Sottile godimento

Verona ufficialmente in serie B: per un milanista non può che essere una notizia gioiosa, a maggior ragione se a sancirne la matematica retrocessione è proprio la squadra rossonera. Devo dire che raramente ho visto una gara con contenuti agonistici inesistenti come quella odierna. Evidentemente la squadra di Pecchia aveva già staccato la spina dopo la sconfitta interna contro la Spal, mentre la compagine di Rino, memore della figuraccia epocale contro il Benevento, ha messo subito in discesa la contesa per poi controllare senza troppi affanni in vista della finale di Coppa Italia di mercoledì. So bene che vincere contro la Giuventus, oltre che una grandissima soddisfazione, renderebbe praticamente inutili le ultime due giornate di campionato, dato che la vincente della coppa nazionale è direttamente qualificata all’Europa League. Purtroppo non mi avvicino con ottimismo a mercoledì, non tanto perché abbia visto qualcosa di particolare non andare, ma piuttosto per la differenza di valori in campo, l’unico che potrebbe porvi rimedio è la capra (ci riuscì benissimo in Supercoppa), però la vedo davvero davvero difficile che si riesca a battere la Giuve. Ad ogni modo, tanto vale provarci. La forma fisica, dopo un periodo di deciso appannamento, sembra stia tornando, anche se il test di oggi ha valore piuttosto limitato. Probabilmente Gattuso avrà tarato la preparazione proprio per questo appuntamento appena visto che la rincorsa Champions era ormai andata a farsi benedire. Peccato, perché se penso a tutti i punti buttati contro squadre inguardabili (ne abbiamo concessi 4 al Benevento, e ho detto tutto) i rimpianti aumentano, anche se era molto difficile porre rimedio ad una prima parte di stagione targata Ridolini da far piangere. A proposito di Montella, è complicato riuscire a farsi esonerare due volte nella stessa stagione da due squadre diverse ma lui ci è riuscito, e devo dire con merito perché, a parte il disastro al Milan che ben conosciamo, il Siviglia ha preso scoppole a destra e a manca incassando una media di 4 o 5 gol ad ogni sconfitta. Francamente non so cosa sia successo a questo allenatore, a me lo scorso anno era piaciuto, dato che con una rosa ridicola aveva portato un trofeo a casa, il ritorno in Europa ma soprattutto aveva dato una parvenza di squadra ad una compagine che squadra non era ormai da anni. Sarà stata l’estate, piena di promesse e speranze, o i preliminari di Europa League che hanno incasinato la preparazione, fatto sta che da agosto il buon Ridolini non ne ha azzeccata una che sia una. Chiusa parentesi, torniamo a noi. Di Milan-Verona è difficile dire qualcosa. In effetti potrei dirvi che ha segnato Abate, chiudere tutto e darvi appuntamento al prossimo anno. Proprio la rete di Ignazio serve a comprendere quale sia stato il livello della gara. Alcuni uomini mi sembrano comunque in ripresa: Kessie pare abbia ritrovato la benzina, il rientro di Calhanoglu si sta confermando assolutamente decisivo, Romagnoli ha messo minuti nelle gambe. Sono convinto, parlando un attimo del turco, che l’anno prossimo potrà davvero esplodere dato che le qualità le ha tutte: se Gattuso riuscirà a farlo rendere al meglio, magari non costringendolo ad un massacrante e continuo lavoro di copertura, ne vedremo delle belle. Quest’oggi è tornato al gol Cutrone, dopo 6 gare a secco: bella rete, ma rimane il fatto che la priorità per la prossima stagione sia quella del top player davanti. Non è possibile, a due giornate dal termine, avere attaccanti che hanno realizzato rispettivamente 8, 5 e 2 reti. In settimana si è molto parlato del futuro di André Silva: tenerlo, darlo in prestito, venderlo definitivamente? Vi confesso che sono molto in dubbio: tecnicamente qualcosa l’ha fatta vedere, ma ha la caparbietà di un gattino ed il fiuto del gol di un comodino. Considerata la cifra spesa per prenderlo, venderlo significherebbe rimetterci sicuro qualcosa, forse in prestito potrebbe far vedere quanto vale e magari portare il valore del suo cartellino a 15 euro e un ghiacciolo. Probabilmente lo terrei, assieme a Cutrone, affiancato da un top player (ma uno vero) e magari un altro buon attaccante. Quest’ultimo potrebbe essere Belotti, che di sicuro non è il fenomeno da 100 milioni che Cairo dipingeva dopo la sua unica stagione davvero buona, ma peggio di Kalinic non è. Ecco, il croato è l’unico che spedirei su Marte dentro un pacco, anche gratis. Lo so, sono 25 milioni buttati, magari c’è la speranza che qualche squadra cinese spendacciona ce lo tolga dai maroni. La linea societaria che sembra emergere in questi giorni è quella di pochi innesti ma di spessore, una linea che personalmente condivido. Spero, però, che lo spessore venga identificato in giocatori di valore sicuro, non in gente come Kalinic o il tronista comprati a peso d’oro. Credo sia l’ora di finirla con le scommesse, una base decente è stata costruita, è ora di passare a giocatori che il pallone sanno trattarlo veramente.

 

Alessio Scalzini

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