Il nuovo closing è un ping pong. Ma il Milan non può aspettare

Rocco Commisso non è affatto uscito di scena. La trattativa con Yongong Li prosegue a ritmi serrati. Da più parti si vocifera che i due sarebbero addirittura prossimi a stringersi la mano. Cioè a firmare le carte tanto attese per dar corpo e sostanza all’auspicato cambio di proprietà. Troppo ottimismo, forse, ma non possiamo non tenerne conto.

Un nuovo closing, una partita di poker

La trattativa è complicata. Sembra si stia giocando ad un tavolo di poker. Non si sa chi sta bluffando e perché. Ma il “tavolo” non è di quelli “normali”. La “posta” è davvero alta. La “chicca” che avrebbe accorciato le distanze tra i due è presto detta. Commisso avrebbe proposto di “dirottare” verso Mr. Li tutte le procedure d’investimento concernenti il marchio Milan sul mercato cinese. Mr. Li accetterebbe di buon grado ma vorrebbe in aggiunta un bel mucchio di quattrini. A “occhio e croce” non dovrebbe trattarsi di problemi insormontabili. Niente è facile quando si discute di denaro. I Ricketts sarebbero pronti a rilanciare. Elliott sarebbe parimenti pronto ad intervenire. Una vera e propria matassa. Se Mr. Li desse i 32 milioni di euro a Elliott le cose rallenterebbero di molto.

Il Milan cambierà comunque proprietario: cadremo in piedi

L’impressione è che alla fine la “fumata bianca” verrà e sancirà il pieno accordo tra le parti. Che il compratore sia Commisso o Ricketts poco importa. Il Milan finirebbe comunque in buone mani. I piccoli azionisti hanno fatto sentire la loro voce . Per loro Mr. Li dovrebbe decidere in fretta. Ne andrebbe del futuro del Milan. O accetta le condizioni di Rocco Commisso o dei Ricketts e vende l’intero pacchetto di maggioranza del Milan o si tiene tutto per sé andando incontro a un “disastro” annunciato.

Nelle condizioni in cui è il Milan rimarrebbe penalizzato anche davanti al Tas. Non avrebbe scampo. Non solo: non si ha certezza di altri investimenti da parte dell’attuale Proprietà cinese. Il fondo Elliott non colmerebbe le distanza siderali tra il Milan e l’ Uefa. Cosa che invece sarebbe naturalmente alla portata degli acquirenti americani. Anche fare “mercato” sarà difficile. Mr. Li deve riflettere molto. I tifosi si stanno spazientendo. A nostro avviso si sta tirando troppo la corda. Questo Milan con questa Proprietà “rischia “ parecchio. Sia di fronte al Tas sia in sede di pianificazione sportiva e aziendale.

La campagna acquisti procede a rilento

Mirabelli sta facendo il possibile. Preso il trequartista croato Halilovic (l’alternativa a Suso ma può giocare pure davanti alla difesa), avrebbe raggiunto un’intesa di massima con Ciro immobile. Immobile sarebbe la ciliegina su una torta ancora da realizzare. Difficile convincere Lotito. Con gli americani nulla sarebbe impossibile e siamo certi che ne verrebbe fuori un Milan da primissimi posti.

Con Yongong Li i discorsi giocoforza cambierebbero. Servirebbe prima far “cassa”. In procinto di essere ceduti sono Donnarumma e Kalinic oltre al solito Gustavo Gomez e a Montolivo in scadenza di contratto. Rischia tanto anche Andrè Silva. Ai mondiali il portoghese ha manifestato una pochezza realizzativa davvero allarmante. Ha fatto più panchina che altro. Il Milan ha sborsato 40 milioni per lui. Mirabelli starebbe puntando sull’accoppiata Falcao-Immobile per un attacco potente e nuovo di zecca. Sfumato Fellaini l’obiettivo principale starebbe tornando ad essere Paredes dello Zenit oltre ai mai dimenticati Baselli del Torino, Renato Sanches del Bayern Monaco e Duncan del Sassuiolo.

Uno dei quattro dovrebbe vestire il rossonero. Reina si appresta a diventare il portiere titolare del Milan come era abbondantemente nelle previsioni. Dietro di lui Storari in attesa che esploda il giovane e promettentissimo Plizzari. Donnarumma senza gli americani sarà ceduto certamente assieme a tutti gli altri. Il PSG tenta Bonucci. Il Capitano ci starebbe pensando. Una difficoltà in più. In attacco si punta a Falcao o Cavani. Ma prima bisogna far cassa.

 

Il tempo passa infruttuosamente

Ci chiediamo a chi mai si riferisse Berlusconi quando parlava degli attuali proprietari cinesi descrivendoli come munifici e in grado di portare il Milan sul tetto del mondo. Noi non ci stiamo capendo più nulla. Di certo stanno avendo ragione tutti quelli che hanno sempre buttato dubbi e incertezze su Mr. Li e company. Un gioco la massacro sulla pelle dei tifosi. Intanto si stanno potenziando tutte. Juventus, Inter, Roma, Napoli. Stanno venendo “fuori” autentici squadroni. Noi siamo fermi al palo. Tutto questo è inaccettabile.

Per “tornare” in Europa League dopo la mazzata delll’Uefa servirebbe un Proprietario munifico, solido economicamente, dalle idee buone, moderne e competitive e facilmente “individuabile” dal punto di vista legale e finanziario. La provenienza dei denari si vuole sia certa e garantita. Vedremo chi acquisterà il Milan e quali saranno i suoi programmi. Vedremo se al comando rimarrà Mr. Li. Una cosa è certa a nostro avviso: il Milan presto passerà “armi e bagagli” a qualcuno. Si spera agli americani.

 

Claudio D’Aleo

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