La parola alla difesa: Bonucci, ovvero quando il campione logora chi non ce l’ha.

(Di Claudio D’Aleo) Non è né Gaetano Scirea né Franco Baresi. E’ solo Leonardo Bonucci. Solo Bonucci ma basta e avanza. Il Leo della Juventus e della Nazionale italiana non è certamente un difensore qualsiasi. Tutt’altro. E’ uno dei migliori centrali a livello europeo e forse non solo europeo. Non si sta alla Juventus prima e al Milan poi se non si è forti veramente. E non si vince per caso.

Bonucci forte lo è senza dubbio alcuno. Abile di testa, decisivo nelle chiusure e nei contrasti, vede il gioco come pochi e sa come impostare una azione offensiva. Fa anche gol. Il che non guasta. La concentrazione per lui è tutto. E’ cibo per la mente e tono muscolare per le gambe. Leo deve sprigionare grinta per rendere ai livelli che gli competono. Deve credere in se stesso e in quello che fa, deve leggere la partita per carpirne i segreti e per dare “campo” a tutta la sua proverbiale voglia di vincere e deve porsi come guida sicura per ogni compagno di squadra.

Leo è un leader. Il Milan lo ha acquistato per questo. Accanto a lui Romagnoli sta maturando più in fretta del previsto. Ma anche Zapata gioca meglio e Musacchio, che non è certo un “pivellino”, non è da meno quando Montella decide di farlo giocare. Chiunque giochi si “appoggia” al Leo Nazionale. Bonucci è una delle due Colonne scelte da Fassone e Mirabelli per ricostruire il Milan partendo dalle fondamenta. L’altra è Biglia. Anche Biglia è un fior di giocatore. Verrà “fuori” pure lui. Serve solo pazienza. Tranquilli.

L’ambientamento al Milan di Bonucci non è stato né facile né “scontato”. Lasciare un meccanismo “perfetto” come quello bianconero e fiondarsi in un reparto completamente nuovo non è, né sarebbe stato, agevole per nessuno. Platini impiegò tutto il girone di andata prima di diventare Platini, capire la Juventus e impadronirsene. Certo da un Campione come Bonucci tutti si sarebbero aspettati un ingresso trionfale e meno traumatico nella difesa del Milan. Un rodaggio molto più semplice. Quasi “indolore”.

Ma il Milan di oggi non ci azzecca nulla con il Milan di Franco Baresi e Filippo Galli o della scorsa stagione. E neppure con la Juventus della “BBC”. Al Milan non hai Chiellini che è più navigato di te a coprirti le spalle. E neppure Barzagli, altro “marpione” vecchio stampo in grado di togliere qualunque castagna dal fuoco in qualsiasi momento della partita. Al Milan devi essere tu a fare da “chioccia” ai più giovani e devi essere tu a insegnare calcio agli altri. Devi essere tu l’ultimo baluardo da superare.

Bonucci ha stentato ad impadronirsi della difesa rossonera anche perché la “rosa” è stata letteralmente stravolta. “Nuovo” tra i “nuovi”. Il Milan, questo “ultimo” Milan, in difesa manca da tempo di un leader. E non solo in difesa. Al Milan, quest’anno, per 8-9/11 sono andati in campo, di volta in volta, giocatori che hanno indossato per la prima volta la gloriosa casacca rossonera. Ovvio che serva del tempo prima di capirci qualcosa. Bisogna assemblare e oliare, certo. Ma con calma e oculatezza.

Romagnoli e Zapata provengono dal “vecchio” Milan ultimo scorso. Hanno sempre giocato in “difetto” di leader. Ora giocano meglio. Hanno in Bonucci una guida sicura. Nelle ultime due partite abbiamo visto “quasi” il Bonucci dei tempi migliori. Guarda caso, la crescita di Bonucci ha coinciso con il migliore rendimento del Milan. Una crescita comune. Leo è Leo. Sa sempre dove calciare la palla. La sa “trattare” come pochi. Sa sempre come “chiudere” e come “impostare”.

La sua è “classe” mica “acqua”. Bonucci logora chi non ce l’ha. Te ne accorgi da come si muove in campo, da come gestisce le fasi di gioco con o senza palla, da come occupa gli spazi e sprona e incita i compagni a reagire, a lottare, a non darsi mai per vinti. Lo vedi dalla grinta che ci mette dal primo al novantesimo minuto. Chiedete ad Allegri se gli manca o non uno come Bonucci. Leo sa giocare al calcio. Lo sa bene Antonio Conte che ha fatto di tutto e anche di più per averlo al Chelsea già quest’anno.

Ironia della sorte Bonucci è al Milan e non al Chelsea. Non c’è David Luiz che tenga. Questo è sicuro. Bonucci è meglio di Luiz e Conte lo sa. I due (Conte e Bonucci) potrebbero trovarsi l’anno prossimo nella stessa squadra. Al Milan. Chissà. Le vie del calcio sono infinite. Aspettiamoci di tutto. In coppia con Romagnoli Leo sta lentamente plasmando la linea difensiva dei rossoneri. Romagnoli sta crescendo. Lo fa partita dopo partita. Alessio è una risorsa per il Milan e per il calcio italiano.

Bonucci avrebbe forse bisogno di uno alla Vidal a centrocampo per sentirsi meglio “protetto” e dare corpo e sostanza al suo modio di giocare al calcio. Con un “mastino” come Kessiè là in mezzo ci si può “arrangiare” comunque e si possono tamponare falle e quant’altro mai perdendo di vista l’inizio di ogni azione offensiva. A Bonucci serve il miglior Biglia per portare in alto il Milan. Lo sappiamo. E presto sarà accontentato.

Claudio D’Aleo

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