Dopo i Gunners, il Chievo: il Milan di Gattuso non vuole fermarsi

Con Claudio D’Aleo analizziamo il momento del Milan di Gattuso: dal gol di Silva contro il Genoa alla sfida di ritorno di Europa League con l’Arsenal, fino all’impegno di domenica con il Chievo.

La “rinascita di un Campione”

Nel “lampo” di Andrè Silva (ultimo secondo “utile” di Genoa Milan di domenica scorsa), è fin troppo facile, diremmo inevitabile, scorgere tutta la bontà del lavoro sin qui svolto da Gennaro Gattuso. Un colpo di testa splendido per forza, eleganza nel movimento e potenza. Una “frustata” da centravanti “vero” che ha lasciato di “stucco” il pur bravissimo Perin e annichilito il pubblico di Marassi. Tutti ormai davano per scontato il pareggio. Calma e gesso. Brignoli “docet”. Una “doccia scozzese” simile l’avevamo patita noi in Benevento Milan ultimo scorso. Gol del portiere campano all’ultimo secondo fruibile del recupero. Un pareggio amaro. Per cuori forti.

Il calcio come la vita. Ciò che prende dà. Andrè Silva è (e speriamo che lo sia anche nel prosieguo del Torneo) l’ultimo dei “recuperati” eccellenti da Ringhio Gattuso. Mirabelli nel centravanti della nazionale portoghese ha sempre creduto. Certa stampa un po’ meno. Andrè Silva ma non solo. Prima di lui spiccano Biglia, Chalanoglu, Bonucci, Rodriguez. Mancano all’appello i soli Kalinic e Musacchio. Difficile scalzare al momento uno dei due centrali della difesa rossonera. Sia Bonucci che Romagnoli stanno giocando benissimo. Sulla fascia Calabria e Rodriguez sembrano inattaccabili. E ancora manca all’appello Andrea Conti, un altro dei “big” della scorsa campagna acquisti.

L’amore per la maglia esplode nei calciatori grazie al lavoro di Gattuso

Musacchio avrà le sue belle opportunità. Dovrà solo farsi trovare pronto al momento giusto. Come tutti. Kalinic deve trovare la via del gol. E deve fare presto. Tatticamente è più che prezioso. Ce ne è quanto basta per dichiararsi moderatamente ottimisti. Il Milan oggi piace e diverte.

Piace e diverte perché ogni suo singolo componente gioca bene e gioca nel suo ruolo “naturale”. Piace e diverte perché Gattuso ha scolpito nelle menti dei giocatori una identità tattica e di lavoro ben definita. Piace e diverte perché Il Milan è oggi una squadra molto ben messa in campo e molto bene organizzata. Undici giocatori che non le mandano a dire ma giocano fino all’ultima goccia di sudore disponibile senza perdere mai il bandolo della matassa. Il rapporto con l’allenatore è eccellente come eccellente è il rapporto tra l’allenatore e la Dirigenza.

I ragazzi sanno soffrire. Sanno il fatto loro. Si aiutano reciprocamente in campo e se in svantaggio buttano tutto quello che hanno in corpo per raddrizzare gara e risultato. A volte ci riescono, altre no. Gattuso ha restituito ad ogni calciatore la voglia di primeggiare e di non sentirsi inferiore a nessuno. Tutti recuperati, tutti abili e arruolati per un finale di stagione che già si preannuncia incandescente.

Dopo i “Gunners” testa al Chievo

Campionato e Coppa Italia senza dimenticare la partita di ritorno di giovedì contro l’Arsenal di Wenger. Siamo con un piede fuori dalla Europa league. Partiamo “spacciati” o quasi. Ne siamo consapevoli. I “Gunners” a casa loro fanno paura. Ma nel calcio mai dire mai. Di certo gli inglesi ci hanno messi sotto e di brutto a San Siro. Eravamo un po’ pesanti sulle gambe a causa di alcuni “richiami” specifici nella preparazione. Si è visto. Ma onore a Wenger e compagni. Bella squadra davvero. Forte e ben strutturata in ogni zona del campo. Speriamo di ricambiare tra poco. Venderemo cara la pelle prima di uscire dall’Europa. Mai accaduto quest’anno a Ringhio di subire con tanta veemenza il gioco altrui.

Tra presente e futuro

Stiamo lavorando per crescere. Per aprire un ciclo vincente. Quello che fa piacere è che ogni calciatore si considera parte integrante di un progetto, quello di Fassone e Mirabelli, sul quale ora credono un po’ tutti. Nessuno storce più il muso. Nessuno “inneggia” al fallimento. Potenza dei risultati. Giovedì Arsenal Milan. Domenica pomeriggio Milan Chievo. Si entra nel vivo dei giochi e guai a distrarsi. Intanto dopo Strinic il Milan ha chiuso per Pepe Reina. Il portierone campano firmerà col Milan un biennale con opzione per il terzo anno. Proprio quello che il Napoli non ha voluto riconoscergli.

Mirabelli non si fermerà qui. E’ pronto a sferrare un attacco “frontale” al Barcellona per il centrocampista portoghese Andrè Gomes. Gomes non sta vivendo un buon momento in “blau grana” e parrebbe disposto ad andare via. Costa tanto. Vedremo. Reina al Milan significa Gigio Donnarumma più fuori che dentro Milanello. Niente di scontato per carità. Ma conoscendo Mirabelli da adesso in poi Raiola avrà ben poco da “maramaldeggiare”. Porti una settantina di milioni di euro “cash” oppure il cartellino di Cavani e Donnarumma potrà andare dove vorrà. Meditate, gente. Meditate. I tempi son cambiati.

Claudio D’Aleo

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