Contro il Genoa per i tre punti: largo a Cutrone e Higuain

Dimenticare il derby in fretta

Dopo la Sampdoria, ecco il Genoa. Dal confronto con le genovesi i “Gattuso boys” meditavano e meditano di mettere in “cascina” sei punti. “Bottino” importante. Oseremmo dire di vitale importanza per la Classifica e per il morale. Già, il morale. Quello è andato inopinatamente sotto i “tacchi” dopo il derby. La “stracittadina” è stata “devastante”. Perdere di nuovo contro i “cuginastri” al 92° ha lasciato in ogni calciatore e in Gattuso “ferite” profonde. Bisognava reagire. Tre punti sono già stati incamerati. Contro la Sampdoria abbiamo sofferto ma alla fine abbiamo vinto. 3-2 per noi e palla al “centro”.

A San Siro ecco i “Grifoni”

Domani sera contro il Grifone ci vorranno altri tre punti. Battere il Genoa non sarà facile. Non lo è mai stato. Ultimamente per il Milan non è mai una “passeggiata”. Per demeriti nostri o per bravura degli altri o più semplicemente per “sfiga” conclamata, i nostri avversari si trasformano sempre o quasi sempre in squadroni fortissimi. Per non parlare dei portieri. Appena vedono “rossonero” d’incanto diventano tutti novelli “Jascin”. Una roba “pazzesca”. Gattuso stavolta ha poco da “decifrare”. Le “idee” sono più che chiare. Il 4-4-2 sperimentato con successo contro la Samp verrà riproposto contro i genoani. Calma e gesso.

Il Milan ha quasi sempre giocato con quel modulo. Storia, non chiacchiere. E lo ha fatto con buoni risultati. Il 4-3-3 offre maggiori garanzie in fase d’attacco. Meno in quella “difensiva”. Fatti due “conti” un “collante” tra difesa e attacco come Biglia necessitava e necessita di un “raggio” d’azione più ampio e di due linee più metodiche e robuste attorno a sè. Il regista argentino vede bene il gioco, sa difendere, ma ha bisogno di adeguate “garanzie” tattiche per meglio muoversi e “impostare”. Ecco spiegato il cambio di modulo.

Biglia è da sempre la chiave del gioco “gattusiano”. Senza il suo apporto il calcio del Milan stenta. Tamponare le azioni “altrui” e impostare le “proprie” non è compito agevole. E’ il compito che nei Milan “passati” è spettato a fuoriclasse autentici come Frank Rijkard e Carlo Ancelotti senza dimenticare Ray Colin Wilkins, Demetrio Albertini e l’ultimo Pirlo “, quello di Manchester, tanto per intenderci. Il “gioco” del Milan è sempre passato da “metodisti” di quello “spessore” e di quella “classe”. In linea di massima la squadra vista contro la Sampdoria è piaciuta parecchio. Buona la circolazione della palla e il possesso della stessa. Buono il pressing e meglio assistito Gonzalo Higuain. Finalmente!

Dal 4-3-3 al 4-4-2 pensando a Gonzalo

Ovvio che si possa e si debba ancora migliorare ma come inizio non c’è male. Il Campione argentino stava spazientendosi. A lui “guardare” la partita in campo non è mai piaciuto. Lui ha scelto il Milan perché nel Milan vuole essere protagonista. Questo significa non solo essere coinvolto nella manovra rossonera ma soprattutto concludere il più possibile a rete. Gonzalo vive per il gol. Il derby ci ha fatto capire che Huguain a differenza di Icardi è importante anche quando parte da “dietro”.

Il centravanti interista è spietato in zona gol. Il “Pipita” forse lo è meno ma comunque segna tanto pure lui. Poi, quello che più conta, Higuain partecipa molto di più e meglio alla manovra offensiva. La punta argentina in Campionato ha già realizzato 5 reti in 10 partite. Il Milan è quinto con 15 punti e una partita da recuperare. Proprio quella di domani sera contro i Grifoni.

I rossoneri hanno vinto 4 gare, ne hanno pareggiate 3 e ne hanno perse 2. Hanno segnato 18 gol e ne hanno subiti 13. Attacco e centrocampo sembrano quasi a buon punto. Kessiè si trova meno “imbrigliato” nelle marcature altrui e soprattutto in grado di gestire meglio la sua porzione di campo con ripartenze adeguate. L’ex atalantino è un “trattore”. In campo macina tutto e tutti.

L’attacco va a mille.  Cutrone si sta dimostrando sempre più un attaccante forte, affidabile e “titolarissimo”. Ha il gol nel sangue. La rabbia “tipica” di Super Pippo Inzaghi. La stessa voracità sotto porta. Quando entra lui o gioca lui è come se qualcuno spargesse “adrenalina” tra tutti i suoi compagni. In coppia con Higuain fa “sfracelli”. I due si cercano e si trovano con una facilità estrema. Come se avessero giocato assieme da una vita. L’intercambiabilità dei ruoli è il loro “marchio” di fabbrica. Se in area va Gonzalo è Patrick a girargli attorno altrimenti succede il contrario.

Cutrone e Higuain pensando a Ibra

A gennaio si spera in “qualcuno che possa completare il parco attaccanti. Qualcuno forte, maturo, “duro” e leader quanto basta. Un attaccante capace sia di giocare che di guidare i compagni dalla panchina. Tutti gli indizi portano a Zlatan Ibrahimovic. Pare che Leonardo abbia già tessuto più di un dialogo con il fuoriclasse svedese. Le parti sarebbero molto vicine. Il problema non sembrerebbe solo economico ma anche tecnico. Bisogna convincere Zlatan sul fatto che non verrebbe al Milan come titolare ma come chioccia di Cutrone. Ibra è sempre Ibra. I titolari sono però Higuain e Cutrone. Questo deve essere chiaro.

In qualunque momento , comunque, lo svedese potrebbe giocare titolare accanto a Higuain. Fateci caso. Il modulo migliore per accogliere Ibrahimovic è proprio il 4-4-2. A pensar male ci stai un attimo ma … vuoi vedere che Leonardo e Maldini stanno già “spianando” la strada del ritorno a casa a Zlatan? Meditate, gente. Meditate. Il centrocampo regge. Biglia e Kessiè giocano senza problemi nelle due “fasi”. Suso oltre a segnare (già 3 i gol dello spagnolo) fornisce “assist” a ripetizione. Ben 7 quelli “sprigionati” quest’ anno.

A gennaio saremo presenti in sede di calcio mercato

Tatticamente servirebbe un centrocampista in grado di far rifiatare lo stesso Biglia. Il sogno è Barella del Cagliari. Col “sardo” in squadra sistemeremmo il centrocampo per i prossimi 10 anni. Seguiti anche Paredes (Zenit)e Fabregas (Chelsea). In difesa l’infortunio occorso a Mattia Caldara lascia sgomenti. Stiramento al polpaccio e furi tre mesi. Non ci voleva! Caldara (quasi) come Conti: sfigatissimo! Leonardo pensa a un secondo clamoroso ritorno: quello di Thiago Silva dal PSG. Ibrahimovic farebbe da chioccia a Cutrone. Thiago Silva a Caldara. Mica male! Altri due difensori di “spessore” sembrano già presenti nel taccuino di Leonardo e Maldini: Rodrigo Caio del San Paolo e Stefan Savic dell’Atletico Madrid.

Claudio D’Aleo

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