Da Reina all’Arsenal, per Gattuso lezione di inglese

In attesa dell’Arsenal, dopo il giusto momento di riflessione e di stop per commemorare la morte di Davide Astori. Il punto di Claudio D’Aleo.

Reina per rinforzare il pacchetto portieri

Pepe Reina per il dopo Gigio Donnarumma. Ma non solo. Pepe Reina anche come secondo di Gigio Donnarumma. Mirabelli ha fiutato l’affare. Parametro zero e “vai”. Raiola è servito. Con l’arrivo di Reina, da sempre un pallino della dirigenza rossonera, gli scenari per la porta milanista 2018/19 vanno schiudendosi sempre più.

Donnarumma Gigio, titolare (sirene raiolane permettendo). Reina secondo (o primo). Donnarumma Antonio terzo. La composizione di un trio del genere per la prossima stagione sembra, ad oggi, più che probabile. Salvo colpi di scena. No. Non si tratta di “gallianate”, parafrasando l’abilità del grande ex Amministratore delegato Adriano Galliani a tuffarsi sui migliori parametri zero al momento disponibili. Mirabelli sa di calcio. E’ uno tosto. Sa che il Milan ha ormai un’ossatura forte, concreta e ben consolidata. Un’ossatura sulla quale la dirigenza investirà con gradualità nel corso dei prossimi anni. Sa anche che adesso la squadra c’è.

Bisogna solo rinforzarla laddove serva e con oculatezza. Magari piazzando dietro a ciascun giovane titolare, un “anziano” che sia di valore e sappia il fatto suo. Uno di quelli pronti all’uso, capace di attendere senza ”brontolare” il proprio turno. Vedremo.

Dopo la giusta riflessione per Astori si torna a giocare

La morte di Davide Astori ha posto, in tutti, l’esigenza improcrastinabile di un lungo momento di riflessione. Anche di commozione. Fermarsi un turno è stato giusto. Doveroso. Astori è stato una uomo bravissimo prima ancora che un calciatore bravissimo. La sua prematura scomparsa ha sconvolto tutti. Riposi in pace.

Per il Milan niente derby, dunque. Tutto rinviato a data da destinarsi. Testa alla partita di domani sera a San Siro, Arsenal prestigioso avversario. Poi barra dritta verso Genova, sponda rossoblù.

Come sta la squadra rossonera in vista della sfida al forte Arsenal

Distrarsi nuoce gravemente alla salute. Ringhio non le manda certo a dire. I cartelli da affiggere nello spogliatoio sono pronti. I “Gattuso boys” stanno bene.

Tutti abili e arruolati tranne Kalinic. Il croato è ancora alle prese con dei fastidi muscolari. Cutrone scalpita. L’impressione è che Gattuso abbia in mente di impiegarlo sia domani che domenica. Patrick ha dinamite nel sangue. E veleno quanto basta per reggere anche ad un duplice impegno. Ha voglia di affermarsi e di spaccare il Mondo. L’esigenza del Milan è una. La solita. Quella di continuare a puntare l’Europa che conta. Quella di crederci sempre e fino in fondo.

La squadra è in salute. Gioca bene. Segue alla lettera le istruzioni del suo allenatore e non teme nessuno. Gioca con chiunque senza mai abbassare la guardia. Alla pari. Questo è un successo. Prima della cura Gattuso duravamo un tempo soltanto. Forse. E se beccavamo il gol non recuperavamo più manco a cannonate. Gambe molli, mente stanca. Un disastro. Non dimentichiamolo, questo, ragazzi. Oggi è tutto diverso. Ci accorgiamo che il Milan è una bella squadra. Ci rendiamo conto che il gruppo è stato costruito con oculatezza, competenza, lungimiranza. L’amalgama comporta pazienza, lavoro, sudore. Non la compri al Supermercato.

Il Milan con un assetto finalmente stabile

La squadra ha oggi una sua logica. Non dipende da nessuno ma ha quei due leader nel motore che sanno come farla giocare. Bonucci e Biglia sono stati acquistati per questo. Per far crescere il gruppo e portarlo per mano verso i migliori orizzonti possibili. Il primo, Bonucci, regista arretrato. Il secondo, Biglia, regista avanzato. Kessiè e Bonaventura ai lati. Kessiè stupisce gara dopo gara. Non si ferma mai. Taglia e cuce che è un piacere. Bonaventura è indispensabile. Suso e Chalanoglu a dirigere l’Orchestra. “Sinfonia” che diventa calcio. Cutrone a fare gol. Dietro Bonucci e Romagnoli incantano. Rinati. Signori, giù il cappello. E’ il Milan.

Arsenal, sei sconfitte in otto gare: ma i big fanno paura

Contro l’Arsenal non sarà facile. Wenger è già sotto tiro. Il suo 4-3-3 pare essersi inceppato. I “Gunners” vengono da sei sconfitte nelle ultime otto gare. Venderanno cara la pelle.

Il trio Mikhitaryan, Ozil, Welbeck fa paura. A centrocampo Xhaka e Wilshere sono molto forti. Dietro non scherzano. Kolasinac e Mustafi comandano bene la difesa. Attenzione ragazzi. Tutto si dovrà fare tranne che sottovalutarle l’Arsenal. La squadra inglese vive le vicissitudini patite medi fa dal Milan di Montella. Ottimi giocatori, pessimo calcio. Quando succede fa male.

Neppure a Genova sarà facile. I ragazzi di Ballardini giocano un calcio vigoroso e scoppiettante. Ballardini, che ha studiato alla… Scuola di Arrigo Sacchi, sa mettere bene le proprie squadre in campo. Il Genoa fa densità a centrocampo, produce un buon pressing. Poi infilza le squadre avversarie con manovre avvolgenti stile rugby piazzando l’uomo solo davanti al portiere avversario. Il gioco dei liguri Ricorda non in tutto ma in parte e con i dovuti distinguo il calcio “frizzante” e armonioso prodotto da Gasperini a Bergamo con la sua Atalanta. Nulla è o sarà facile. Ma avanti così.

Claudio D’Aleo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *