Una capra da infarto

Lo ammetto, qualche anno di vita l’ho perso a due minuti dalla fine, con Caprari che tutto solo l’ha mandata di ginocchio sul fondo. Sarebbe stato un furto epocale, dato che, per una volta in stagione, bisogna riconoscere che questa gara è stata ben preparata, ben giocata e soprattutto stradominata in lungo e in largo dal Milan. L’uno a zero finale maturato contro la Sampdoria è a dir poco stretto, e figlio unicamente di quello che è, e continuerà ad essere, il problema della squadra di Gattuso: la pochezza offensiva. Cutrone, come più volte sottolineato, è un buon prospetto, non gli mancano fiuto del gol e culo (rivedere secondo gol contro la Spal), ma non è un maestro nel tenere palloni, e occasioni non ne costruisce se non coadiuvato al meglio dai compagni (e ci può stare, data anche l’età). Stavolta non posso lamentarmi dell’ingresso del tronista, deciso e finalmente nel vivo del gioco: tecnicamente, là davanti, mi sembra evidente che sia il più dotato, se gli infilassero nella testa la voglia e la grinta di Cutrone sarebbe di sicuro lui il titolare. Credo che questi venti minuti finali che ha giocato oggi valgano molto più di quanto visto finora, e mi auguro siano un nuovo inizio per il fotomodello portoghese: sottolineo per l’ennesima volta che, affidarsi completamente a Cutrone non è una scelta saggia. Quel che è certo è che l’assenza di Kalinic, il morto di sonno croato, sta giovando e non poco alla squadra. Dicevamo del dominio rossonero di questa sera: vittoria netta, senza ombre, con Donnarumma praticamente inoperoso. Oggi ha addirittura bloccato una palla in uscita, in settimana contro il Ludocoso si era esibito in certe uscite di pugno da mani nei capelli, tanto è vero che ad un certo punto mi sono chiesto se sapesse che, da regolamento, non era obbligatorio respingere in quel modo. La gara stasera si poteva subito mettere bene, purtroppo Rodriguez si è dimenticato anche come si tirano i rigori, oltre che come si crossa e come si difende. Riguardo il rigore dello svizzero, apro una parentesi: giovedì ne ha segnato uno ed il cronista lo ha dipinto come “rigore perfetto, ha prima guardato il portiere e poi l’ha messa sul lato opposto”. Falso: andate a rivederlo bene. Rodriguez ha guardato il portiere, poi ha abbassato la testa sul pallone, e dopo ha calciato, ma il portiere ha fatto il movimento proprio quando il nostro terzino aveva abbassato la testa, quindi che la palla sia finita al lato opposto del tuffo è stato solo culo. Stasera stessa scena: sguardo sul portiere, testa bassa, Viviano che resta fermo e si butta in tranquillità sul lato scelto a caso dallo svizzero. Purtroppo, quando si commentano i rigori, c’è la tendenza a definirli tirati bene o male solamente in virtù del risultato finale: no, non funziona così. Chiusa parentesi, torniamo alla gara: fortunatamente il vantaggio è arrivato un minuto dopo, grazie all’ennesima sgroppata di Calabria. C’è da dire che il ragazzo a destra è decisamente meglio che sul lato opposto, e quando rientrerà Conti se ne vedranno delle belle. L’importante è che non giochi l’inguardabile Abate, uno che anche in una trasferta contro il Ludocoso riesce a farsi detestare. Dal gol in poi è stato un lungo dominio, interrotto unicamente da quell’azione finale di Caprari che mi ha portato all’infarto. Peccato non aver raddoppiato. C’è stato tempo per la solita esultanza smorzata due ore dopo dal var, però Bonucci era nettamente in fuorigioco, quindi abbiamo poco da recriminare. Piuttosto, riguardo Bonucci, sta crescendo in fase difensiva, ma oggi credo che in impostazione abbia passato la palla alla Sampdoria minimo 4 volte: sveglia spostatore di equilibri, sveglia. Migliore in campo per me Calhanoglu, e non è una novità ultimamente: se solo recuperasse il tiro che aveva in Germania sarebbe perfetto. Purtroppo nella conclusione a volte non è fortunato, altre proprio moscio, non ci piove però che stiamo ammirando un altro giocatore rispetto al bambino impaurito della gestione Ridolini: lanci millimetrici, ottimi filtranti, corsa avanti e indietro, insomma, da quel lato mi sto finalmente divertendo. Il fatto che anche a sinistra ora si giochi a pallone (ricordiamo che Ridolini giocava con Borini da quel lato, quindi non parliamo di calcio) è positivo soprattutto per Suso, che spesso è più libero e viene pescato molto bene dal turco. Anche lo spagnolo deve crescere in fase conclusiva, perché alterna giocate strepitose a cagate colossali. L’elemento innegabile è che in campo stiamo vedendo un’altra squadra, compatta, che corre e che almeno ha un’idea di ciò che va fatto in campo. La crescita di uomini già citati, oltre Biglia (secondo me sempre meglio, ma come sapete sono prevenuto dato che occupa il ruolo di Mortovivo), è un merito da attribuire a Gattuso che li sta recuperando nel fisico e nella testa. A proposito di Mortovivo, lo so, mi è toccato sorbirmelo titolare per l’assenza di Kessie: non ha fatto danni particolari, quindi dato che parliamo di lui va benissimo così. La prossima è a Roma, dopo il ritorno contro il Ludocoso: vedremo a che punto siamo in questo percorso di crescita.

 

Alessio Scalzini

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