Certezze fisiche

C’è una legge della fisica, molto più potente della legge di gravitazione universale di Newton, che recita che il Milan, da molti mesi a questa parte, debba subire gol sempre e comunque. La formulazione di tale legge è dovuta in parte a verifiche sperimentali, in parte ad alcune certezze teoriche: è tecnicamente impossibile concludere una gara a porta inviolata se in porta ci metti il portiere più scarso dell’intero sistema solare. Io mi chiedo, e qui apro una lunga parentesi su Donnarumma, prima di dedicarmi al racconto della gara, quante partite dobbiamo ancora perdere per metterlo in tribuna o fiondarlo direttamente nel bidone dell’umido. Ma soprattutto mi chiedo se sia un genio lui o sia un genio Raiola, perché in questi due anni e passa chiunque abbia visto una partita del Milan dovrebbe aver capito che questo qua, in porta, non sa manco cosa voglia dire starci. Eppure me lo ritrovo titolare in nazionale e i giornali che ancora lo esaltano come il futuro roseo dell’Italia. Comincio a pensare di essere pazzo a questo punto, perché non è possibile che uno che viene continuamente spacciato per fenomeno costi partite su partite alla sua squadra. Ma nelle ultime stagioni, quelli che ancora lo difendono, dove cavolo erano durante la finale di Coppa Italia o durante la sua infinita serie di cappelle? E come è possibile che del fenomeno io ricordi due sole parate, e sono talmente poche che vi dico pure quali, in due stagioni ed oltre? Le parate di cui vi parlo sono contro Belotti in Milan-Torino e Milik in Milan-Napoli: sei milioni l’anno per due interventi e stronzate in serie? Ma davvero? Che poi, oltre agli errori macroscopici, è continuamente insicuro nella presa, tanto è vero che non blocca mai una palla, non esce mai e se ci prova combina disastri (uno 20 minuti fa su Icardi, ricordate voi che lo amate?), si tuffa più lentamente di una balena spiaggiata e con i piedi fa venire l’orticaria. Però mi raccomando Gennaro, continua così, sempre titolare e voi, cari giornalisti lecca sederi, continuate a spacciarlo per fenomeno, l’Italia è in buonissime mani. Veniamo alla partita, altrimenti continuo per giorni su quella specie di informe sacco di strutto che abbiamo in porta. Che pena, davvero, che pena. Ma si può affrontare un derby così? Mettiamoci dietro e speriamo di non prenderle? Che poi, se avessimo una difesa con un portiere, Baresi, Maldini, Tassotti e Costacurta potrei anche capire, ma noi abbiamo Donnarumma, come pretendi di stare dietro e non subite reti? Parliamo di fantascienza. La realtà è che, appena si alza un pochino il livello, la pochezza di questa squadra per certi tipi di partite viene a galla. I vari Suso, Bonaventura, Kessie, Calhanoglu non hanno la consistenza tecnica per fare la differenza quando il gioco diventa più complicato. Suso quando tira ha la stessa energia che ho io quando mi alzo il lunedì mattina per andare a lavoro, Bonaventura ha la visione di gioco di un bambino di 7 anni, di quelli che corrono dove va il pallone e quando lo hanno continuano a tenerlo finché non cadono o gliela prende qualcun altro, Kessie gioca un nuovo tipo di calcio, il calcio no-foot, cioè quello sport dove in teoria dovresti saper controllare un pallone ma tu non un pallone non sai manco cosa sia, il turco invece sembra sempre che debba spaccare il mondo ma quando conta inizia a fallire troppo spesso (uno che fa la differenza, il tiro dal limite dell’area  a fine primo tempo, lo butta in porta). Alla fine è inutile avere un solo top player in squadra se l’atteggiamento prevede di superare la metà campo solo qualche rara volta in contropiede. La mancanza di qualità, convinzione e fiducia di questa squadra è testimoniata da una serie davvero imbarazzante di ripartenze mancate nella ripresa, dove non si riusciva a superare il secondo passaggio senza riconsegnare palla all’avversario. Se la tecnica è quella che è, cioè scarsa, l’atteggiamento e molto altro non possono che essere una colpa di Gattuso che, come spesso ho sottolineato, poteva essere buono lo scorso anno per risollevare una squadra in stato larvale, ma per costruire un progetto importante non va, e i banchi di prova dove ha fallito iniziano ad essere molti. Che senso ha mettere Cutrone per fargli fare l’esterno? O cambi modulo o tanto vale che inserisci uno che l’esterno lo fa davvero, non mi sembra ci voglia il patentino di Coverciano. E mettere Abate? Ma poi Abate, si sa che se lui va in campo il derby lo vince sempre l’Inter, è un’altra legge fisica difficile da sovvertire. Sull’insistenza su Donnarumma mi sono già espresso, se questo qua gioca titolare in nazionale allora io posso andare a Wimbledon e far credere a tutti di poter battere Federer in 3 set. Lasciando da parte i singoli, se con due settimane prepari un derby in questo modo, probabilmente non sei all’altezza. Non abbiamo la pretesa di vincere, perché che la squadra non sia attrezzata per farlo e sia inferiore ad altre lo sappiamo tutti, ma se ci chiamiamo Milan abbiamo il dovere di scendere in campo per provarci, preferisco perdere dopo aver tentato l’impossibile per vincere che prendere gol all’ultimo minuto di una gara dove hai tentato unicamente di pareggiare. Questo non è il Milan, e se è vero che i giocatori sono quello che sono, è pur vero che la mentalità deve cambiare, caro Rino.

 

Alessio Scalzini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *