Da Sassuolo torniamo con un Milan nuovo

(di Claudio D’Aleo) Il Milan batte il Sassuolo (0-2) ma non convince del tutto. La strada intrapresa però sembra quella buona. I “senatori” soccorrono Montella. Il lavoro che attende la squadra è appena agli inizi. Contro il Napoli vedremo inevitabilmente di che pasta siamo fatti.

Con il Sassuolo i “Montella Boys” sono parsi in chiara ripresa. Specie in qualche protagonista inspiegabilmente “attardato”. Bonucci, per esempio. Calma e gesso. Il gioco ancora latita, non si vede, langue. Montella sta facendo di tutto per risollevare il gruppo. Bisogna dargliene atto. La difesa regge già meglio rispetto alle battute iniziali.

Bonucci non pare più… suo “fratello” ma l’”originale”. Poco per volta Leo sta tornando il Campione già della Juventus e della Nazionale. Quello che tutti conosciamo e vorremmo ammirare nella nostra squadra. Il centrocampo comincia a muoversi discretamente bene. Manca Biglia altro “anello” fondamentale per il gioco dell’Aeroplanino. Il regista “avanzato”. Il giocatore che dovrebbe illuminare San Siro con li suoi lanci e a sua classe sopraffina. Certi automatismi vanno oliati per bene ma almeno si vedono.

L ’attacco proprio non c’è. Kalinic è in forte ritardo. Il croato gioca per la squadra, si batte e si “sbatte”. Però segna poco. Anche con il Sassuolo a secco. Ultimamente niente. Andrè Silva sta in panchina. 39 milioni in panca. Con quei soldi ci metti in piedi un intero reparto. Cutrone, forse il più reattivo di tutti, l’attaccante arrivato in prima squadra “gratis”, dalla Primavera, non è considerato come dovrebbe.

Tutti fanno un gran parlare di Pellegri. Il ragazzo è forte. Non c’è dubbio. Fassone e Mirabelli hanno aperto più di un discorso con il suo procuratore. Fanno bene. I giovani sono il futuro del calcio. Il Milan li segue con attenzione. Però Cutrone non ci pare affatto meno bravo di Pellegri. E Cutrone è un patrimonio del Milan. Lo abbiamo in casa. Sarebbe un errore gravissimo trascurarlo.

Il Milan oggi è Suso. Lo spagnolo si porta a spasso la squadra su e giù per il campo. Tutta sulle sue spalle. Suso è il vero fuoriclasse di questo Milan. Il valore aggiunto. Ha movenze che ricordano per metà Claudio Sala e per l’altra metà Evaristo Beccalossi. Vede il gioco come pochi e quando parte in “serpentina” dopo una delle sue magiche “finte”o “sterzate” dalla fascia verso l’area di rigore, incanta le platee come pochi. E fa male. Tanto male. Attorno allo spagnolo bisogna che Montella costruisca prima possibile una squadra.

Il materiale umano c’è ed è di prim’ordine. Basterebbe assemblare ogni “pedina” l’una all’ altra in base alle esigenze primarie del gruppo e alle caratteristiche individuali di ogni calciatore. E cominciare a inanellare vittorie. Il Milan deve vincere. E’ stato costruito per giocare al calcio. Siamo già troppo indietro rispetto alle “consorelle”. Il palleggio dovrebbe essere una delle virtù basilari dei rossoneri. Eppure si gioca col freno a mano “tirato”. Mancano le idee. Lo spirito d’iniziativa non è quello che dovrebbe appartenere ad una grande squadra. Gli scontri diretti ci penalizzano.

A Napoli sarà durissima. Donnarumma sembra in ripresa. Meno “presuntuoso” tra i pali e più attento in generale. Ottime parate al Mapei Stadium contro il Sassuolo. La difesa si muove bene attorno a Bonucci. Leo gioca finalmente da fine regista difensivo quale è. Assieme a lui Zapata pare un altro. Romagnoli sta maturando. Musacchio “morde” il freno. E’ bravo. Sta assimilando gli schemi di Montella. Diamogli tempo. Non poche volte Bonucci illumina il gioco con le sue iniziative. Palla al piede verso l’altrui metà campo. C’è addirittura chi lo vorrebbe “fisso” a centrocampo. A giocare quasi da regista. Bonucci chiude bene e imposta il gioco. Un Campione ritrovato.

Dopo Sassuolo il Milan è settimo. Ha 19 punti. E’ in piena zona Europa League. Ha fatto 18 gol e ne ha subiti 16. Ha vinto 6 partite, ne ha pareggiata 1 e ne ha perse 5. Capo cannoniere della squadra è Suso con 5 reti. Seguono Kalinic a 3 e Cutrone e Kessiè a 2. Manca un vero e proprio goleador. Gli schemi di Montella penalizzano oggi le punte. La sosta stavolta giunge senza rimpianti. “Stacchiamo” con una vittoria.

Sistemata la difesa Montella deve plasmare l’ossatura della squadra. Servirebbe partire dalla definizione del centrocampo e dell’attacco. In mezzo uno come Biglia non può e non deve mancare. L’argentino possiede la classe e il fosforo giusti per farci viaggiare spediti. Però devi coprirgli adeguatamente le ali e proteggerlo dietro. Montella non può prescinderne.

Kessiè e Bonaventura dovrebbero giocare per l’argentino sostenendone la manovra. Il loro apporto alla costruzione del gioco può diventare decisivo per alimentare e facilitare ll cambio di marcia più volte chiesto alla squadra. Occhio a Locatelli, a Cutrone e a Zanellato. Dai giovani ci attendiamo la giusta voglia di vincere miscelata ad un sano entusiasmo. Quello di cui tutti noi abbiamo bisogno. Specie la squadra. Specie Montella.

Claudio D’Aleo

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