Il Milan che verrà si muove “stretto” nella morsa dell’Uefa. La Proprietà reagisce.

Le “traversie di Yongong Li”

Mr. Li ha “cacciato” i soldi. 10000,00 euro per coprire parte del rifinanziamento programmato. Le casse rossonere ne dovranno accogliere altri 30000,00 entro fine mese. In caso contrario il Milan sarà amministrato dal fondo Elliott. “Così è se vi pare”. Storia vecchia. Storia trita e ritrita. Anche stavolta tanto tuonò che non … piovve. I soldi sono puntualmente arrivati. Come sempre. Più di un “sassolino” è saltato dalle “scarpe”. Siamo “preda” di uno scetticismo inusuale. Vedremo se i signori di Nyon si convinceranno. Vedremo se finalmente si fideranno della “piattaforma” Milan. Sembra una partita a “scacchi”. Ogni volta tutto pare pronto per far subentrare “Elliott” come unico “proprietario”. Poi alla fine tutto finisce col restare così com’è. Cioè con Yongong Li Presidente del Milan ed Elliott garante a “distanza”. E’ la prima volta che notiamo tanta severità “contabile” nei riguardi di una squadra di Club per altro molto prestigiosa come di certo è il Milan. Più Yongong Li “caccia” i quattrini, meno si scalfisce la “diffidenza” sull’operato contabile della Proprietà rossonera. Molto “duro” nei riguardi della Uefa Marco Bellinazzo, de “Il Sole 24 Ore”. Se la’ Uefa (fonte New York Times) escluderà il Milan dalle Coppe europee-sostiene il giornalista-mi aspetto che spieghi perché Li e Elliot non garantiscono regolare continuità. Altrimenti esclusione non si giustifica. Il calcio italiano non lo merita. Parliamo del Psg? Il Fair play guarda al conto economico e il Psg lo gonfia con sponsorizzazioni con parti correlate da anni. È molto più grave. Se poi si guarda a proprietà discorso cambia. Ma allora parliamo di altro. Non di Financial Fair play”.

Fassone sfoglia la margherita

Problemi societari a parte “parallelamente” alle vicissitudini societarie c’è qualcun altro che conduce ben altre trattative. Trattative non meno spigolose, non meno importanti. Per non vanificare il prezioso lavoro svolto l’anno scorso nella precedente campagna acquisti, Fassone e Mirabelli dovranno consegnare a Gattuso almeno 4 elementi nuovi. Forti e nuovi di “zecca”. Giocatori di buona personalità e dalle doti indiscusse. In attacco le idee sembrano già molto chiare. Tutto dipenderà dalle decisioni dell’Uefa. Se il Milan farà l’Europa league tutti gli sforzi saranno concentrati su Alvaro Morata. In caso di esclusione dalla Coppe europee ci consoleremmo con Radamel Falcao del Monaco. Cutrone, confermatissimo, in breve firmerà il rinnovo del contratto fino al 2023. Più distante dai due, ma non molto, sventola la “bandiera” di Simone Zaza. Zaza al Milan piace da sempre, sin dai tempi di Adriano Galliani. Non è escluso che di “riffa o di raffa” il fresco nazionale “pelato” finisca con l’approdare in rossonero. Scusate la dimenticanza. A Gattuso piace da matti Depay. E’ l’esterno che ci vuole per il suo gioco e le sue idee. Vedremo. Mirabelli è da tempo sulle sue tracce

Gattuso non le manda a dire

Il novello “Paron”, alias Ringhio, si accinge e vivere un’estate a “tutto” lavoro. Per lui il Milan non solo deve migliorare ma ha l’obbligo di farlo. Incassati i “sì” di Reina e Strinic, Ringhio sta facendo il “diavolo a quattro” per “costringere” Fassone e Mirabelli a seguirlo nel programma di potenziamento del gruppo. Leggasi acquisti “mirati”. Morata o Falcao andrebbero benissimo. Immobile o Belotti pure. Non gli dispiacerebbe neppure Zaza. I primi sono cannonieri di tutto rilievo. Impossibile discuterli. Immobile segna a raffica. Gli altri non sono da meno. A centrocampo serve come il pane uno alla “Ancelotti”. Uno capace cioè di tamponare là dietro e iniziare con veemenza l’azione offensiva. Piacciono tanti giocatori, tra i quali spicca il nome di Baselli del Torino e Duncan del Sassuo0lo. Locatelli è richiestissimo. Potrebbe andare a maturare altrove. Anche a Torino, sponda granata. Tutto dipende da Gattuso. Chi vivrà, vedrà.

Il “gioco” come un “flipper”

Gattuso studia, legge, si documenta. 4-3-3, 4-4-2 ma non solo. Anche 3-5-2. Anche 4-3-1-2. Quello che è certo è che Gattuso gestirà presto un gruppo più solido e coeso dell’anno scorso. Un gruppo più proclive a muoversi da “camaleonte” tra le farraginose linee avversarie. Una squadra capace di cambiare “copione” di gioco anche a partita in corso. Il Milan cercherà di concretizzare meglio e di più. Dovremo migliorare nel “pressing” a tutto campo e nelle “verticalizzazioni”. Gli avanti dovranno essere inondati da cross buoni da tradurre in gol. Vivremo il possesso palla come “medicamento”. Se la palla l’abbiamo noi, non ce l’hanno gli altri. “Elementare Watson”. Ma Il “che” è quanto dire.

Claudio D’Aleo

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