Il nuovo Milan americano alla caccia della Champions

Una delle estati più turbolente nella storia del Milan si è chiusa con il lieto fine che tutti i tifosi rossoneri attendevano. Il passaggio di consegne dall’enigmatico Li Yonghong al fondo d’investimento americano Elliott non ha solo dato nuova solidità societaria al club, ma lo ha anche riportato in Europa dopo l’iniziale diniego da parte dell’UEFA. Due basi importanti da cui ripartire per riuscire a riportare il Milan prima nel Gotha del calcio italiano e poi in quello europeo.

 

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I presupposti per far bene ci sono tutti. Certo, i rossoneri non possono essere ancora considerati un vero e proprio concorrente per lo scudetto (al 12 settembre Betway quota la conquista del titolo da parte del Milan a 21,00, molto distante dalla favoritissima Juve data a 1,33), ma la strada intrapresa dalla dirigenza meneghina sembra quella giusta. È stato infatti effettuato un mercato di prim’ordine, ancor di più se si considera che si è tenuto più di un occhio al bilancio. A Milanello è sbarcata gente in grado di fare la differenza in Serie A e pure in campo internazionale. Primo fra tutti Gonzalo Higuain, strappato per poco più di 50 milioni alla Juve, e che si candida a essere quel bomber che da anni attendono a San Siro senza che nessuno dei successori di Inzaghi e Shevchenko sia mai riuscito nemmeno lontanamente ad avvicinarsi. Il Pipita è la pietra quadrangolare su cui poggerà il progetto del Milan, che dall’argentino si aspetta gol e doti di leadership per cercare finalmente di tornare in Champions dopo un’assenza di cinque anni. Una mancanza inaccettabile per il club italiano più famoso all’estero e che vanta milioni di tifosi in tutto il globo.

La campagna rafforzamento non si è limitata, ovviamente, al solo Higuain. A far discutere ancor di più è stato lo scambio tra Leonardo Bonucci e Mattia Caldara, con il primo in versione figliol prodigo che ha fatto ritorno al capezzale di Max Allegri dopo appena una stagione e il secondo che punta a essere uno dei punti di forza dei rossoneri negli anni a venire. Sulla carta sembrerebbe il Milan ad aver fatto un affarone, dato che l’ex atalantino ha sette anni in meno di Bonucci e un brillante futuro dinanzi a sé. Il Milan ha colto al volo anche l’occasione Tiemoué Bakayoko, che ha voglia di rimettersi in careggiata dopo un campionato deludente al Chelsea. Se il franco-ivoriano tornerà quello ammirato al Monaco, e che aveva convinto Abramovich a sborsare 40 milioni per accaparrarselo, allora il centrocampo del Milan diventerebbe uno dei più competitivi d’Italia. Da non sottovalutare nemmeno gli arrivi di Samu Castillejo, Diego Laxalt, Pepe Reina e Ivan Strinic. Tutta gente che non parte con la maglia da titolare garantita, ma che tornerà utilissima come alternativa a gara in corso e per dare fiato a quelli giocheranno di più.

 

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A gestire una rosa di certo ben più competitiva rispetto a quella della passata stagione ci sarà di nuovo Rino Gattuso. “Ringhio” si è rivelato ben più di un semplice allenatore carismatico, sbugiardando quanti lo vedevano inadeguato per una panchina tanto importante. L’ex gloria milanista ha saputo sì dare un’anima alla squadra, ma le ha anche un gioco spesso piacevole da ammirare. Le prime uscite in Serie A hanno mostrato un Milan molto propenso al palleggio, con la voglia quindi di governare la partita, ma che ancora non ha trovato il giusto equilibro per tutti i 90’. La riprova è arrivata subito con il Napoli, messo sotto per un’ora buona, per poi naufragare in maniera inattesa sotto i colpi dei partenopei. Situazione simile a quella vissuta nella vittoria contro la Roma, con il match in bilico e che i padroni di casa sono riusciti a far loro grazie a un’invenzione di Higuain e la freddezza di Cutrone.

L’obiettivo dichiarato per questa stagione è anzitutto centrare uno dei primi quattro posti della classifica, per tornare in quella Champions, che non dà solo prestigio, ma anche tanti soldi da reinvestire. Poi, provare ad andare più avanti possibile nelle coppe. Nelle ultime tre edizioni della Coppa Italia il Milan s’è guadagnato due finali e quindi la competizione nazionale potrebbe davvero essere un obiettivo stagionale, mentre l’Europa League è una competizione a lunghissimo respiro, che potrebbe aprire a ipotesi per ora solo ipotizzabili e di cui si potrebbe tornare a parlare da febbraio in poi.

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