Il coraggio di cambiare

All’ultimo respiro, proprio mentre mi preparavo alle solite due settimane di sosta per la nazionale in modalità depressione, Cutrone la insacca: Milan-Riomma 2 a 1. Guarda caso a risolverla è stato l’unico top player portato in casa con il calciomercato: la lucidità di Higuain nel pescare il compagno, al 95esimo, è chiaro segnale del fatto che i tempi, rispetto ai vari pescatore colombiano, tronista e Kalinic, sono decisamente cambiati. Peccato per il gol annullato per 4 centimetri di piede in fuorigioco, ma nulla toglie alla prestazione dell’argentino: palloni tenuti diligentemente, buon dialogo con i compagni, presenza a 360 gradi sul fronte offensivo. Quando, e soprattutto se, Gattuso troverà il modo di farlo sentire meno solo, ne vedremo sicuramente di migliori rispetto al recente passato. Ma andiamo con ordine, dalla lettura delle formazioni: sul fronte rossonero la solita pappa, evidentemente, mentre in tutte le altre squadre del globo i giocatori scendono subito in campo, da noi non sono ancora pronti e devono imparare i complessi meccanismi gattusiani. Per quanto riguarda la Riomma una inedita difesa a 3, con Di Francesco in vena di sperimentazioni. E in effetti non possiamo che ringraziarlo, visto che nel primo tempo i giallorossi avranno toccato sì e no due volte il pallone. Da parte nostra, con il rientro del turco al posto dell’impresentabile ed inguardabile Borini (a proposito, per un insulso assist di testa a Napoli molti fenomeni del tifo ne hanno premiato la bontà della scelta la settimana scorsa, rendiamoci conto in che abisso di squallore ci ritroviamo), si è vista ben altra manovra: continuo a ripetere che se Calhanoglu diventa un po’ più convinto, e Gattuso magari non lo costringe a correre ovunque anche in difesa, ci ritroviamo un altro vero top player davanti. Il rientro del numero 10 pare aver giovato anche a chi ruotava attorno a lui: ho sentito critiche feroci nei confronti di Biglia, ed in effetti a Napoli lo avrei preso a badilate dal primo minuto, rimane il fatto che in un centrocampo di una povertà tecnica imbarazzante, la sua presenza è assolutamente necessaria, e questa sera devo dire che l’argentino è stato uno dei migliori in campo. Un altro che mi ha piacevolmente sorpreso è stato Ritardo Rodriguez che, per la prima volta dopo un anno, si è spinto in avanti ed ha azzeccato un assist: che sia un nuovo inizio? Me lo auguro. In generale, nella prima frazione, complice una Riomma abbastanza senza senso, il Milan l’ha fatta da padrone, peccato che davanti manchi sempre qualcosa, un filtrante, un passaggio al momento giusto. Purtroppo le parole momento giusto cozzano con Suso e Bonaventura: il primo ormai è talmente monocorde che gli avversari si posizionano davanti l’attaccante perché sanno già che arriverà una palla bassa comoda da intercettare. Sui tentativi di tiro dello spagnolo preferisco non commentare. Riguardo Bonaventura, sono più i palloni che perde per tentare di tenerli all’infinito che quelli che gioca decentemente. Caro Gennaro, siamo sicuri che questi due siano indispensabili? Ma con un Laxalt che quando entra fa sempre vedere di avere un passo superiore agli altri, con un Castillejo che mi è sembrato molto voglioso, e con un Cutrone che con Higuain secondo me non può che crescere, questo 433 deve essere un dogma? Ma Calahnoglu trequartista e due punte? Oppure Suso che ogni tanto si siede in panca a riflettere e Castillejo sulla destra? Forse ci vorrebbe il coraggio di cambiare, e dato che ci sono due settimane di tempo per provare visto che i nuovi devono abituarsi, sarebbe il caso di pensarci. Tornando alla gara, nella ripresa Di Francesco è tornato in sé, ed ha riportato la Riomma ad un modulo di gioco più nelle corde della squadra. Non che sia cambiato chissà cosa, a parte una migliore tenuta del campo: infatti, escluso il solito gol in mischia da palla inattiva, favorito dall’ennesimo rinvio a casaccio della nostra difesa, della Riomma non si è vista traccia davanti, se non per un’azione pericolosa di Dzeko nel finale, tanto è vero che i centrali rossoneri non è che abbiano sudato sette camicie. Col passare dei minuti mi sono abbastanza inferocito con Gattuso: ma i cambi? Fortunatamente si è ricordato di averli a disposizione. Come detto, Laxalt e Castillejo mi sono piaciuti, l’ex Genoa anche a Napoli del resto, e Cutrone ha segnato, quindi alla fine ha ragione Rino. Calhanoglu era visibilmente stanco, ma io avrei tolto Suso, stasera abbastanza inguardabile. Torno al discorso di poco fa: è stato un calciomercato che non ha regalato un salto di qualità netto, magari solo in avanti dove è un conto Higuain e un conto il tronista (anche qui devo complimentarmi con i fenomeni del tifo: tre gol a degli scappati di casa e subito è partito il pianto delle vedove), un mercato, dicevo, che ha portato poco per svoltare ma qualche alternativa l’ha fornita: abbiamo il coraggio di osare caro Rino?

 

Alessio Scalzini

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