Milan sfida il Napoli, Montella cala il Jack: torna Bonaventura

(Claudio D’Aleo) Montella cala il “Jack”. Sabato sera, al San Paolo, giocherà Bonaventura al posto di Chalanoglu. L’ex bergamasco è recuperato. Un cambio necessario. Per certi versi dovuto. Chalanoglu non ha brillato ma di certo non ha deluso. Come tanti altri suoi compagni ha ancora bisogno di tempo per ambientarsi e trovare la “posizione” a lui più congeniale in questo Milan. Il Milan non può prescindere dall’ex atalantino. Lo diciamo da tempo e lo ribadiamo con forza. Lo dicono le statistiche. Con “Jack” Bonaventura il Milan si esprime meglio.

Montella ne ha preso atto. Almeno così sembra. Il Milan ha bisogno di Bonaventura. I suoi cambi di marcia, il suo saper “verticalizzare” come pochi, i suoi movimenti senza palla e la rapidità sia nel breve che negli spazi larghi mancano molto al gioco dei rossoneri e si vede. Chalanoglu non è stato bocciato né lo sarà. Ci mancherebbe. Il turco è un fior di giocatore. Dalle sua parti è un “Re”. Lo vediamo più come esterno o come trequartista. Meno come mezzala. Tatticamente va disciplinato. Calma e gesso. Fra non molto diventerà un giocatore importante. Con lui, ma non solo con lui, bisogna avere pazienza.

Il “Jack” Nazionale è più “maturo”. Conosce il Milan come le sue tasche. E’ il classico “Jolly” da cui non puoi prescindere. Dove lo metti sta. Che sia a destra, al centro o a sinistra non importa. Lui “rende”. Salta l’ uomo con facilità e crea sempre la superiorità numerica giusta per far male agli avversari. Attacca gli spazi e difende. Insomma, è “cibo” per qualunque motore. Che sia 4-3-3, 3-5-2 o 3-4-2-1 o 3-4-1-2 poco importa. Bonaventura può giocare in qualunque ruolo da metà campo in su e sa svolgere qualsiasi compito gli venga affidato. Fa anche gol. Mica quisquilie. Lui è “Jack”. Un giocatore di gran classe. Un gregario con la patente di Campione.

A Napoli non sarà facile. Lo sappiamo. Servirà un centrocampo robusto e in grado di fare bene entrambe le fasi. Difendere ma anche attaccare. Guai a giocare solo in “difesa”. Gli azzurri farebbero polpette di una squadra che mirasse solo a difendersi. Il Milan dovrà fare la sua partita. Cioè giocare la palla e aggredire gli spazi disponibili. Insigne e Mertens non li blocchi marcandoli. O almeno non solo marcandoli. Insigne e Mertens li contrasti cercando di far arrivare loro meno palloni possibili. Altrimenti sono dolori. Palla a terra ti “sbranano”. Negli spazi stretti non conoscono avversari. Saltano l’uomo e vanno in porta. Sarri è uno stratega abilissimo e finissimo. Dal suo cilindro può spuntare di tutto. Sa di guidare una “fuori serie” e non ne fa mistero.

Montella è come “Rocky Balboa”. Più lo butti giù, più lui si fa in quattro per rialzarsi e riprendere a “combattere”. L’aeroplanino non si arrende tanto facilmente. Le studia tutte pur di superare i momenti “bui”. Sarà una bella partita. Specie se Biglia tornerà a giocare come il Biglia che conosciamo. Bonucci si è ripreso. Anche la Nazionale ha certificato la rinascita del Campione ex Juventino.

Ora abbiamo bisogno dell’ex laziale. Se Biglia giocherà come faceva a Roma, se tornerà ai suoi “livelli” abituali, cioè quelli del grande Campione, sarà difficile per il Napoli “maramaldeggiare” a centrocampo come molti già pensano possa accadere. Se la palla l’abbiamo noi è difficile che loro possano farci gol. Tanto semplice quanto elementare. Facile a dirsi ma difficile a farsi. Abbiamo due “registi”. Bonucci dietro e Biglia davanti. E’ ora che giochino come sanno. E’ ora che si ergano a guida e chioccia dei compagni giustificando il loro acquisto.

Davanti è ora che Montella si dia una bella regolata. Il Kalinic ammirato in Nazionale è proprio l’attaccante di cui il Milan ha e avrebbe assoluto bisogno. Bravo a fare l’”elastico” ma bravo soprattutto a segnare. Andrè Silva e Kalinic segnano di più e giocano meglio con le loro Nazionali. E’ ora di invertire questa tendenza per molti versi “antipatica”. Montella si vesta da sarto e crei subito gli abiti su misura per questi due grandi attaccanti. Senza fare gol non si vincono le partite. Neppure in allenamento. Montella ci perdoni. Va bene la difesa, ma a centrocampo e in attacco il Milan deve esprimersi e fare molto meglio di quanto fin qui è stato fatto.

Kalinic a Firenze segnava di più e giocava meglio. Non è vero che si tratti di un giocatore “normale” come i soliti ben pensanti lo hanno definito. Certo, non è Van Basten e neppure Gigi Riva ma è comunque uno che i gol li sa fare e li ha sempre fatti. E lo stesso dicasi per il più giovane Andrè Silva. Il portoghese è un potenziale “crack”. Presto se ne accorgeranno tutti. Le movenze ricordano quelle di Van Basten. Il fiuto del gol va affinato ma non è niente male. Sul talento portoghese si può e si deve lavorare con destrezza. A Napoli si va per fare punti. Finora abbiamo perso tutti gli scontri diretti fin qui giocati. Vincere a Napoli sarebbe un sogno. Buscarle sempre non è possibile. Meditate, gente. Meditate.

Claudio D’Aleo

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