Fine dei giochi

Era prevedibile, si è avverato: in un turno molto favorevole alle rivali Champions, il Milan ripiomba a 8 punti dal quarto posto, occupato dai cugini che affronteremo mercoledì. Anche vincendo il derby sarebbero 5 punti, non considerando la Lazie che è comunque in mezzo, insomma, ci vorrebbe un miracolo. Che perdessimo contro la Giuventus a Torino, come dicevo, era prevedibile, peccato che la sconfitta sia arrivata in capo ad una gara ben giocata per almeno 75 minuti. C’è un episodio che a mio parere è stato lo spartiacque tra una prestazione di grande livello e l’aver perso: Suso parte in contropiede, ci mette 20 minuti a controllare la palla, la passa con immane fatica a Bonvantura che a sua volta la da’ malissimo a Calhanoglu, controllo del turco difettoso e palla alla Giuventus, pochi secondi dopo arriverà il gol del 2 a 1, gioco partita incontro. Peccato, perché fino ad allora, ai punti, molto meglio il Milan, e ringrazierò Gattuso comunque vada a finire questa stagione, dato che tra questa squadra e la bamba di smidollati di mister Ridolini c’è un abisso. Andiamo con ordine: nel primo tempo partiamo meglio noi, almeno a livello di possesso palla. La differenza sostanziale è che loro tirano in porta e fanno bene, dato che noi in porta abbiamo uno scaldabagno che ci costa 6 milioni l’anno (7 considerando fratello caldaia). Lo straccio bagnato di Dybala probabilmente lo avrebbe parato anche Platinette dopo il pranzo pasquale, lui no, e ormai ho perso il conto delle cagate di questo pseudo portiere che, se non ci sbrighiamo a venderlo, ci toccherà girarlo in prestito gratuito alla Spal pagandogli per intero l’ingaggio, giusto il tempo che anche i più inguaribili ottimisti, ma a questo punto penso proprio non vedenti, si accorgano di quanto sia scarso. Nonostante lo svantaggio i rossoneri reagiscono ed arriva la prima grande occasione, propiziata da un assist la bacio di Calahanoglu. Purtroppo qua viene a galla il secondo grande problema della nostra squadra, vale a dire l’assenza di attaccanti degni di questo nome. Era così difficile il colpo di testa a mezzo metro dalla porta per il tronista? Beh, se sei un tronista sì, se in teoria fossi un attaccante quello era gol. Fortunatamente, su un’altra pennellata di Calhanoglu, arriva il pareggio di Bonucci, una goduria che ci ripaga della sconfitta. Finisce il primo tempo con una certa sensazione di rammarico, pensando che si potesse fare di più contro la solita inguardabile Giuve della capra. Ultimamente ho discusso con alcuni sul fatto che io continui a ritenere Allegri l’allenatore più sopravvalutato del sistema solare, secondo solo a Mourinho (quello che spende un miliardo all’anno per farsi eliminare da Ridolini). Non so, ditemi voi, questa Giuve gioca a pallone? Palla a Dybala o Higuain e pensateci voi, poi avendo una rosa praticamente sterminata prima o poi qualcuno che peschi la giocata lo si trova, fatto sta che avesse avuto contro una squadra con un portiere ed un attaccante, la Giuve le avrebbe prese. Ma è bello fare i gradassi in un campionato dove la concorrenza è il Napoli di Sarri (vi ricordate Ambrosini, sotto effetto di stupefacenti, che disse che i partenopei erano meglio del Milan di Sacchi? Mi sa che Ambro sta ancora in comunità). Tornando alla gara, nella ripresa la Giuve ha alzato il baricentro ma le occasioni, in ripartenza, sono tutte per noi. Prima Calhanoglu spacca la traversa con il destro: quando ti deve dire sfiga c’è poco da fare. Poi Bonvantura, tutto solo in area, ci ricorda quanto sia scarso, semmai ce ne fosse stato bisogno, spedendo il pallone a Cuneo. Quando non concretizzi contro squadre come la Giuve finisce sempre così, due belle giocate dei suoi campioni e tutti a casa. Peccato, peccato davvero, con un po’ di fortuna ed un pizzico di cinismo in più se ne poteva uscire con i 3 punti ma anche con un pareggio. Non so come è messa la dirigenza, dato il continuo rincorrersi di voci, certo è che, l’anno prossimo, la priorità di investimento deve essere su un attaccante di livello internazionale, perché non puoi chiamarti Milan e presentarti con un tronista, un primavera e Kalinic. Avete visto il croato quando è entrato? Primo controllo palla e passaggio agli avversari, seconda azione e fallo con punizione dal limite per la Giuve. Se penso che per il tronista e Kalinic sono stati spesi 65 milioni, 5 in più di quelli che diede il PSG a zio Fester per prendere Ibra e Thiago, mi metto a bestemmiare tutto il calendario nonostante la pasqua che incombe. Ora arriva il derby, contro un’Inter che, dopo mesi inguardabili, sembra essere in ripresa. L’unica strada possibile è la vittoria, non tanto perché creda ancora alla Champions, con i risultati di questo turno è davvero improbabile, ma per continuare a dare un senso al lavoro, fin qui egregio, di Gattuso. Il rammarico è aver buttato un intero girone appresso alle follie di Ridolini, ma è inutile piangere sul latte versato. La sconfitta di oggi è comunque un segnale che la squadra c’è, quindi ora sotto con il derby e forza Milan. Buona Pasqua a tutti tifosi rossoneri.

 

Alessio Scalzini

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