Milan 1991-1992: arriva Capello ed’è subito Scudetto senza perdere una gara. Nascono così gli “Invincibili”

 

Nella stagione 1991-1992 Fabio Capello sostituisce sulla panchina del Milan Arrigo Sacchi, diventato Commissario tecnico della Nazionale italiana. Capello fu già giocatore rossonero a fine anni settanta, dirigente, allenatore della Primavera nella prima metà degli anni ottanta e allenatore della prima squadra nel 1987 quando aveva sostituito Liedholm nelle ultime gare di campionato. La squadra rossonera non prende parte alle competizioni europee per via della squalifica inflittale dalla UEFA nella stagione precedente a seguito del rifiuto di continuare la gara di ritorno dei quarti di finale della Coppa dei Campioni 1990-1991 contro l’Olympique Marsiglia dopo il momentaneo spegnimento dei riflettori dello stadio di Marsiglia.

In estate la squadra perde la prima edizione del torneo amichevole Luigi Berlusconi. Demetrio Albertini, Diego Fuser e Francesco Antonioli, dopo un anno in prestito, tornano a far parte della rosa rossonera arricchita anche con Enzo Gambaro. A disposizione di Capello c’è anche Aldo Serena di ritorno al Milan dopo 9 stagioni.

Il club, essendo fuori dalle Coppe europee in seguito alle vicende di Marsiglia, si concentra esclusivamente sui tornei nazionali. La squadra è basata ancora sull’organico di Sacchi: le novità nella formazione titolare riguardano Rossi in porta al posto di Galli, Albertini spesso impiegato al posto di Ancelotti e Massaro al posto di Colombo.  In campionato, dopo un inizio caratterizzato da due vittorie di misura e altrettanti pareggi  la squadra vola in testa alla classifica, vince il titolo d’inverno e conquista il suo dodicesimo scudetto con 2 giornate di anticipo pareggiando 1-1 in casa del Napoli senza subire sconfitte, inaugurando un’epoca ricca di successi che porterà la squadra a essere soprannominata Gli Invincibili. Oltre ai 56 punti guadagnati (con i due punti assegnati per vittoria) il Milan termina il campionato senza subire alcuna sconfitta (22 vittorie e 12 pareggi). I rossoneri diventano così la prima squadra a vincere il campionato di Serie A senza subire sconfitte.  Solo il Perugia era riuscito, nel 1978-1979, in tale impresa, ma era giunto secondo, proprio alle spalle dei rossoneri. Prima dell’introduzione del girone unico (avvenuta nel 1929-1930), l’impresa di vincere un campionato senza subire sconfitte era riuscita al Genoa, nel 1922-1923. In questa stagione i Diavoli segnano 74 gol (alla media di oltre 2 reti a gara), con alcune goleade come il 5-0 al Napoli, il 5-1 ai campioni in carica della Sampdoria e l’8-2 rifilato al Foggia. Capocannoniere del torneo, per la seconda volta, è il milanista Marco van Basten con 25 reti,  una quota che mancava nella Serie A da ventisei anni, di cui 9 su rigore.

In Coppa Italia il Milan elimina il Brescia nei sedicesimi di finale (2-0 e 1-2), il Verona negli ottavi (2-2 a Verona e 1-1 a Milano, rossoneri qualificati per la regola dei gol fuori casa) e il Torino nei quarti (2-0 e 1-1). In semifinale si trova opposto alla Juventus che, dopo il pareggio a reti inviolate del Meazza, batte ed elimina il Milan (unica sconfitta stagionale dei rossoneri) grazie all’1-0 ottenuto al delle Alpi (gol di Salvatore Schillaci, con un rigore sbagliato da Franco Baresi).

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