Fiducia a tempo a Montella, Gattuso pronto in attesa di Conte

 

(di Claudio D’Aleo) “Ringhio” Gattuso “scalda” i motori. L’ex mediano del Milan e della Nazionale italiana potrebbe essere il sostituto “ideale” di Montella in caso di esonero dell’ Aeroplanino.

Gattuso “traghettatore” verso Conte. E’ più di un’idea. Fassone e Mirabelli ci stanno pensando. E non certo da ora. La pazienza è ai minimi storici. La fame di vittorie è tanta. Tutti vorrebbero un ben altro Milan. Tutti avrebbero voluto ben altri risultati.

L’altro nome caldo è quello di Paulo Sousa. L’ex tecnico della Fiorentina potrebbe essere preso in considerazione di fronte all’impossibilità manifesta di “traghettare” il Milan verso Conte. Un cambio “repentino” di progetto a cui nessuno prima d’ora avrebbe mai voluto pensare. Vedremo.

L’oggi conta più del domani. AEK e Sassuolo sono appuntamenti che non si possono sbagliare. Montella lo sa. La squadra pure. Il Milan non piace e non convince. Non produce calcio, non vince, non diverte. Ha 6 punti in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ha incamerato ben 5 sconfitte, ha perso tutti gli scontri “diretti” sin qui giocati. Un fallimento dichiarato o quasi.

La Proprietà cinese comincia a guardarsi attorno. Gli attestati di fiducia a Montella sono quotidiani. Giusto motivare e tenere tutti sulla corda. Altre sconfitte verrebbero digerite con parecchia difficoltà. Inaccettabili questi risultati dopo i “poderosi” investimenti effettuati l’estate scorsa. Han Li ha avuto modo di osservare il lavoro di Gattuso con la Primavera. Ne ha tratto ottime indicazioni. Se due più due fa quattro alla prossima sconfitta Ringhio potrebbe prendere il posto di Montella. Poi si vedrà.

Inutile nascondersi dietro un dito. Montella è da tempo sulla graticola. La fiducia della Proprietà è a tempo determinato. Il Milan sta alle calcagna di Conte e di Paulo Sousa. L’attuale tecnico del Chelsea freme dalla voglia di tornare in Italia. L’obiettivo mai dichiarato è quello di misurarsi al più presto con la Juve. Amici e rivali contro. Una sfida tra le sfide. Una di quelle che Conte proprio non vorrebbe perdersi. Tutte le panchine delle “big” risultano occupate.

L’unica squadra che avrebbe bisogno di Conte è il Milan. Gattuso avrebbe il non facile compito di piazzare il Milan almeno tra le prime 5 in Campionato, di arrivare più in fondo possibile in Europa League e di valorizzare al massimo i giocatori in rosa. Ringhio poi lascerebbe il timone a Conte e tornerebbe ad allenare la Primavera. Un copione già scritto. Di certo urgono rimedi.

Il Milan contro le “big” sparisce. Mette in campo un “non” gioco che non può non allarmare. Montella sta palesando difficoltà inaspettate in sede di lettura delle gare e di organizzazione delle stesse. Il centrocampo a 5 non premia né la difesa né l’attacco né gli stessi centrocampisti. Biglia è l’ombra di se stesso. Bonucci ha perso lo smalto dei bei tempi juventini. Kessiè si è smarrito. Chalanoglu è inconsistente. Il turco è’ stato acquistato anche per battere le punizioni e tirare da fuori area. Abbiamo visto ben poco di questo repertorio. Di Bonaventura e Montolivo si sono perse le tracce. Bonaventura è un capitale importante del Milan. Andrebbe subito recuperato.

L’attacco è inconcludente. Fior di Campioni che rendono come attaccanti qualunque. Kalinic e Andrè Silva non si discutono ma giocano al di sotto delle loro possibilità. Più di un “conto” non torna. Montella non può non salire sul banco degli “imputati”. Il suo Milan è inconsistente. La squadra annaspa. I giocatori sembrano troppo rilassati, “sazi” di vittorie (!), quasi “imborghesiti”. Nessuno di loro ha vinto nulla se si eccettua Bonucci. Non si capisce da quale idea di gioco sia sospinta la squadra.

Guardate Donnarumma e capirete. I “miracoli” sono finiti. Adesso Gigio para quello che parerebbe un qualunque altro portiere ben quotato come lui. Lo strepitosi e grintoso Donnarumma dell’anno scorso è solo un ricordo. Di Montella non piace la difficoltà ad affidarsi ad un nucleo di giocatori “base” attorno ai quali costruire una squadra. Il tempo passa ma i dubbi aumentano assieme alla “confusione”. 3-5-2; 4-3-3; 3-4-1-2; 3-4-2-1.

Evanescenze su evanescenze. Il “cerchio” non si chiude. La Juve ci ha messi sotto. Certo, è la Juve. Ma ci hanno messi sotto pure Lazio, Roma, Sampdoria e Inter.

Siamo il Milan e abbiamo una signora squadra. Impossibile buscarle da tutti. Biglia e Bonucci non possono essersi “ingessati” di colpo. Musacchio, Kessiè, Chalanogòlu, Bonaventura, Andrè Silva, Kalinic sono Campioni e/o progetti di Campioni che tutti vorrebbero in squadra. Non è un solo giocatore che sta giocando al di sotto dei suoi standard usuali ma sono tutti i giocatori che stanno giocando male.

E qui casca l’asino. Tatticamente e atleticamente c’è qualcosa che non funziona. Più di “qualcosa”. Modulo e disposizione in campo dei giocatori convincono sempre meno. La lettura delle gare presta il fianco a non poche critiche.

A Montella l’ardua sentenza. Ora, subito prima che sia troppo tardi. Fassone e Mirabelli non aspetteranno oltre. I tifosi pure. Meditate gente. Meditate.

Claudio D’Aleo

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