Rimpianti

L’avere rimpianti è sempre considerata una cosa negativa e da evitare, eppure i rimpianti dati dal Milan nelle due ultime partite (Lazio in Coppa Italia ed Udinese in campionato) lasciano un sapore amaro, ma nello stesso tempo dolce al mio palato.

Contraddizione? Follia?

No, semplice constatazione che un anno fa, oppure appena dopo la partita col Benevento, avrei firmato per un pareggio in semifinale di Coppa Italia contro la Lazio (senza prendere gol) e per un pareggio ad Udine.

Oggi no, oggi non firmerei, e due mancate vittorie mi rodono parecchio.

La Lazio ha giocato meglio di noi ed avrebbe sicuramente meritato di più, eppure l’occasione migliore l’abbiamo avuta noi con il turco che ha sbagliato in maniera scellerata un gol a porta vuota.

Contro l’Udinese, in 11 contro 11, l’avremmo portata a casa, e solo un doppio rimpallo stile flipper li ha fatti pareggiare.

Gattuso ha dato identità alla squadra, ha dato corsa, e forse anche un barlume di gioco.
La strada è ancora lunghissima, molto tortuosa e piena di insidie, ma questo Milan finalmente non è più la squadra molle e sfilacciata di inizio stagione.

Domani avremo un incontro duro contro una squadra in zona retrocessione, ma che darà l’anima per restare aggrappata alla speranza di giocare in A il prossimo anno. Mancherà Kalinic, ed al netto del pietà umana per il dispiacere che non stia bene fisicamente, questo è un bene. Giocherà Cutrone e in caso di necessità entrerà Andrè Silva, il giocatore che Gattuso deve recuperare…
Io conto molto sul portoghese, e credo che abbia i numeri per fare bene.
Dietro ci saranno Suso e Calhanoglu, a centrocampo Kessiè, Bonaventura ed uno tra Biglia e Montolivo (io tifo e spero per l’argentino).
La difesa avrà Abate e Rodriguez sulle fasce, con Bonucci e Romagnoli al centro. C’è tempo di turno over per giovedì prossimo, in campionato dobbiamo assolutamente recuperare.

Voglio concludere con un po’ di Amarcord.
Il 5 Febbraio del 1932 nasceva uno degli eroi intramontabili del grande Milan che vinse la prima Coppa dei Campioni: Cesare Maldini. Il calcio di oggi ha poco a che fare con gente come lui, legata alla maglia e propensa a lavorare duro in campo anziché altrove. Certo i social non esistevano, ma sono sicuro che lui sarebbe stato lo stesso.

Il suo ricordo è sempre vivo tra noi milanisti e le sue gesta mai dimenticate.
Damiano Caprioli
foto: Acmilan.com

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