Progetto Milan: quale futuro dopo le parole di Mirabelli?

Progetto Milan, due parole che fanno discutere i tifosi. Ancor di più dopo le dichiarazioni di Mirabelli: “Ma ricordatevi che dobbiamo dimenticarci la favola del grande Milan. Quello era un altro calcio. Oggi non abbiamo più l’appeal ed i soldi, sto parlando dell’Italia in generale, per portare quei campioni in Serie A. Ci sono gli sceicchi. Sarà difficile vedere quei campioni. Dobbiamo scegliere altre strade. Potenziali campioni“.

Ingenuità comunicative e parole troppo spesso portate dall’emozione

Dichiarazioni gravi, ma per due motivi. Il primo è che queste parole dimostrano le difficoltà comunicative di Mirabelli e in generale della società. L’entusiasmo estivo sembra infatti già essere scemato e non solo per le difficoltà sul campo di una stagione lunga e logorante. Ma una società solida deve saper navigare anche nella tempesta, non lasciarsi andare alle emozioni: un giorno dire che il Milan non può perdere con la Sampdoria, il giorno dopo dire che “dobbiamo scordarci la favola del grande Milan” (non è vero che le due cose sono distanti anni luce, anzi).

Certo quelle parole di Mirabelli sono la scoperta dell’acqua calda: lui stesso, dopo il grande entusiasmo del closing, si è accorto delle difficoltà: i no di Morata, Fabregas, Diego Costa (vi ricordo che i due attaccanti centrali del Milan dovevano essere Diego Costa e Andrè Silva, ma purtroppo lo si dimentica troppo spesso…). Ecco perché quella frase “impossibile arrivare ai campioni”. Ma ripeto, quelle dichiarazioni sono uno “scivolone” comunicativo. E non è il primo.

Yonghong Lì e la sua grande, rischiosa scommessa

Il secondo motivo per cui le parole di Mirabelli preoccupano, e non poco, è che quelle parole sembrano certificare quello che in molti insinuavano: Yonghong Lì è uno che si è indebitato fino al collo per prendere il Milan. Il famoso “all-in”: metto una barca di soldi e spero che il Milan vada in Champions League, in modo tale che, con una rosa potenziata e conti migliori, possa muoversi con le sue gambe, migliorare i ricavi e far guadagnare la proprietà.

Tutto molto bello, ma il calcio è imprevedibile. Puoi spendere oltre 200 milioni, ma non c’è certezza nel calcio. Se fossimo arrivati quinti a -1 dal quarto posto? L’all-in sarebbe fallito lo stesso.

Torniamo al primo punto. Ma cosa è successo lo scorso agosto? A parte il famoso sponsor promesso, ma perché ci si è accontentati di Kalinic e non si è completata la campagna acquisti? A gennaio va bene non voler mettere in difficoltà un gruppo in costruzione, non voler mettere pressioni a Calhanoglu (effettivamente rifiorito con la cura Gattuso), non togliere ancor più spazio a Locatelli..ma davvero non si è fatto nessun acquisto per questo? Per una squadra che era molto indietro in classifica?

Progetto Milan, cosa ci aspetta?

Ora, sapevamo di non essere finiti in mano allo sceicco, ma neppure di trovarci di fronte a chi non sembra aver le possibilità di fare da paracadute al Milan in caso di insuccesso sportivo.

Vi spiego: giusto confermare la coppia Mirabelli-Gattuso per il prossimo anno. Il progetto Milan ha bisogno di tempo, anche se nel calcio contano i risultati e i mancati risultati aumentano la pressione. E’ facile però prevedere che anche il prossimo campionato, preliminari o meno di Europa League, possa essere un calvario e un cammino costellato di difficoltà (poi nulla toglie che si possa fare bene, dipenderà molto anche dal prossimo mercato).

Fallendo la Champions League anche il prossimo anno, una proprietà solida – fairplay finanziario a parte – accerta il fallimento del progetto (due anni sono sufficienti per tirare un bilancio), cambia direttore sportivo, allenatore e opera una rivoluzione dell’organico.

Certo non  si può pretendere Conte e Klopp, ma in quel caso un allenatore importante sarebbe doveroso.

Ma sarà così con Yonghong Lì? Se la risposta dovesse essere negativa? Il Milan si ridimensionerebbe, ma allora avrebbe avuto senso spendere 900 milioni di euro, compresa la campagna acquisti, per una scommessa? Forchielli e altri opinionisti direbbero che sì, Yonghong Lì è stato un folle scommettitore.

Ad ogni modo ha senso, tra un anno, che Yonghong Lì tenga un Milan ridimensionato?

Allora forse tra dodici mesi non sarà impossibile sentire parlare di cessione del Milan e di un nuovo proprietario. Con tutte le incertezze che abbiamo già conosciuto (anche se la cessione sarà molto più veloce, senza le pantomime di Silvio Berlusconi). Sul progetto Milan e del suo “doman”, davvero, “non c’è alcuna certezza”. E’ questo che ci ha insegnato una lunga e snervante cessione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *