Tregua temporanea…

Questo week passerà noiosamente senza il campionato di calcio, in attesa che la nostra nazionale si qualifichi per i mondiali del 2018.

Le attenzioni dei media sono sostanzialmente puntate sull’11 di Ventura che dovrà scendere in campo venerdì e lunedì per l’andata ed il ritorno dello spareggio contro la Svezia, squadra ostica ma orfana di Ibra. Donnarumma e Bonucci saranno i nostri rappresentanti della nazionale che proverà l’assalto alla squadra scandinava.

Le soste per le partite delle nazionali sono periodi di riflessione sia per i tifosi, ma anche per gli allenatori. Il nostro mister ha placato (solo temporaneamente credo) la bufera scattata attorno ad un suo potenziale esonero, ma sabato 18 ci attenderà il Napoli, e non sarà per niente semplice prendere punti al San Paolo.

Al Napoli mancheranno Ghoulam (miglior terzino sinistro del campionato?) e Milik (che lo scorso anno ci ha puniti) ed il Milan recupererà Biglia e Bonaventura, ma la sfida sembra comunque già segnata. Il Napoli gioca il miglior calcio della serie A, e ci è sicuramente superiore. La squadra di Sarri gioca a memoria (niente tournèe estive in giro per l’Estremo Oriente) anche grazie alla preparazione fatta nel pre-campionato ed al fatto che gli 11 titolari sono gli stessi dello scorso anno. Le ultime sfide contro squadre più avanti di noi in classifica sono tutte finite con nostre sconfitte, alcune sontuose, sia che si giocasse in casa che fuori.
Il nostro cammino verso un posto Champions è oramai segnato, ed anche al nostro interno sembra quasi che si lavori per il prossimo anno, abbassando a quando sembra gli obiettivi del breve termine fissati nel Voluntary Agreement con l’UEFA.
Sarà ancora un posto Champions l’obiettivo per il prossimo anno, oppure un più realistico posto Europa League? Domanda retorica ovviamente.

Come ho già ripetuto fino alla noia nei miei precedenti articoli, la squadra a livello di qualità e di potenzialità c’è, ma forse non è stata amalgamata nel migliore dei modi.
Difficile tornare indietro e recuperare il tempo perso, e credo anche che una sostituzione Gattuso- Montella non darebbe i risultati sperati, magari un po’ di grinta all’inizio, ma poco più. Occorre un allenatore che sappia gestire e guidare campioni o futuri tali, e che abbia il DNA per capire cosa vuol dire infondere il significato del valore Milan nei giocatori.
Di allenatori così in giro ce ne sono ben pochi, però se si vuole ritornare il vero Milan, così bisogna fare.

Ritornando al capitolo nazionale, l’ultimo spareggio è stato giocato nel 1997, e l’Italia era guidata a suo tempo dal quell’immenso campione e uomo della foto. Data la mia giovane età, non ho avuto la fortuna di ammirarlo dal vivo, tuttavia le sue gesta e la sua grandezza resteranno immortali.

Ogni occasione è buona per ricordare chi ha fatto diventare grande il Milan. Che nostalgia di quello che eravamo.

Foto: ACMilan
Damiano Caprioli

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