L’aeroplanino non vola, Fassone e Mirabelli osservano preoccupati

Di Claudi0 D’Aleo

Montella non può più sbagliare. Il Milan non ingrana. L’aeroplanino fa e disfa in continuazione formazioni, schemi tattici e moduli. Il risultato è sempre lo stesso. Solo confusione. La squadra non va. La sconfitta al San Paolo contro il Napoli è l’ennesima di una lunga serie di “batoste” patite tutte negli scontri diretti. Lazio, Roma, Juventus, Inter, Napoli. Abbiamo perso con tutti. Non è da Milan. La Classifica è impietosa. 6 vittorie, 1 pareggio, 6 sconfitte. 6 i punti in meno rispetto allo scorso Campionato. 19 gol fatti, 18 gol subiti. 19 punti contro i 26 di Lazio e Sampdoria prima del “baratro” vero e proprio. Poi 11 i punti che ci separano dalla Roma. 12 quelli dalla Juventus. 14 quelli dall’Inter. 15 quelli dal Napoli capolista. Mortificazioni e delusioni senza fine. Numeri impietosi che inchiodano tutti (staff tecnico e squadra) a ben precise responsabilità. Tra il Milan e il “gotha” del Calcio italiano c’è ormai un “distinguo” grande quanto una “casa”. Preoccupa assai la “tenuta” della squadra in partita. I “Montella boys” durano non oltre la prima mezzora di gioco. Pio si consegnano armi e bagagli agli avversari. Prendono gol e si disuniscono. E la partita è persa. Condizione atletica e concentrazione non ci sembrano ai massimi livelli possibili. Vedere giocare Bonaventura così male è un dispiacere tra i dispiaceri. “Jack” si è sempre preso il Milan sulle spalle e lo ha trascinato verso i piani alti della classifica. Il miglior Bonaventura è roba da stropicciarsi gli occhi. Attacca, difende, corre per quattro. Imposta la manovra. Insomma, parliamo di un giocatore “universale”. Che succede? Ci scusi Montella ma a nostro avviso Bonaventura non è impiegato bene. Non gioca nel suo ruolo naturale e non occupa la porzione di campo a lui più congeniale. Impressioni, certo. Opinioni. Ma ci sentiamo ugualmente di parlarne. Ma non è solo “Jack” a deludere. Delude Andrè Silva (39 milioni di euro spesi), che ha finora segnato 6 gol in Europa League e nessuno in Campionato. Delude Kalinic (che pure è un fior di centravanti), delude Biglia. Deludono un po’ tutti. Non è normale il “rendimento” verso il “basso” di questo gruppo costruito per vincere. I giocatori non fanno “squadra”. In partita non collaborano. Ognuno recita a “soggetto”. La condizione atletica non è buona. Rodriguez, il migliore nella sua Nazionale fino a qualche giorno fa, ha assistito a Napoli Milan dalla panchina. Mistero. Chalanoglu è un fantasma. Acquistato anche per il modo pregevole con cui calcia le “punizioni” non ha ancora segnato nessuna rete su calcio “piazzato”. Cutrone è sparito dai radar. Un ragazzo promettentissimo. Si fosse chiamato Van Kutronen a quest’ora ce lo saremmo ritrovati titolare inamovibile. Montella e il “gioco d’attacco” si “scrivono” poco e male. Si sa. Non è possibile andare avanti così. Siamo il Milan. L’allenatore è in chiara difficoltà. Più mescola il “mazzo” meno se ne capacita. Il distacco dalle grandi è troppo ampio. La Proprietà non gradisce. Ovvio. 230 milioni di euro spesi per avere questa Classifica. Inaccettabile. Non è solo la matematica a condannarci. E’ soprattutto il gioco. Questa squadra non ingrana, non esprime calcio, manca di una precisa identità. Non ha ancora una “spina dorsale” ben definita. L’Aeroplanino è tornato prepotentemente sulla “graticola”. Non puoi giocare così male con i calciatori di cui disponi. Fassone e Mirabelli non hanno acquistato “brocchi” ma fior di giocatori. La loro pazienza è ai limiti storici. Montella più perde più riceve attestazioni di fiducia. Almeno fino ad adesso. Non conosciamo il modo di lavorare di Fassone e Mirabelli per quanto concerne la valutazione dei problemi relativi alla guida tecnica della squadra. Ma se due più due fa quattro Montella ha i giorni contati. L’impressione è che per tenersi stretta la panchina del Milan il tecnico debba vincerle tutte ma proprio tutte da qui a Natale. Altrimenti addio panettone. Il tempo stringe. Bisogna tornare subito alla vittoria passando dal bel gioco. Soprattutto non puoi continuare a perdere con tutti i pari “grado”. Le interviste rese da Montella diventano sempre più indigeste. Tutte uguali le une alle altre. Sempre le stesse “patetiche” giustificazioni. Basta. Arrampicarsi sugli specchi non porta mai a nulla di buono. Bisogna prendere coscienza del problema e porvi rimedio. Il Milan può battere chiunque. Ma con le grandi abbiamo perso. E questo è un dato di fatto ineludibile e preoccupante che non ci scrolleremo mai di dosso almeno fino a quando non giocheremo di nuovo con quelle squadre. Siamo stati costruiti per arrivare in Champions League e non per salvarci attestandoci in una posizione di classifica di medio cabotaggio. A questo punto della stagione chiunque avrebbe in mano almeno una prima “impronta” della squadra che ha in mente e sulla quale sta lavorando. Montella no. Lui ancora cerca la quadratura migliore. Questo fa riflettere. E ci “allarma” non poco.

Claudio D’Aleo

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