Up and Down

Missione compiuta: dopo l’incommentabile pareggio contro l’Empoli servivano tre vittorie, tre vittorie sono arrivate. In questo ottobre che ci vedrà giocare unicamente a San Siro, dopo la sosta per le nazionali arriverà l’Inter. Non ho buone sensazione riguardo al derby con i cugini, e vi spiego perché raccontandovi quanto successo oggi e nelle ultime settimane. C’è una costante che non mi lascia per niente tranquillo: in una maniera o nell’altra prendiamo sempre gol. I vuoti di concentrazione del Milan di Gattuso sono davvero difficili da spiegare, e stanno diventando talmente numerosi che non possono più essere etichettati come un caso. Ad esempio, oggi dopo il 2 a 0, ottenuto al termine di 35 minuti letteralmente dominati, è arrivata una dormita collettiva di 10 minuti che ha portato alla clamorosa occasione di Birsa, a rischiare di riaprire una gara in realtà mai cominciata. Nelle ripresa poi, il solito regalo agli avversari: ad Empoli era stato Romagnoli ad inventarsi la giocata che ha portato al pareggio di Caputo (a proposito, è vero che dormiamo, ma non ci dice mai culo se penso a come lo stesso Caputo ha tirato il rigore contro la Riomma ieri), oggi una bella collaborazione tra Zapata (mi sembrava strano chiudesse una partita senza nemmeno un’ombra), una dormita colossale di Kessie (tornerò tra pochissimo su di lui) ed un posizionamento da grande portiere di Donnarumma che, sorpreso dal fatto di non aver subito i miei insulti per due partite consecutive (record da quando gioca in serie A), mi ha immediatamente ricordato che in porta c’è lui a fare la guardia e a raccogliere sempre qualche pallone in fondo al sacco. Dicevo di Kessie, la prestazione di oggi dell’ivoriano è ai limiti dello sconcertante, a parte l’apporto nullo in fase offensiva, mi preoccupa molto la svagatezza e la mollezza con cui difende: rientri sempre lentissimi, contrasti al burro, se andiamo a ben vedere quello che recupera più palloni è Biglia, ed è un dato che non lascia tranquilli il fatto di venire superato dall’argentino anche in quello in cui in teoria dovresti eccellere, caro Frank. Mi auguro sia una giornata un po’ storta ma, non essendo la prima, e rendendomi conto che l’alternativa consiste in un inguardabile Bakayoko, in vista del derby sono decisamente angosciato. A proposito di Bakayoko, ma si può giocare a pallone come lui in coppa? Ogni volta che ha la palla tra i piedi è in imbarazzo come Zaza davanti ad un pettine, menomale che si è firmato per un diritto di riscatto perché pensare di cacciare 35 milioni per un impedito simile è da ospedale psichiatrico. Dicevo delle mie preoccupazioni in vista del derby: i clamorosi up&down di questa squadra non credo ce li possiamo permettere in quell’occasione, e in effetti non ce li siamo potuti permettere nemmeno nelle precedenti, considerati i punti gettati alle ortiche contro Empoli, Atalanta, Cagliari e ci metto anche il Napoli che, pur essendo più forte di noi, si poteva almeno chiudere con un punto dato il doppio vantaggio (e, se andiamo a rivedere i primi due gol, il primo è un erroraccio in disimpegno e l’altro la solita cappella di Donnarumma). Il continuo passare palla verso la propria porta mi urta davvero il sistema nervoso: 31esimo del primo tempo, abbiamo palla nella trequarti avversaria, con una seria infinita di passaggi siamo tornati a Donnarumma che l’ha spedita in corner, insomma abbiamo regalato un calcio d’angolo partendo da zona offensiva senza che il Chievo toccasse palla. Sono cose che davvero non comprendo. Accanto a queste amnesie clamorose, si vedono però anche buone cose: la squadra non gioca male, crea tanto, segna molto (forse anche molto meno di ciò che crea), purtroppo si rischia sempre di rovinare tutto per questi cali di concentrazione che, ripeto in vista derby, non puoi concederti. Aver Higuain là davanti fa tutta la differenza del mondo: negli ultimi anni, in cui si è spacciato l’acquistare delle pippe come “la maledizione della numero 9”, si è tanto detto che la colpa era del poco gioco se gli attaccanti non rendevano, se il tronista va in Spagna e inizia a segnare (ottimo, così lo riscattano e ci becchiamo 35 mln), ma la verità sta sempre nel mezzo e, se è vero che in molti casi la scarsa qualità della mediana ha influito sul rendimento dell’attacco, è pur vero che se giochi con gente come Kalinic, Luiz Adriano, Destro e chi più ne ha più ne metta, finisce che non segni. Higuain è essenziale, due palloni calciati, due gol, roba che un Kalinic non ti fa, è inutile girarci intorno. Il calciomercato non è una scienza misteriosa: se prendi i top player, i top player fanno quello che devono, se prendi le pippe ti può dire culo che giochino bene all’improvviso, ma il più delle volte finisce in insulti e parolacce. Bene Suso nelle ultime gare, continua a segnare poco per quanto tira ma alla fine se fa due assist vincenti a partita mi accontento. Chi non mi convince sono Malaventura e Calhanoglu: il primo sta segnando parecchio da quando c’è Gattuso, ma sono più le volte che lo mando a quel paese per le scelte sbagliate che quelle che lo applaudo, il turco invece è un po’ lunatico, o ti spacca la partita come in coppa o entra in un tunnel di depressione da cui difficilmente si tira su. Mi auguro che entrambi aumentino i giri perché, considerate le alternative, sono davvero loro a dover permettere il salto di qualità ad una squadra che continua a vivere sulle montagne russe. Chiudo con le voci su Ibra: io, per sei mesi, in un campionato dove ancora segna gente come Quagliarella che ha 85 anni, Ibra me lo prendo anche se cammina su una gamba sola.

 

Alessio Scalzini

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