Il piano Marshall ha funzionato

Vi ricordate il famoso piano Marshall invocato da Suma? Ok, vi rinfresco la memoria. Al termine della stagione 2010/2011, anno dell’ultimo scudetto rossonero e contemporaneamente di una delle peggiori Giuventus della storia, il geniale Mauro Suma se ne uscì con un farneticante editoriale in cui si invocava una sorta di aiuto (un piano Marshall appunto) per rimettere in sesto una squadra sprofondata nel ridicolo, una Giuve che dopo calciopoli non era più riuscita ad esprimersi ai suoi consueti livelli. Ecco, con il sapiente lavoro del presidente innamorato e tanto altro ancora, ci ritroviamo, ormai 8 anni dopo, ad assistere all’apoteosi di questa meraviglioso aiuto umanitario, il tutto in un singolo episodio che riassume qualsiasi discorso: nella Giuve entrano Douglas Costa e Khedira, nel Milan Borini e Laxalt. C’è da dire altro? Potrei chiudere l’articolo qua, perché non si può parlare di pallone quando i valori in campo sono questi, così come non si può parlare di tennis se io domani organizzo una partitella e mi si presenta come avversario Nadal. Vogliamo provarci comunque? Ok, facciamolo. L’alibi degli infortuni non regge, comincio subito con lo sfatare questo mito: scusate, ma un Bonaventura sarebbe servito a qualcosa di diverso che a farmi dire parolacce? E, se andiamo a stringere, i migliori in campo sono stati Zapata e Bakayoko, vale a dire i sostituti dei titolari Musacchio e Biglia. La verità, come scrivevo poc’anzi, è nella differenza dei valori nel rettangolo di gioco, una Giuve al piccolo trotto basta e avanza per farci a fette, ma basta e avanza per fare a fette l’intero campionato, non solo noi. Questo è il risultato del fantastico piano Marshall di Suma: una serie A che è diventata un campionato scozzese dove vincere sempre e solo una squadra perché le rivali fanno ridere. Il Milan è sparito da anni grazie a Silvio, ma questo lo sapete tutti, l’Inda, il Napoli e la Riomma non possono che fare il solletico alla banda bianconera, è un dato di fatto. Certo, poi le partite sono anche fatte di episodi, e probabilmente quello decisivo di stasera è avvenuto a fine primo tempo: un già ammonito Benatia interviene di mano a fermare Higuain solo davanti al portiere, Mazzoleni fischia punizione per la Giuventus. Fortunatamente il Var cancella quello che sarebbe stato l’ennesimo scempio della Agnelli band, ma ovviamente Mazzoleni per non giocarsi la carriera si guarda bene dall’estrarre il secondo giallo. Lo so, ho già letto sul web orde di giuventini che ci danno lezioni di regolamento per dimostrare come il secondo giallo non ci fosse, ma se quel fallo non è ammonizione allora Marco Carta è un cantante. Sul dischetto Higuain scippa il pallone a Kessie, e sapevo già che sarebbe finita male, più che altro per una mera questione statistica: l’argentino è tipo Belotti, quei classici attaccanti che si intestardiscono nel fare qualcosa anche quando è palese che non ne siano capaci. Come il granata, Higuain ha sbagliato una marea di rigori in carriera, alcuni pure piuttosto importanti, ed oggi non ha fatto eccezione. Secondo Adani, in cronaca Sky, più che un errore del pipita, è stata una parata del codice fiscale (scusate ma io “scesni” non lo so scrivere): non so che tipo di sport veda il buon Adani, ma se un pallone prima di arrivare in porta rimbalza due volte evidentemente il tiro non è che poi fosse così perfetto. Riguardo gli episodi che vi dicevo, sono i dettagli a fare la differenza: mister sei milioni che ha i piedi piantati sulla linea di porta e guarda tutti i cross come uno spettatore seduto in tribuna, sempre mister 6 milioni che respinge centralmente un tiro cross a dir poco velleitario di Cancelo, Ritardo Rodriguez che in marcatura è più molle di un budino, una serie di ripartenze vanificate da errori banali nel controllo o appoggi sbagliati in modo allucinante. C’è poco da dire, la pochezza tecnica della nostra compagine è conclamata, e se contro la Giuve, che è 3 o 4 categorie superiore, non ti metti in testa di correre a 300 all’ora e non ti tocca un po’ di culo, è chiaro che finisci con il perderla. Tornando un attimo ad Higuain, quando era alla Giuve l’ho visto mille volte fare scenate assurde contro gli arbitri, mi sapreste ricordare in quante occasioni è stato espulso o semplicemente ammonito? Comunque la sua è una sciocchezza bella e buona che, in una situazione di emergenza e di un organico scioccamente tenuto a due sole punte, non va che ad aumentare le difficoltà. Ora però dobbiamo ragionare: la Lazie ha pareggiato ed è un punto sopra, la Riomma è ancora sotto e deve ancora giocare con Inda e Giuve, l’Inda, che è terza e non so per quale motivo acclamata dalla critica (con ancora Giuve, Riomma e Napoli da affrontare), è sopra solamente di 4 punti, quindi, secondo me, per raggiungere l’obiettivo quarto posto, che è a dir poco fondamentale, occorre navigare a vista fino a gennaio, cosa non impossibile dato il calendario (e magari non sarebbe male non perdere la prossima contro la Lazie), per poi, con un mercato importante a gennaio, andare all’assalto di un posto Champions. Sottolineo le parole mercato ed importante, perché se questa squadra non riceve una abbondante razione di personalità e tecnica, è inutile fare qualsiasi ipotesi sul futuro. Parlare di Champions quando ancora uno dei cambi a disposizione vede il nome di Borini e in panchina si siede ancora Mortovivo, è pura fantascienza.

 

Alessio Scalzini

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