Sensibilità

Ha già citofonato Raiola in sede? No perché Donnarumma, dopo una stagione che definire disastrosa è poco, ha effettuato la sua seconda parata annuale (ne ricordo una in Milan-Torino, il resto solo schifezze) salvando uno zero a zero utile solo alla Giuventus, e mi aspetto che il pizzaiolo obeso torni immediatamente alla carica per spingere o al ritocco dell’ingaggio o alla cessione. Almeno c’è la speranza che dopo questa parata il prezzo si mantenga alto, viste le boiate di Navas in Champions magari il Real Madrid ci fa la grazia di liberarci del fenomeno con tanto di fratello al seguito. Ma veniamo alla partita, Milan-Napoli 0 a 0, un pareggio giusto, in capo ad un match ben preparato da Gattuso. Innegabile che il buon Rino abbia sistemato la difesa, queste erano gare che non Montella ci vedevano sotto già al quinto minuto di solito, in una giornata dopo tra l’altro la coppia centrale era formata da Musacchio e Zapata. Prevedevo tempesta, invece i due se la sono cavata decisamente bene, sarà che il colombiano festeggiava oggi l’anniversario del meraviglioso gol al 97esimo contro l’Inter, una delle gioie più grandi degli ultimi anni per noi tifosi rossoneri. Quello che purtroppo continua a non funzionare in questa squadra è l’attacco, ma qui le colpe di Gattuso sono abbastanza limitate, manca proprio la materia prima, e la qualità è di livello bassissimo. Ci si aspetta che creino gioco Suso e Bonaventura, ma il primo è in un periodo in cui gioca 10 palloni e ne perde 8, il secondo li perde tutti e 10. Francamente non riesco a capire come Malaventura continui a giocare titolare in ogni occasione con un rendimento a dir poco scandaloso. Oggi, all’ennesima palla regalata al Napoli, anche Gattuso ha detto basta, e qui mi hanno fatto sorridere le indicazioni del mister a Calhanoglu. Il turco ormai fa tutta la fascia, attacca e copre le scemenze di quello che dovrebbe giocare dietro di lui, vale a dire Bonaventura. Questo toglie molta lucidità al turco che, nonostante tutto, rimane l’unico ad avere una tecnica decente ed un tocco di palla in grado di creare qualcosa. Con l’uscita di Malaventura e l’entrata di Locatelli, ecco che Rino fa notare al turco che ora è libero, può spingersi avanti senza troppi patemi per le coperture. Risultato? Un minuto dopo Locatelli (questo qui riesce a far schifo anche giocando 30 secondi, una qualità che riconoscevo solo a Kalinic finora) passeggia per il campo e Calhanoglu deve rincorrere sulla fascia il terzino napoletano. Ad ogni modo davanti continua ad essere un deserto, sarà la 30esima partita stagionale che chiudiamo senza segnare. Kalinc è inutile che lo commenti, dopo aver segnato contro il Sassuolo si è ripreso il posto da titolare ma ha dimostrato che in area dorme, a lottare contro i difensori è convinto come uno che ha appena messo gli sci ai piedi nell’affrontare la discesa libera, e, a far salire la squadra, non è capace. Molto meglio, anche se niente di trascendentale, André Silva in questo tipo di giocata, purtroppo il tronista sta alla porta come una cabina del telefono alla cupola di Brunelleschi. Non conosco i piani societari, non conosco la disponibilità finanziaria, ma la prossima sessione di mercato deve avere come principale obiettivo quello di portare a casa un attaccante forte, ma forte veramente, perché se penso ancora ai 65 mln spesi per due come Kalinic e il tronista divento una bestia. Avendo un peso offensivo maggiore oggi la si portava a casa dato che il Napoli, a parte la colossale occasione finale, non è che abbia creato chissà cosa e noi, con maggiore qualità, in porta ci potevamo arrivare. Il problema è che, oltre a non avere gli attaccanti, è difficile andare avanti con la palla se questa passa tra i piedi (piedi? Lavatrici forse) di Kessie: ma quante palle perde? Mi direte: ne recupera molte. Beh, la maggior parte di quelle che va a recuperare sono perse da lui, non è in grado nemmeno di appoggiare a 10 metri, un po’ come ormai Malaventura. Oggi, a livello di singoli, ho apprezzato i due centrali, Calabria, Calhanoglu e Biglia, la cui assenza nel derby secondo me si è sentita eccome: non è uno molto appariscente, ma difficilmente sbaglia il pallone in uscita e ne pulisce una quantità impressionante. Peccato non avere rincalzi in nessun ruolo perché, per allestire una formazione decente, giocano in pratica sempre gli stessi dato che le riserve si chiamano Locatelli, Mortovivo e Borini, roba da Spal, ma forse anche meno. La Champions è ovviamente un miraggio, ma questo lo avevamo capito dopo lo sciagurato pareggio con il Sassuolo, resta da difendere il posto per l’Europa League e preparare bene la finale di Coppa Italia, tanto per provare a dare un senso ad una stagione che era nata con grande entusiasmo e sta finendo al solito modo, nella depressione più totale. Almeno oggi, imponendo il pareggio alla squadra di Sarri, abbiamo dato prova di grande sensibilità, cosa per cui Buffon sarà sicuramente contento. Avete letto le sue dichiarazioni dopo Real Madrid-Giuve? Una vergogna che nemmeno voglio commentare: caro Gigi, quando finalmente ti ritirerai, sarà festa nazionale.

 

Alessio Scalzini

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