Il Milan vuol “far l’americano”. Presto il cambio di proprietà

Sono giorni difficili. Non solo per il Milan ma per tutti i suoi tifosi. Nonostante il moderato ottimismo di Fassone, la Uefa si accinge a lasciarci fuori dall’Europa League. Non proprio l’Europa che “conta” ma pur sempre l’Europa. Presto sapremo di che “morte” dovremo morire. Si parla addirittura di una esclusione di due anni da ogni competizione europea. Scontato un immediato ricorso al TAS qualora da Nyon giungessero notizie particolarmente “indigeste”. Ove così fosse saremmo felici se ci spiegassero il “perché”. Il “perché” di questa palese diversità di trattamento rispetto ad altri Club europei immischiati come noi tra i duri gangli del fair play finanziario. Il perché di tanta “durezza”. Un nome a caso: PSG. Club grandi come noi, per carità. Club prestigiosi. Ma noi siamo il Milan. Una Coppa europea senza il Milan sarebbe come un mondiale senza l’Italia. Come questo Mondiale.

Il giudizio dell’Uefa

E’ la Proprietà cinese per esteso che non convince. Non solo l’ Uefa ma anche Berlusconi ci dovrebbe spiegare tante cose. In particolare perché mai ha ceduto il Milan a “questi” cinesi. Imprenditori capaci, molto seri. Imprenditori che vengono messi continuamente alla “prova” dalla stampa specializzata e dai migliori “analisti” interrnazionali. Nessuno si “fida” delle loro potenzialità economiche. Tutti dubitano su chi mai siano costoro e da dove giungano i soldi di cui dispongono. Berlusconi ne aveva parlato come di imprenditori munifici. Anche parecchio “credibili”.

C’è da dire che finora Yongong Li ha sempre mantenuto le promesse fatte e ha sempre pagato ove gli sia stato richiesto. Sta di fatto che tutti gli sforzi della Proprietà cinese sono ora rivolti alla “cattura” di in Socio di minoranza munifico e capace. Un imprenditore facoltoso che accetti inizialmente un ruolo meno prestigioso di altri ma a cui verrà promessa una graduale “avanzata” verso almeno la metà delle azioni complessive rossonere.

I piani alti del CDA come obiettivo primario. Servono soldi per la campagna acquisti. Servono denari freschi per completare la squadra al fine di renderla sempre più competitiva. Baselli, Fellaini, Sanches, Falcao, Muriel. Gente in gamba. Gente da Milan. Però Yongong Li i 32 milioni promessi non li ha cacciati. E qui !casca!” l’asino”. Motto inequivocabile e calzante.

 

E’ derby americano

Due “colossi” americani stanno interloquendo con la Proprietà cinese per accaparrarsi le quote possibili dell’azionariato del Milan. Chi avrà la meglio subentrerà inizialmente come socio di minoranza ma presto punterà all’intero pacchetto azionario del Club. Si tratta di Rocco Commisso, 68 enne miliardario di origini calabresi proprietario di della quinta TV via cavo degli Stai Uniti Mediacom communications e con un portafoglio di circa 4,5 miliardi di dollari. Commisso è’ sostenuto dalla Banca d’affari Goldman Sachs.Il “concorrente” e Tom Ricketts, altro magnate americano che è già uscito allo scoperto con un comunicato ufficiale dichiarandosi pronto a subentrare nel Milan per rilanciarlo. E’ il proprietario della squadra di baseball dei Chicago Cubs e ha finanziato la campagna elettorale di Donald Trump. Il suo patrimonio familiare si aggira attorno ai 2,4 miliardii di dollari.

 

Gattuso guarda il bicchiere

Di fronte alle tante preoccupazioni societarie l’unico che tiene alto il morale alla truppa è sempre lui.: Gennaro “Ringhio” Gattuso. Ringhio si dimostra ogni giorno quanto ama il Milan e quanto ci tenga a sedere sulla panchina che fu di Rocco, Liedholm, Sacchi, Capello e Ancelotti. Ringhio studia ogni giorno squadre e giocatori, guarda con attenzione ogni gara del mondiale, si crogiola negli schemi e nei tatticismi più sfrenati per dare un gioco serio, moderno ed equilibrato alla sua squadra. Per “impiegare” ogni calciatore in quello che lui per primo riconosca essere davvero il “suo” ruolo, la “sua” posizione in campo. “Verticalizzazioni”, “pressing alto”, “pressing basso” , gioco sulle fasce, azioni “alla mano” stile rugby. Nulla gli sfugge e tutto è oggetto di studio. Ringhio è fatto così. Prendere o lasciare. Per lui il bicchiere è sempre o qasi sempre “mezzo pieno”.

Si seguono “prospetti” interessanti

Mirabelli invita ad un seppur cauto ottimismo. Il Milan comunque vada non rimarrà a guardare. La squadra sarà migliorata. Circola una voce abbastanza “scherzosa”. Suso all’Inter in cambio di Brozovic. Siamo seri, per piacere. Suso è il gioco del Milan. Mai e poi mai Gattuso e Mjrabelli se ne priverebbero. Infatti è arrivata puntuale la smentita della società. Suso è incedibile. Potrebbe andare all’Inter solo in cambio di Icardi e Perisic. A buon intenditor….Il Milan di certo segue Callejon e Falcao. Il primo risulta basilare in quanto si alternerebbe alla grande proprio con Suso. Il secondo è un goleador di razza. L’ideale per far maturare Cutrone. Fellaini e non Brozovic è in cima ai pensieri di Gattuso per completare il centrocampo. Anche Baselli potrebbe fare al caso nostro èd è continuamente monitorato dai pleniponziari milanisti.

Claudio D’Aleo

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