Milan, il punto della situazione e i primi obiettivi di mercato

Si è chiusa col sesto posto la prima stagione del Milan targata Gattuso. Non è quello che i tifosi si aspettavano l’estate scorsa, ma è un risultato ottimo per come era iniziato il campionato.

Il Milan ha fatto una campagna acquisti roboante l’estate scorsa, spendendo circa 200 milioni di euro per procurarsi otto giocatori titolari. È una delle campagne acquisti più grandi di sempre, sia per spesa complessiva che per numero di giocatori comprati. L’unica squadra a fare “meglio” è stata il Real Madrid, che nel 2008 ha speso 250 milioni di euro per acquistare, fra gli Cristiano Ronaldo, Benzema e Kakà. Diversamente dal Milan, però, il Madrid aveva già un’ottima rosa, che non è stata stravolta dai nuovi acquisti. Altri esempi recenti sono il Manchester City e il Paris Saint-Germain – rilevate dai fondi d’investimento rispettivamente di Qatar e Abu Dhabi – che hanno fatto investimenti ingenti negli ultimi dieci anni, ma prendendosi un paio d’anni per portare la rosa ad alti livelli. Il Milan ha ristretto i tempi: otto acquisti in poco più di un mese.

Fra i nuovi acquisti i primi nomi interessanti erano Ricardo Rodriguez, Hakan Çalhanoğlu e Mateo Musacchio (provenienti rispettivamente da Bayer Leverkusen, Wolfsburg e Villarreal), tre giovani promettenti fra i 23 e i 26 anni che il Milan è riuscito ad acquistare a circa 20 milioni ciascuno. Çalhanoğlu aveva saltato gli ultimi mesi per via di una squalifica dovuta a delle irregolarità nel suo mancato trasferimento al Trabzonspor, Rodriguez era andato vicino a una retrocessione col Wofsburg e Musacchio aveva subito diversi infortuni.

Ma il vero colpo a effetto del mercato rossonero è stato Leonardo Bonucci, strappato alla Juventus per 42 milioni (record per un giocatore over 30). Bonucci era non solo uno dei leader della difesa bianconera, ma anche uno dei migliori difensori al mondo. Col suo acquisto era chiara l’intenzione del Milan di dotarsi di giocatori di esperienza e personalità da affiancare ai giovani. Bonucci, a cui è stata offerta subito la fascia di capitano, è arrivato a Milano con grandi ambizioni e ha esaltato i tifosi rossoneri.

A tutto questo si aggiungeva il panorama propizio del campionato, con Inter e Roma che avevano cambiato l’allenatore e parecchi titolari e la Juventus che aveva per l’appunto perso Bonucci. La squadra più in forma sembrava essere il Napoli, che aveva mantenuto squadra e allenatore e aveva ampliato la rosa, mentre Lazio e Fiorentina restavano un gradino sotto. Il Milan era quindi sicuro di poter puntare almeno a piazzarsi fra le prime quattro, se non addirittura allo scudetto.

Era comprensibile, quindi, che le aspettative fossero alte. I giornalisti sportivi parlavano di una rinascita del Milan e BetStars lo dava fra i favoriti per lo scudetto, assieme a Juve e Napoli.

Dopo un buon avvio, però, le prestazioni sono calate e sono cominciati i malumori. Nonostante il primo posto nel girone di Europa League, il Milan ha fatto fatica a ingranare in campionato e ha toccato il punto più basso della gestione Montella con le sconfitte interne con Roma e Juve e il derby con l’Inter perso per 3-2 all’ultimo minuto. Dopo il pareggio col Torino, Montella è stato esonerato e al suo posto è arrivato Rino Gattuso, allenatore della Primavera.

C’è da dire che Gattuso ha cominciato la sua avventura sulla panchina del Milan con aspettative non molto alte, dato che l’ex bandiera rossonera non aveva esperienza da allenatore in Serie A. Il debutto di Ringhio non è servito a far cambiare idea ai suoi detrattori: il 2-2 contro il Benevento (primo punto in A dei sanniti) col gol del portiere Brignoli al 95’ verrà ricordato ancora per anni.

Il mister, però, ha fatto onore al suo soprannome e ha imposto la sua disciplina alla squadra. Il Milan ha cominciato il girone di ritorno con ben otto vittorie nelle prime dieci partite, e – nonostante una breve flessione primaverile – ha chiuso il campionato con 66 punti, miglior risultato dal 2013. Se si considerasse il solo girone di ritorno, il Milan sarebbe terzo in classifica con 39 punti, dietro Juve e Napoli. L’unico neo della stagione è stata la sconfitta per 4-0 nella finale di Coppa Italia contro la Juve: una sconfitta amara, considerando il buon primo tempo disputato disputato dai rossoneri e vanificato dagli errori difensivi nella seconda metà di gioco.

Chiusa la stagione e confermato l’allenatore, Mirabelli e Fassone devono ora rafforzare la rosa per la prossima stagione. Restando coi piedi per terra, l’obiettivo realistico stavolta è un posto in Champions League e non lo scudetto. Il Milan deve però muoversi con cautela, perché a discapito della disponibilità finanziaria il FFP incombe e la UEFA potrebbe decidere di sanzionare la società.

Come rinforzare, dunque, questa rosa?

Al Milan serve, prima di tutto, un centravanti che possa fare i gol che hanno fatto gli attaccanti rossoneri in questa stagione. Cutrone ha fatto un’ottima stagione, ma 8 gol sono pochi per renderlo il perno dell’attacco rossonero. C’è poi André Silva, 2 gol e tanto margine di miglioramento, ma sente probabilmente il peso dei 38 milioni spesi per lui. Infine c’è Kalinic, poche presenze, 6 gol totali e un autogol nella finale di Coppa Italia con la Juve. Il croato probabilmente partirà, e il Milan cercherà di rifarsi almeno parzialmente dei 25 milioni pagati alla Fiorentina. Cutrone, Silva e Kalinic hanno sommato 18 gol in tre in Serie A, e al Milan ne serve uno che ne segni almeno 20 da solo. È in questo contesto che riappaiono gli stessi nomi di cui si parlava l’estate scorsa, da Belotti a Aubameyang, passando per Álvaro Morata.

Oltre all’attaccante, al Milan servono un esterno d’attacco che faccia rifiatare Suso e Calahanoglu e una mezzala che possa alternarsi con Kessie e Bonaventura.

Anche se il mercato è appena cominciato, qualcosa si sta già muovendo. Sul fronte rinnovi, segnaliamo la conferma di Alessio Romagnoli. Il difensore di Anzio è alla terza stagione al Milan, e nell’ultimo campionato è stato un punto fermo dei rossoneri, con 42 gettoni e 3 gol. La firma ha messo a tacere le voci sui un clamoroso scambio Higuaín-Romagnoli con la Juve, con conguaglio economico a favore dei rossoneri.

Un primo rinforzo è quello di Pepe Reina. Il Milan si è assicurato a parametro zero il portiere spagnolo, 35 anni, battendo la concorrenza del Liverpool. È da capire ora se Reina sarà un vice di esperienza utile anche nello spogliatoio con il suo carisma oppure sarà il titolare, nel caso in cui Donnarumma decida di cambiare aria quest’estate.

È arrivato a parametro zero anche il croato Strinic, reduce da una stagione difficile con la Sampdoria in cui ha giocato solo 3 partite.

Fra i possibili nomi in uscita, troviamo Gigio Donnarumma e Suso. Il portiere di Castellammare di Stabia è passato da essere il futuro del Milan e l’erede di Buffon a un portiere ventenne con un futuro in bilico. Dopo una stagione con alti e bassi, conclusa con due papere nella finale di Coppa Italia contro la Juve, Donnarumma è di fronte a un bivio: restare e giocarsi la maglia da titolare con Reina, o tentarsi l’avventura all’estero? In un modo o nell’altro, la vicenda Donnarumma condizionerà il mercato dei rossoneri.

Per quanto riguarda il gaditano, si registra il forte interesse dell’Atletico Madrid e di Simeone. Il Milan non ha intenzione di trattarne la cessione, ma Suso ha una clausola di rescissione di 38 milioni e se il suo agente dovesse trovare l’accordo per l’ingaggio con la squadra di Simeone il Milan non potrebbe farci nulla.

 

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