Peggio di quando era peggio

Ma perché Spalletti ha le camicie con il colletto enorme? Chiusa parentesi, Inter-Milan 3 a 2, quarta sconfitta al quarto avversario decente (difficile definire questa Inter decente a dire il vero) affrontato. Il problema non sono le altre squadre, il problema siamo noi. Se colui che doveva spostare gli equilibri, pagato 42 milioni, ti fa rimpiangere Paletta, è colpa degli altri? Se è arrivato un terzino di spinta che ti fa rimpiangere Antonelli, è colpa degli avversari? Se a centrocampo Biglia finisce il fiato prima di Mortovivo, la colpa è di chi hai contro? Parliamoci chiaro, l’Inter di questa sera è apparsa ridicola, come lo è stata in tutte le altre partite, mi ricorda per filo e per segno quella di Mancini di un paio di stagioni fa che, fino a Natale, è andata avanti a botte di chiappe impressionanti, poi è letteralmente sparita. Il problema, come detto prima, è che ha trovato contro una squadra ancor più ridicola. Qualcuno è in grado di commentare il nostro primo tempo senza ricorrere all’uso della bestemmia? Completamente passivi, zero corsa, gente che vaga per il campo alla ricerca della posizione, totale assenza in ogni dove. Riguardo quest’ultimo aspetto sono stato letteralmente impressionato dal fatto che, durante qualche ripartenza, ci fosse un solo giocatore dei nostri ad attaccare, con l’assurda circostanza che non è che gli altri fossero dietro, perché poi l’Inter era in superiorità numerica pure quando attaccava: dove eravamo? Nel nuovo stadio di Barbarella? Ah no, quello non si fa più. Io credo che se una squadra riesce a far azzeccare un tiro ed un cross al giocatore più scarso che abbia mai calcato la fascia destra nella storia del pallone, vale a dire Candreva, allora o si manda tutto a ramengo o si pensa alla radiazione. Nella ripresa per fortuna si è vista un’altra partita, le occasioni sono piovute come mosche sul miele, anche grazie al passaggio alle due punte, cosa che il buon Montella continua a non sostenere non si sa veramente più perché. Purtroppo la nostra campagna acquisti ci ha portato giocatori che, fino adesso, si stanno dimostrando dei sopravvalutati. Ho sempre ritenuto Bonucci uno molto pompato dai giornali, però da qui ad immaginare che avrebbe fatto peggio di Paletta ce ne passava. Ma glielo hanno insegnato a marcare? E a chiudere le linee di passaggio? Ma sul primo gol che stava a fare? E sul secondo con Icardi solo nel deserto, perché è andato a far finta di chiudere il cross? La carta stampata giuventina ha dipinto questo qua come un novello Baresi, io al solo accostare i due nomi inizio a vomitare oggi per smettere a capodanno. Vogliamo parlare del terzino sinistro? Ricardo Rodriguez avrà un buon piede per crossare, vero, ma non crossa mai, per il semplice motivo che la postura del suo corpo è adatta al rugby, non al calcio. Appena riceve palla si ingobbisce e invece di puntare la porta avversaria torna indietro, in novanta minuti se ha guardato in avanti una volta sarà grasso che cola. Per non parlare del rigore al novantesimo: qualcuno mi può spiegare il senso di trattenere un giocatore in area con la palla che sta passando distante 6 metri dallo stesso? Se sento ancora qualcuno che lo paragona a Serginho prolungo il vomito fino a Pasqua. Un altro mistero riguarda la condizione fisica di Biglia, perché nemmeno un vecchio dell’ospizio può perdere palla come lui in occasione del secondo gol nerazzurro e non riuscire a raggiungere nella corsa Icardi, avessi detto Bolt. Mi sembro io sul divano dopo la lasagna a Santo Stefano, col fiato lungo e con la voglia di muovermi di un tricheco. In attacco rimane il vuoto di top player che ormai ripeto in ogni articolo: non è arrivato, si sente. Andre Silva qualcosa di buono lo fa, ma sono lampi in gare da nulla cosmico, andava preso il fuoriclasse, si è optato per un Kalinic qualsiasi e là davanti la palla in porta non la infila nessuno. Anzi, dopo un primo tempo a dir poco orripilante, si sono rivisti Suso e Bonaventura a livelli decenti, ma ai gol non devono pensare loro, la voragine in attacco è enorme. Riguardo Montella non so più che dire: un allenatore che presenta una squadra messa in campo come nel primo tempo andrebbe preso a pedate nel sedere da Milano a Roma senza sosta. Anzi, si è corretto stranamente prima dell’85esimo, e nella ripresa è stato punito più che altro da clamorosi errori individuali, dato che non meritavamo proprio di perdere nella seconda frazione. La condizione atletica è un bel problema: venire fatti a fette da Vecino (non ho detto Gerrard dei tempi d’oro) è molto ma molto grave. Siamo a metà ottobre ed è già chiaro che quest’anno ci andiamo a rigiocare l’accesso ai preliminari di coppa del nonno. Giudicare la campagna acquisto con il senno di poi, o comunque dopo soli due mesi, è pericoloso oltre che ingiusto, certo è che chi doveva fare la differenza, per ora sta facendo solo pena. Che non avessimo preso fenomeni era chiaro, ma che fossero così scarsi come potevamo immaginarlo? Era meglio lo scorso anno, almeno c’erano corsa e grinta in mezzo ad un mare di pippe dichiarate: ora abbiamo tutti presunti giocatori che probabilmente non sono niente di che. Amen.

Alessio Scalzini

P.S.: ma il fenomeno della porta pagato sei milioni l’anno più uno al fratello, fa il portiere o il raccoglitore di palle in fondo al sacco?

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