Benevento gol del portiere, il Milan sfortunato e colpevole

(di Claudio D’Aleo). A Benevento siamo entrati nella Storia del calcio. Stavolta dalla porta sbagliata. Pareggiare al 95’ (2-2) contro una squadra che prima le aveva perse tutte, il Benevento, e per di più con un gol del loro portiere (Brignoli) sa di “guinness” dei primati. O di beffa vera e propria. Fate voi.

Atroce, inimmaginabile. Per certi versi “fuori” dal Mondo. Non solo un “record” ma un’impresa “epica”… “al contrario”. Una “coltellata” per dirla alla Gattuso. Povero Milan, poveri tifosi. Che shock a Benevento!

Povero “Ringhio”. Che esordio! L’ex rossonero si è trovato catapultato sulla panchina giusta nel momento sbagliato. Non siamo fortunati. Tutto ci gira storto. Questo va detto. Ma neppure potevamo pensare che potesse bastare l’avvicendamento di Montella in favore di Gattuso per cambiare di punto in bianco il percorso di una squadra, la nostra, che era e rimane parecchio impervio, tortuoso, densissimo di ostacoli.

Il Milan non c’era prima e non c’è adesso. La crisi permane ed è evidente. La bacchetta magica non ce l’ha nessuno. Neppure Gattuso. La squadra scende in campo con tanta buona volontà ma non riesce a produrre gioco. Le gambe sono pesanti e le idee appannate. Non si verticalizza, non si fa pressing, i movimenti “con” e “senza” palla lasciano a desiderare. Un momentaccio.

Eppure, rispetto alla gestione Montella, un “qualcosa” cui appigliarci s’è visto. Bonaventura, ad esempio. Gol a parte la prestazione di Jack con il Benevento ci è piaciuta. Bonaventura ha messo lo zampino in tutte le azioni più importanti del Milan. Ha fatto gol. Ci è parso volenteroso e determinato. Anche tanto “scarico”. La condizione fisica non è delle migliori. Jack, come sempre, è l’emblema del Milan. Nel bene e nel male. Vive sulla sua pelle le gioie e i problemi di tutta la squadra e se li cuce addosso. Anche lui non riesce a fare con le gambe quanto vorrebbe fare col pensiero. Il problema non è solo fisico. Jack non è sereno. Come lui non sono sereni i suoi compagni di squadra.

Giocano impauriti, nervosi, impacciati. Lo abbiamo visto anche con il Benevento. Cosa possa fare Gattuso per incidere nell’assetto psicofisico dei suoi giocatori non riusciamo davvero a immaginarlo. Il compito di “Ringhio” non è facile. Ha i giocatori ma se li ritrova “fiacchi” fisicamente e demotivati dal punto di vista mentale. E’ come se gli avessero consegnato una Ferrari senza benzina o un puledro “zoppo”. Conoscendo “Ringhio” qualcosa si inventerà. Farà l’impossibile per restituire il vero Milan alla Proprietà e ad ogni tifoso rossonero. Anche a se stesso. Pochi amano il Milan come Gattuso.

Certo, il pareggio a Benevento davvero non ci voleva. Una autentica ”doccia fredda”. Un pomeriggio da dimenticare. Siamo riusciti a trasformare gli undici di De Zerbi in una sorta di Real Madrid. Ora però il tempo stringe. Ogni ulteriore passo falso potrebbe diventare fatale. Il gruppetto delle “grandi” si allontana sempre di più. Continuare così non è possibile.

Domenica sera arriverà a San Siro il Bologna di Donadoni. Mica uno qualsiasi. Sbagliare ancora sarebbe imperdonabile. Servono punti. Dovremo reagire sin da subito e invertire questa tendenza negativa prima che tutto si complichi “maledettamente”. A Benevento è piaciuto lo spirito di squadra. I ragazzi ci hanno creduto e in campo si sono aiutati come era giusto facessero. Ma poi, come sempre, qualcosa si è inceppato e il Benevento è riuscito a pareggiare una partita che aveva già perso. “Misteri” e “bellezze” del calcio. L’imponderabile è sempre in agguato.

Il Milan ha 21 punti come il Bologna. Come il Bologna ha vinto 6 partite, ne ha pareggiate 3 e ne ha perse 6. I “Gattuso boys” hanno realizzato 21 gol e ne hanno subiti 20. Il Bologna ha fatto 18 gol e ne ha subiti altrettanti. Se consideriamo i “Felsinei” avversari “abbordabili” significa che di calcio non ne abbiamo ancora capito nulla. Più che sui moduli Gattuso dovrà lavorare sulla “autostima” dei suoi calciatori e sulla gioia di giocare al calcio che pare sparita.

Il 3-4-3 concettualmente potrebbe anche andare bene. Tutti i comparti necessitano della giusta “attenzione”. In difesa Bonucci sta iniziando a giocare da Bonucci. Era ora. Musacchio “balbetta” (si trovava dalle parti di Brignoli quando il portiere campano ha infilzato Donnarumma di testa) e Romagnoli a sinistra non rende tanto quanto rende al centro.

A centrocampo e in attacco siamo molto indietro. In mezzo il solo Kessiè “canta” e” porta” la croce per tutti. L’ex bergamasco è una forza della natura. Trascina appresso a sé tutto quello che gli gira attorno. Ma gioca da solo. Montolivo è un’alternativa. Locatelli è il futuro. Biglia è il presente. E’ un Campione. Va recuperato subito. In avanti Kalinic non può continuare a giocare “isolato” là davanti. Non è Ibrahimovic e da solo non fa reparto. Ha bisogno che qualcuno gli giochi accanto. Nel tridente lo vediamo accanto ad Andrè Silva o Cutrone oltre che con Bonaventura. Suso andrebbe “messo” dietro alle punte. In ogni caso bisognerebbe coinvolgerlo di più. E’ il nostro giocatore di maggior classe. L’unico capace di “accendere” la luce. L’unico in grado di saltare ripetutamente l’uomo, creare superiorità numerica, fare gol e servire palloni deliziosi. Ma va impiegato come Dio comanda.

Una “chiosa” sull’Inter capolista. Stanno 18 punti sopra di noi. Vero. Ma dopo Moratti, con la gestione Suning, hanno impiegato 4 “dolorosi” e lunghi anni prima di diventare una vera e propria squadra e raggiungere la vetta della classifica. Bocconi amari ne hanno ingoiati tanti pure loro. Meditate gente… Meditate.

Claudio D’Aleo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *