Le sue “analisi” “post” gara sono sempre esaustive e sincere. Gattuso oltre a essere un bravo allenatore è anche un uomo intellettualmente onesto. Sa tutto della sua squadra e non ne nasconde pregi e difetti. Se c’è da “bastonare”, “bastona”. Non è “tenero” neppure con se stesso. “Ringhio” vorrebbe un Milan mai domo. Un Milan di “governo” e non solo di “lotta”. Un Milan “operaio” ma pronto a “guardarsi”, ogni tanto, allo specchio. Talvolta fare la “ruota” non guasterebbe. Tutt’altro. E’ tempo di riflettere. Alla ripresa delle “ostilità” ci imbatteremo nella Lazio.

Senza Gonzalo

Neppure quella dell’Olimpico sarà una partita facile. Anche perché piove sul bagnato. Higuain salterà due gare: Lazio (a Roma) e Parma (a San Siro). Sarà Cutrone il nostro unico “alfiere” al centro dell’attacco. La punta di diamante. Il ragazzo è un Campione. Però ha solo 20 anni. I “Simone Inzaghi Boys” viaggiano alla grande. Dopo un periodo di “appannamento” sembra siano tornati in condizione. Buon per loro. A noi mancheranno Conti, Musacchio, Biglia, e Higuain. Con ogni probabilità pure Bonaventura. Chalanoglu è in dubbio. Dovrebbe farcela. La speranza è che, nel frattempo, non se ne infortunino altri. Siamo proprio “sfigati”. Questo va detto. Però bisogna reagire. La “frenata” contro la Juventus va accettata. Non possono essere i bianconeri la nostra” unità di “misura”. Troppo ampio il divario tra noi e loro. Solo la loro “panchina”, ove partecipasse a questo Campionato, arriverebbe almeno in “Europa League”. Soro dei “marziani” belli e fatti. Noi siamo in “costruzione”.

Lavori in corso

A Milanello i “cantieri“ stanno sempre aperti. Gattuso, Leonardo e Maldini discutono in continuazione. Il Milan ha un obiettivo ben preciso in mente: raggiungere la zona “ Champions League”. Costi quel che costi. Elliott è pronto a investire. Però vuole “risultati”. Il “patron” pretende sin da subito un Milan competitivo. Sia in Italia che in Europa. Per raggiungere tutti i traguardi societari che “bollono” in pentola, bisognerà passare necessariamente dall’Europa che conta. A gennaio arriverà certamente qualche rinforzo. Si parla con insistenza di Zlatan Ibrahimovic, di Stefano Sensi del Sassuolo, di Sandro Tonali del Brescia (per giugno) e di un difensore centrale ancora da individuare (piace Benatia della Juventus). Tornando alla sconfitta “interna” contro i Campioni d’Italia, il rettangolo di gioco ci ha descritto una partita piacevole e ben giocata da entrambe le squadre.

“Davide”, cioè il Milan, le ha tentate tutte pur di avere la meglio su “Golia”, la Juventus. Ha vinto “Golia”. Come da pronostico. Onore ai nostri ragazzi e al nostro allenatore. I rossoneri hanno perso ma hanno venduto cara la “pelle”. Senza sei titolari e con una squadra decimata da infortuni e “forfait” dell’ultim’ora, “Ringhio” è riuscito comunque a mandare in campo una squadra generosa e volitiva, compatta e dedita al “sacrificio”. Un grippo di “eroi” che ha lottato dal primo fini all’ultimo minuto per dare filo da torcere ai più forti. La partita ci ha detto pure che nonostante le tante assenze i “rincalzi” se la sono cavata più che discretamente anche se mai a poi mai potremmo paragonare la nostra “panchina” a quella dei bianconeri.

I progressi di Bakayoko, i dubbi su altri giocatori

In pochi lo dicono ma Bakayoko sta crescendo. Anche contro la Juventus l’ex Chelsea ha fornito una prova convincente e per molti versi incoraggiante. Non sarà né Pirlo né Biglia ma di certo ricorda molto (con i dovuti distinguo) Marcel Desailly. Tiemouè deve ancora migliorare tanto. Stilisticamente non è al cento per cento. Buono in fase d “contenimento”, meno in quella di ”impostazione”. L’impegno c’è. Il “Baka” è uno che non si tira mai indietro. Se c’è da “randellare” è sempre in prima linea. Indossa un numero “importante” quel “14” che portò in cima al Mondo un fuoriclasse impareggiabile come Johan Cruyff. Bakayoko deve imparare a “leggere” meglio certe partite, a rispettare tutti i movimenti compresi quelli senza palla, a “vedere” meglio il gioco, a proporsi con più autorevolezza in fase di costruzione.

Difettiamo in panchina

Ci sono dei panchinari che non giocano anche se adesso ne avremmo tanto bisogno. Sulla “vicenda” Montolivo è meglio stendere un velo pietoso. Riccardo ci tornerebbe utile. Abbiamo tutto il centrocampo in infermeria. Lui al posto di Biglia non sarebbe una cattiva idea. L’ex Capitano continua a stare ai margini della prima squadra. La panchina “guadagnata” contro la Juventus non gli apre né gli aprirà nessuna delle tante “porte” che gli si sono state chiuse da tempo “in faccia”. Misteri “gloriosi”. La “Storia” dirà. Bertolacci potrebbe e dovrebbe giocare. Non sapremo mai se è da Milan oppure no, né perché mai Gattuso questa estate si è opposto con tanta veemenza alla sua cessione. Di sicuro questo suo “bivaccare” in “panca” non giova a nessuno. Né a lui né alla squadra.

Sono troppi i giocatori che ristagnano in panchina senza giocare. Tutto ciò non ha senso. Di Zapata e Borini sappiamo tutto. Ogni volta che sembrano pronti a colmare il “gap” che li fa ondeggiare tra il “Campioni” e il “quasi Campioni” succede sempre qualcosa che li fa ritornare, loro malgrado, prepotentemente coi piedi ben saldi a terra. Della serie: né carne né pesce. Del magnifico Borini ammirato con Montella si sono perse tutte le tracce. Sapeva fare tutto, anche il portiere. La panchina del Milan deve tornare a essere una panchina ricca di buoni giocatori, di calciatori in grado di entrare in campo e di non far rimpiangere i titolari. Sentiamo l’esigenza e il bisogno di una panchina competitiva. L’essere una grande squadra passa anche da questa considerazione. Una considerazione che è poi una necessità. Il viatico verso quel progetto ambizioso che punta a farci tornare ben presto in cima al mondo.

Claudio D’Aleo

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