Arriva la Juventus. I “Gattuso boys” sono pronti all’impatto

Dopo il “filotto” servono le conferme

Il Milan c’è. Ci avviciniamo alla delicata gara contro la Juventus “decimati” dagli infortuni ma in buona salute “mentale”. Gli infortuni di Calabria, Caldara e Biglia fanno preoccupare. Meno quelli di Higuain (pronto per la Juve meno per il Betis), di Chalanoglu (dovrebbe giocare contro il Betis) e Conti (vicino pure lui al rientro). Dopo il “filotto” di vittorie consecutive “accumulato” battendo nell’ordine Sampdoria, Genoa e Udinese, il morale della squadra è cresciuto di pari passo al “tasso” tecnico e tattico della stessa. Saremo putre da quarto posto e non di più, però il lavoro di Gattuso sta avendo i giusti riconoscimenti e lo stesso dicasi per la campagna acquisti portata a termine questa estate da Leonardo. Non è stata così “scarsa” come qualche buontempone dell’ultima ora vorrebbe fare intendere.

La panchina “s’è desta”

A Udine è stata la vittoria dei “rincalzi”. O, per meglio dire, dei nuovi acquisti. Bakayoko, Laxalt e Castillejo hanno finalmente giocato una partita sopra le righe. Musacchio a Udine stava in panchina ma finora ha fatto più che bene. Caldara è fermo ai box e lo sarà per molto tempo ancora. Pertanto non è giudicabile. Higuian è fortissimo e lo sta ampiamente dimostrando. La vera sorpresa è Samu Castillejo. Lo spagnolo al “Friuli” ha cambiato il volto della partita non appena è entrato in campo al posto dell’acciaccato Higuain. Samu può giocare ovunque. A destra o a sinistra fa lo stesso. Pure come “falso” nove. Lo spagnolo ha un bel tiro, non lesina impegno e non sta fermo un minuto. E’ una “mina vagante”.

A proposito di Gonzalo. L’attaccante argentino ci sembra stanco. Finora ha saltato pochissime partite. Forse un po’ di riposo gli farebbe bene. Il problema è che non puoi trasferire tutto il peso dell’attacco rossonero sulle spalle del “povero” Cutrone. Patrick gioca bene e con l’autorevolezza di un centravanti navigato. Ma ha pur sempre 20 anni. Va gestito bene e dosato meglio per non intaccarne la crescita e le enormi potenzialità. Ecco spiegato perché a gennaio arriverà Zlatan Ibrahimovic.

Ibra “incombe”

Lo svedese è tatticamente importante. Potrà sostituire sia Higuain che Cutrone o giocare in coppia con entrambi. Non solo. Ibra ha l’esperienza giusta per poter agire anche alle spalle dei due attaccanti. Ibra non oscurerà Cutrone. Anzi ne agevolerà la “maturazione”.

E’ un Milan “operaio”

Tornando ai “Gattuso boys” bisogna dire che di questo Milan piace l’impronta “operaia” che Gattuso è riuscito a dargli. E’ un Milan di “lotta”, non ancora di “Governo”. La squadra “combatte” fino all’ultimo minuto e non si arrende mai. I giocatori si muovono da “gruppo” anche in campo. Si aiutano gli uni con gli altri e cercano di imporre la loro idea di calcio in ogni partita.

Bakayoko e “dintorni”

L’ex Chelsea sta iniziando a inserirsi. Sostituire tatticamente Biglia non è compito agevole per nessuno. Lui, Bakayoko, a Udine si è piazzato davanti alla difesa non limitandosi al solito compitino ma cercando di dare un valido contributo alla manovra della squadra nel suo complesso. Certamente “rivedibile” ma i prossimi impegni la diranno lunga sulle condizioni dell’ex mediano dei “blues”.

Rispetto alla gara contro il Genoa, il “Baka” è sembrato migliorato. Inoltre, vista la lunga assenza di Biglia, il “nostro” ha tutto il tempo per zittire i “denigratori” e mettere un paletto fisso sulla bontà delle proprie prestazioni. Il Milan ha versato nelle casse dei “Blues” 35 milioni di euro per il prestito con diritto di riscatto. Mica bruscolini. Bakayoko fisicamente ricorda Marcel Desailly. Come Desailly è un “marcantonio” da fare “paura”. Meno di Desailly ha la classe e l’eleganza nella gestione delle varie fasi di gioco e della “palla”. Però il “Baka” non è male.

Sta a Gattuso “lavorargli” per bene i piedi per renderli più “buoni” e abbellirne la gestualità del “tocco”. Il grande Nils Liedholm fece questo lavoro su Tassotti e Pietro Paolo Virdis. I due, con le “cure” del vecchio Barone svedese, divennero ben presto due autentici Fuoriclasse. Due “brasiliani” dal tocco morbido e felpato. Due giocatori che hanno fatto e scritto la Storia del Milan.

Lo “stato di salute” del Milan è buono

Su una cosa riteniamo di essere tutti d’accordo. Il Milan gioca bene e ha una precisa identità di squadra. Può vincere, pareggiare o perdere con chiunque ma nessun risultato, sia esso positivo che negativo, potrà mai intaccarne i contenuti tattici e schematici che Gattuso ha trasmesso finora alla squadra. Contro la Juve non sarà facile controllare Cristiano Ronaldo e arginarne la “foga”. Non sarà facile avere la meglio su uno dei centrocampi più forti in assoluto sia a livello nazionale che europeo. Non sarò facile fare risultato e costringere i bianconeri al primo, vero “stop” stagionale.

La Juventus viaggia inarrestabile come un treno in corsa. Gattuso dovrà tirare fuori dal suo “cilindro magico” meraviglie tattiche di primissima scelta al momento inimmaginabili. Tutto questo dovrà farlo con i giocatori di cui dispone. Sulla carta siamo “spacciati” ma non è la prima volta che Davide ha la meglio su Golia.

E’ ora che si vinca con una “grande”. Ne sentiamo il “bisogno”. Higuain dovrebbe recuperare per giocare la sua personalissima “partita delle partite”. Non è un mistero che l’argentino abbia il dente avvelenato contro la sua “vecchia” squadra. E non è un mistero neppure che farebbe l’impossibile per battere il suoi ex compagni bianconeri. Specie per giocare meglio del suo rivale Cristiano Ronaldo. Vedremo. Il campo dirà. Di sicuro Gattuso non accetterà prestazioni interlocutorie da nessun componente della sua squadra. Meditate, gente. Meditate.

Claudio D’Aleo

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