Dopo il Napoli, la Roma: aspettando il vero Milan

Il “crollo” di Napoli deve fare riflettere. Sullo 0-2 il Milan è sparito dal campo. Vecchie “ruggini” d’un passato che troppo spesso torna alla ribalta.

Le strane scelte di mister Gattuso

Gattuso ha “toppato” la “prima” . Con le grandi continuiamo a soffrire. Difficile da digerire. Alcune scelte del mister non ci sono piaciute. Nessun “processo”, per carità. Siamo appena agli inizi. Solo riflessioni. Caldara a parte (il ragazzo deve giocare e abituarsi in campo ai nuovi schemi e ai nuovi compagni) la sostituzione di Biglia ci lascia tuttora perplessi. Uscito dal campo l’argentino, il Milan non ha più prodotto gioco. Crollo immediato. Amnesie inspiegabili.

Gli “Ancelotti boys” si sono rimboccati le maniche e ci hanno infilzati come tordi. A centrocampo e in difesa non ci abbiamo capito più nulla. Un “blackout” grave, insensato e imprevisto. Carlo è uno stratega e un “martello” d’altri tempi. Lo conosciamo bene. Non s’arrende mai. Però perdere una partita in vantaggio di due reti fa male. Come fa male avere Higuain e non saperlo impiegare. L’idea di Ringhio quella, cioè, di affiancare a Biglia due “mastini” come Bakayoko e Kessiè proprio per liberare il regista argentino da ogni “peso” relativo alla marcatura, c’ era piaciuta.

Quando però abbiamo letto le formazioni, con Musacchio in campo e Biglia a far come sempre da frangiflutti davanti alla difesa, abbiamo capito che nulla (purtroppo) era cambiato. Come un “presagio”. Va bene Bonaventura a cui un posto in squadra bisognerebbe sempre trovarlo. Ma Jack l’avremmo visto meglio nel tridente offensivo accanto a Higuain e Suso e non certo in luogo di un “marcatore” che tanto bene avrebbe fatto al “ruvido” centrocampista argentino. Il centrocampo non dovrebbe mai essere “solo” muscolare. Serve la “luce”.

Jack in attacco, una risorsa da non trascurare

Biglia non è l’unico regista disponibile in rosa. Avremmo capito se al suo posto fosse subentrato Bertolacci. Gattuso lo stima, lo ha trattenuto in rosa. Ci sarà un motivo. Bisognerebbe farlo giocare. Bakayoko poteva anche starci. Magari in luogo di Borini con conseguente “spostamento” di Bonaventura sulla linea degli attaccanti. Suso a destra e Bonaventura a sinistra avrebbero di certo meglio rifornito Higuain a cui se non dai palloni da scaraventare alle spalle dei portieri togli proprio l’essenza stessa del suo essere e stare in campo. Un cannone non va ridotto a … pistola ad acqua. In mezzo al campo bisogna creare, non solo “distruggere”.

Il ritorno di Calhanoglu

Calhanoglu ha scontato il turno di squalifica. Venerdì sera potrà giocare. Un calendario non certo benevolo ci opporrà alla Roma a San Siro. Altra grande, altra “corsa”. Speriamo bene. Gattuso dovrà inventarsi qualcosa. Leonardo e Maldini gli hanno consegnato una Ferrari. Bisogna farla rendere come tale. Sembra che Caldara possa essere della partita. E sembra pure che accanto a Biglia si possano vedere Bakayoko e Kessiè e, ai lati di Higuain, Suso e Chalanoglu. Nulla è deciso. Gattuso sta riflettendo. Bonaventura è in forma. Difficile rinunciare a lui.

Chalanoglu potrebbe giocare anche alla “Pirlo”. E’ un esperimento di cui tanto s’è parlato anche l’anno scorso ma rispetto al quale mancano ancora adeguati riscontri. Potrebbe essere il turco la nostra nuova fonte di gioco.

Borini cercasi

Il miglior Borini sembra essere andato via con Montella. Anche di questo non riusciamo a capacitarci. L’ex Sunderland sta avendo una involuzione inspiegabile. Con Montella faceva tutto e bene. A momenti anche il portiere. Andato via l’Aeroplanino ha perso quasi tutto lo “smalto” che aveva acquisito. Misteri del calcio.

Il bivio per Gattuso

Gattuso è a un bivio. Sa che deve puntare alla Champions League. E sa che deve ben figurare in Campionato, Europa League e Coppa Italia. Sa anche che ha in “rosa” giocatori capaci e di spessore ma anche giovani promettenti da plasmare e far giocare. Ci sono tutti gli ingredienti giusti al posto giusto, ma la grinta, la concentrazione sempre e comunque, la voglia di lottare, di onorare la maglia e di non arrendersi mai, beh, quelle deve trasmetterle lui al gruppo, lui che ne ha in dosi industriali e forse anche di più.

In Gattuso vediamo tanto del Mitico Nereo Rocco, ma anche un po’ di Antonio Conte. Un padre di famiglia ma anche “motivatore”. “Fustigatore” all’occorrenza. Gattuso sa che deve essere in panchina quello che è stato in campo, un guerriero forte, leale, indomabile. Via i cinesi con tutte le contraddizioni “strutturali” del caso, via tutti (Fassone e Mirabelli compresi): Paul Singer, nuovo proprietario del Milan, ha consegnato ai tifosi un Club solido nella struttura ma anche economicamente, forte in campo, rimesso a nuovo e fortissimo dietro le scrivanie.

Il Milan è tornato ai milanisti. Impossibile immaginare di meglio. Il Milan ha tra i quadri dirigenziali i fuoriclasse e le bandiere di ieri: Baresi, Leonardo, Maldini. Kakà è prossimo ad arrivare. Abbiati a tornare. A giorni avremo un nuovo Amministratore delegato. L’obiettivo dichiarato è quello di piazzarsi ai vertici del calcio nazionale e mondiale entro tre anni. Elliott non ne farà passare una. Il tempo è denaro. Gattuso sa. In Ringhio nuovo “Paron” crediamo fermamente. E’ ora dii far rinascere il Milan. Il calcio non aspetta nessuno. Meditate, gente. Meditate.

Claudio D’Aleo

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