Sale la febbre per il grande derby Inter Milan

Il derby di domenica sarà un banco di prova interessante. Sia l’Inter che il Milan scenderanno in campo motivatissimi e decisi a far propria l’intera “posta”. San Siro è “sold out”. La “febbre” è altissima. Entrambe le squadre sembrano ”vogliose” e parecchio “concentrate”. Cercano la vittoria. Entrambe le squadre vengono da “filotti” di risultati utili consecutivi più o meno intensi ma comunque “confortanti”.

Il profumo del derby

Spalletti è gasato. Lui immagina la partita già “sua”. E’ consapevole della forza dell’ Inter e non le manda certo a dire. Gattuso è “teso”. “Elabora” schemi, uomini, formazioni e tattiche con una “voracità” a dir poco “maniacale”. Studia e lavora come non mai. Sembra avere in mente “qualcosa” di “interessante”. Magari una novità “tattica” per imbrigliare i “cuginastri” o magari un giocatore che ancora deve dare il meglio di sè. Vedremo. Vincere il derby significherebbe trovare spazio nell’”Olimpo” dei più forti. Il che è quanto dire. Gattuso sa e non è certo un “pivellino”. Lui il derby lo conosce come le sue tasche. Ne ha vissuti moltissimi.

Lui è per “carattere” un uomo derby. Sanguigno, coraggioso, “cocciuto”. Ci sono gli ingredienti giusti per vivere una partita ad altissimo “potenziale” emotivo. Il derby sfugge per “definizione” a qualunque pronostico. Storia, mica quisquilie. Derby è sinonimo di “incertezza”. Derby vuol dire “orgoglio”. E’ una gara che trasuda “tradizioni popolari”, cultura e “rivalità” cittadina da tutti i pori. Sarà la partita delle partite. La gara che fu di Rocco ed Helenio Herrera, di Rivera e di Mazzola, di Pierino Prati e di Giacinto Facchetti. Il derby è il derby. Punto e basta.

La “condizione” delle due squadre

L ’Inter è terza con 16 punti. Ha vinto 5 partite, ne ha persa 1 e pareggiate 2. 12 i gol fatti, 6 quelli subiti. Il Milan è decimo con punti 12. 3 le partite vinte, 3 quelle pareggiate, 1 quella persa. 15 i gol fatti, 10 quelli subiti. I nerazzurri vengono da un “filotto” importante di partite consecutive vinte. Hanno battuto nell’ordine Sampdoria, Fiorentina, Cagliari e Spal. Il Milan proviene da tre pareggi molto chiacchierati (Cagliari, Atalanta e Empoli) e due vittorie “scacciacrisi” (Sassuolo e Chievo Verona). Nerazzurri e rossoneri vantano una buona “condizione”. I primi trascinati da Icardi (3 gol) e Perisic. I secondi da Higuain (4 gol) e Jack Bonaventura (3 gol).

Brozovic chiave neroazzurra

Tra i nerazzurri molto dipenderà dalle “giocate” di Brozovic. Sarà lui a dovere imbastire le manovre dell’Inter. Tra i rossoneri toccherà a Biglia il compito di rimboccarsi le maniche per tenere unita la squadra e illuminarne il gioco. In difesa sta meglio l’Inter. Il Milan “annaspa”. Spalletti e Gattuso non si stanno risparmiando. Fremono. Studiano tattiche e metodi per impostare al meglio la partita e rendere più amara possibile la domenica ai loro avversari. Tatticismi a volte esagerati, altre funzionali. Importante sarà non perdere la “bussola”. Rimanere calmi e concentrati per leggere meglio possibile le varie fasi di gioco e organizzare con criterio ogni manovra. Spalletti avrà il problema di “arginare” Gonzalo Higuain. Gattuso quello di evitare che i nerazzurri riforniscano Icardi.

Tattica e dintorni

Difficile dire chi se la passerà meglio. Certo è che il Milan non dovrà farsi male da solo. Questo significa che Higuain dovrà essere cercato e servito con insistenza e meglio delle altre volte. Skriniar dovrà pensare a fermare Gonzalo. Limiterà al massimo le sue proiezioni offensive. Il nostro centravanti terrà in massima “allerta” la difesa nerazzurra dal primo all’ultimo minuto di gioco.

Il derby è il derby. Mica una partita come le altre. A volte è accaduto che per dieci o anche quindici minuti a partita il “Pipita” non abbia beccato un pallone che sia stato uno da scaraventare in porta. Questo è grave e non deve più succedere. Siamo il Milan. Se hai un Campione in squadra, uno di quelli che ti risolvono da soli una gara, devi saperlo utilizzare molto e bene. Gonzalo è un cannone, non certo una pistola ad “acqua”. Se inquadra la porta fa male.

Le riflessioni del nuovo “Paron”

Gattuso su questo delicato argomento non ci dorme la notte. Non solo. Abbiamo Chalanoglu e Suso. Impossibile isolare Higuain. Sarebbe da autolesionisti imperdonabili non creare le necessarie corsie preferenziali per rifornirlo di palloni giocabili. Già, Chalanoglu. Siamo tutti in trepidante attesa. Il nostro “10” è ancora in ritardo. Non brilla di luce propria come accadeva l’anno scorso. E’ in “panne”. Gioca al 50-60% delle sue reali potenzialità. Non segna più come prima. Non dribbla più come prima. E’ in difficoltà. Va sostenuto. Il “Chala” è un patrimonio del Milan. Ogni partita potrebbe essere quella buona per “sbloccarsi”. Lo facesse nel derby, San Siro diverrebbe “suo”. Verrebbe giù lo Stadio dalla gioia. Con una vittoria tutti quanti guarderemmo al “domani” con più serenità.

E’ sempre “calciomercato”

Una squadra già forte e ben messa in campo va potenziata il giusto. Dopo Paquetà Leonardo ha in “canna altri due colpi: Ibrahimovic e Ramsey. Il primo deve soltanto decidere se venire al Milan nell’unico modo in cui potrebbe venire, oppure no. Leonardo e Maldini sono stati chiari. Lo vogliono al Milan ma i titolari sono Higuain e Cutrone. Con Ibra meglio parlare chiaro e subito. Lo svedese ha detto che ci penserà su e darà una risposta. L’accordo tra lui e il Milan dipende anche dal “contratto”. Leonardo spinge pe u n “semestrale”. Raiola per un “biennale”. Unica alternativa possibile un contratto di un anno e mezzo. Vedremo. Intanto Aaron Ramsey è in scadenza di contratto con l’Arsenal. E’ un centrocampista completo e farebbe al caso di qualunque squadra che punti al vertice. La nostra soprattutto. Anche qui “lavori in corso.”

La Champions: obiettivo di Elliott

Elliott vuole la Champions League. Non lesina né lesinerà investimenti per rendere il Milan più forte e competitivo possibile. Ivan Gazidis potrebbe agevolare il passaggio di Ramsey dai Gunners ai rossoneri. Conosce l’ambiente Arsenal come casa sua. Elliott ha già provveduto ad un sostanzioso aumento di capitale. 170 milioni di euro tondi tondi. l bilancio 2017/2018 del club rossonero si chiude con una perdita consolidata di 126 milioni, un patrimonio netto negativo per 36 milioni e una pfn negativa per 128,4 milioni. Il fondo Usa si impegna a fornire i capitali adeguati anche in futuro. Una notizia non bella ma di più. Cutrone ha rinnovato fino al 2023. Maldini ne parla come della futura “bandiera” del Milan. Prossimo al rinnovo anche “Jack” Bonaventura.

Claudio D’Aleo

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