Un ultimo sforzo

Questi giorni ho effettuato un esperimento sociale, precisamente di social network: nello specifico, ho setacciato tutte le pagine calcistiche di facebook per controllare se, dopo una stagione di totale disastro sportivo culminata con la sublime esibizione di mercoledì in finale di coppa Italia, ci fosse ancora qualcuno a difendere quella specie di caldaia che abbiamo in porta, mister 6 milioni Gigio Donnarumma. Con mio sommo stupore ho dovuto constatare che non sono pochi quelli che ancora credono di aver in porta un fenomeno. Che poi, in realtà, io mi accontenterei di avere un semplice portiere, purtroppo Donnarumma è ormai talmente palese che con la porta non ha nulla a che fare che io mi domando come sia possibile che ci sia ancora gente a sostenerlo. Lo avete ammirato oggi in Atalanta-Milan? Respinte centrali a ripetizione, fino alla perla del gol subito da Masiello, dove in pratica l’ha messa lui dentro. Ma che altro deve combinare per essere spedito in Congo a calci nel sedere? Ma soprattutto, cos’altro serve a voi inguaribili difensori per farvi capire, una volta e per tutte, che questo è SCARSO, ma SCARSO veramente? Il titolo del mio articolo non si riferisce all’ultimo sforzo che manca per centrare la qualificazione in Europa League, cosa che mi eccita come l’eventualità di un film porno con qualche ciccione di “Vite al limite”, piuttosto al sopportare per l’ultima partita la solita stagione insulsa e alcuni uomini che l’hanno contrassegnata. Già detto di Pipparumma, mi auguro vivamente che il prossimo anno capitan Mortovivo non venga arruolato nemmeno per la seconda squadra. Oggi mi era addirittura piaciuto il suo approccio alla gara, ma conoscendolo dovevo sapere che avrebbe rovinato tutto: il suo intervento da rosso non è grave solo per l’intervento in sé, ma piuttosto per come era riuscito a perdere palla a centrocampo, una roba che abbiamo picchiato gente al calcetto per molto meno. Un altro che mi auguro di non vedere più nemmeno con il binocolo è Kalinic, che giustamente Gattuso ha premiato con una maglia da titolare dopo che si è finalmente sbloccato contro la Giuve. Allora, sono d’accordo con Ringhio quando dice, al di fuori delle parole di circostanza, che André Silva è buono solo per “uomini e donne” e non per il pallone, però devo anche sottolineare che, a differenza del croato, tutta questa continuità di impiego non l’ha mai avuta, e non mi sembra che il nostro indegno numero 7 in allenamento faccia grandi cose, tanto da essere stato addirittura non convocato per punizione in passato. André Silva in campo ha fatto quasi sempre schifo, ma lo stesso vale per Kalinic che né tira in porta, né tiene un pallone, né azzecca un passaggio, quindi, con il finire della stagione, mi auguro che venga ceduto a qualche squadra cinese o dello Zambia e si tolga dai maroni, altrimenti Gattuso lo rimetterà in campo anche se dal mercato dovesse arrivare Cristiano Ronaldo. Un altro che mi farebbe un enorme piacere vedere in tribuna il prossimo anno è Abate, che ormai è impresentabile, ma a livelli davvero esagerati. Ma Calabria è così malridotto da non poter giocare due volte a settimana? Andando a stringere, la prossima stagione difficilmente c’è qualcuno che confermerei con la gioia nel cuore, ma so bene che un’altra rivoluzione sarebbe controproducente, meglio tenerne la maggior parte, sperando lieviti il rendimento, magari con qualche campione (ma campione vero) a far da traino. Detto del portiere, la difesa tutto sommato la confermerei, prenderei un terzino sinistro perché Ritardo Rodriguez è scarso sul serio. A centrocampo servono qualità e muscoli. Biglia lo confermerei, così come Kessie nonostante le padelle al posto dei piedi, su Malaventura credo che in caso di una buona offerta (vale a dire sopra i 15 euro) sia il caso di toglierselo dagli zebedei, tanto di un giocatore che non fa assist, non tira in porta e tiene solo palla non abbiamo questo grande bisogno. L’altra incognita è Suso, e il suo orrendo finale di stagione, cosa in realtà capitata anche lo scorso anno con però l’attenuante dell’infortunio. Io lo terrei, ma anche qua, in caso di offerta di un certo livello, la tentazione di prendere qualcuno un pochino più duttile è forte. Dico questo perché lo spagnolo o lo metti a destra o non è capace nemmeno a camminare, e questo ci costringe a giocare costantemente con questo 4-3-3 che a mio modo di vedere penalizza notevolmente Calhanoglu e il peso offensivo, fermo restando che una o due punte, con le punte a dir poco scandalose di quest’anno, non cambiano nulla. Insomma, da lavorare c’è parecchio, mi auguro sinceramente che, se proprio si debba andare in Europa League, ci si vada dal sesto posto, altrimenti ricominciare la stagione a luglio potrebbe far replicare il pessimo inizio di quest’anno, considerando anche il mondiale. Quello che davvero mi porta gioia è pensare che, dopo domenica, per qualche tempo potrò risparmiarmi copiosi e fastidiosi travasi di bile.

 

Alessio Scalzini

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